Consiglio generale italiani all’estero ridotto di un terzo e nuove dal centro e sud America

 29 Marzo 2015

Fonti: USEI, MAIE

 

 

 

 

 

Si tratta di contrazione delle spese o di mirato controllo e monopolio  politico? Domanda lecita, visto che ad esempio, per il Canada ci sarà solo un rappresentante. Dopo la soppressione non adeguatamente soppesata di diverse ambasciate siamo a un altro giro di vite in un settore in cui invece gli italiani all’estero e l’immagine e il ruolo dell’Italia nel mondo andrebbero assolutamente tutelati? Non sarebbe ora di ritornare sulle decisioni prese e considerare invece una diversa utilizzazione del personale del MAE e una diversa  revisione delle voci di spesa, assieme all’utilizzazione di personale  da assumere in loco per i lavori di esecutori di impiegati di concetto privi dell’accesso a dati sensibili? – Eulà

 

 

Unione Sudamericana Emigrati Italiani

Argentina, Sangregorio (USEI) batte la pesificazione: ‘ora pensioni in euro ai nostri connazionali’

“La battaglia di Sangregorio, che a Buenos Aires è conosciuto come ‘il leone’, per il coraggio con cui affronta anche le prove più difficili, ha fatto sì che i pensionati italiani in Argentina, che sono oltre 30mila, possano oggiAggiungi un appuntamento per oggi incassare la propria pensione in euro, facendo l’opportuno ricorso. In passato il Tribunale si era già espresso sul tema della pesificazione, sostenendo che le pensioni italiane devono essere pagate in euro. Ora, con la decisione della Camara Federal de Seguridad Social la cosa è definitiva. Forse chi non vive in Argentina – prosegue il comunicato USEI – non se ne rende conto fino in fondo, ma questa sentenza è qualcosa di importantissimo”.
“Il presidente Sangregorio si dice ‘soddisfatto e molto felice’ del risultato raggiunto. Il fondatore dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani ha sempre sostenuto che tutti i trattati internazionali sono validi e le sue ragioni sono quelle stesse che hanno sostenuto i giudici. In Argentina la stampa locale sta parlando del tema. La notizia, infatti, preoccupa non poco il governo del Paese sudamericano. La pesificazione è un tema che Sangregorio ha preso a cuore fin dall’inizio, nel modo giusto: essere al fianco dei connazionali, sempre, e difendere i loro diritti. Una battaglia, quella a favore dei pensionati italiani in Argentina, che Sangregorio può essere orgoglioso di avere vinto”.
 “Il presidente USEI punta il dito contro i parlamentari eletti all’estero: ‘molti di loro sostenevano che lottare contro il fenomeno della pesificazione fosse una perdita di tempo, invece alla fine abbiamo avuto ragione noi. Nessuno, tra gli altri politici italiani, ci ha voluto accompagnare nella lotta. Più di una volta ci siamo sentiti soli in questa battaglia. Ma alla fine l’USEI, da sola, ha dimostrato ancora una volta – prosegue – che quando le cose si fanno con intelligenza, buon senso, passione, si arriva sempre a una soluzione, anche quando i nodi sembrano impossibili da sciogliere’. La vittoria di Sangregorio e dell’USEI è una vittoria di tutti gli italiani residenti in Argentina. Una vittoria – conclude il comunicato – che sarà l’inizio di qualcosa di grande e di importante, per continuare

 

 

Movimento Associativo Italiani All’Estero

Caraibi, Filosa (MAIE): dopo ambasciata e Comites Giro ci toglie anche il CGIE

 

“Una doccia fredda. L’ennesima. Che di certo non fa piacere agli italiani residenti nel Centro America e nei Caraibi. La notizia è questa: l’unico consigliere che all’interno del CGIE rappresentava Centro America e Caraibi è stato eliminato. Non ci sarà nessuno, dunque, all’interno del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, a difendere gli interessi delle comunità italiane residenti in quella zona del mondo. I connazionali di Centro America e Caraibi non avranno all’interno del “parlamentino” degli italiani nel mondo alcun portavoce. Sarà come se non esistessero”. Così Ricky Filosa, coordinatore in Centro America del Movimento Associativo Italiani all’Estero.
“La notizia l’ha data Mario Giro in persona, sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, durante la prima giornata di lavoro del Comitato di Presidenza del CGIE, riunito alla Farnesina. Il membro del governo ha spiegato come sarà il nuovo Consiglio Generale, che verrà eletto dai Comites. I componenti eletti passano dagli attuali 65 a 43. E i consiglieri di Nord e Centro America – il 6,98% del totale – vengono drasticamente diminuiti. Negli Usa erano 5 e diventano 2; in Canada erano 5 e ne resta uno soltanto. In Messico (con Caraibi e Centro America) erano 1, uno soltanto, e anche quell’unico consigliere viene soppresso. Dove sia la logica di certe scelte è difficile dirlo. A questo punto – prosegue Filosa, residente nella Repubblica Dominicana – meglio sarebbe avere il coraggio di chiudere tutto, di eliminare una volta per tutte questo elefante chiamato CGIE e valorizzare in misura maggiore i parlamentari eletti all’estero. Invece no, si tende a campare. E mentre lo si fa, si sceglie di non dare nemmeno uno straccio di rappresentanza a migliaia di connazionali residenti in America Centrale e in tutte le isole caraibiche. Una zona del mondo dove cresce in maniera velocissima la presenza italiana”.
“Tempi bui per i connazionali residenti in Centro America. Per quelli che vivono in Repubblica Dominicana, in particolare, dove dal primo gennaio di quest’anno non esiste più una ambasciata italiana. E anche il Comites di Santo Domingo è stato cancellato (ora gli italiani della RD dipendono dall’ambasciata d’Italia a Panama e il loro Comites di riferimento è quello di Panama, appunto). Dunque, oltre ad ambasciata e Comites, la Farnesina toglie agli italiani dei Caraibi anche la possibilità di essere rappresentati all’interno del CGIE. La prossima scelta di questo governo, viene da pensare, sarà eliminare dal mappamondo Centro America e Caraibi, connazionali residenti compresi. E allora forse – conclude l’esponente del MAIE – la Farnesina sarà finalmente soddisfatta”.

 

MAIE

Ecco l’ultimo numero di Azzurro Caribe. Pierpaolo Filosa è il nuovo direttore

 

E’ uscito il nuovo numero di Azzurro Caribe, organo ufficiale del MAIE Centro America, che comprende i mesi di gennaio e febbraio 2015. All’interno si annuncia, fra le altre cose, che Pierpaolo Filosa è il nuovo direttore dell’organo di comunicazione del Movimento Associativo degli Italiani all’estero in America Centrale.
In questo numero di Azzurro Caribe, sfogliabile online a questo indirizzo http://www.youblisher.com/p/1091444-Azzurro-Caribe-gennaio-febbraio-2015/, si può leggere anche del caso che riguarda la chiusura dell’ambasciata d’Italia a Santo Domingo, vicenda che ha creato tante polemiche e un enorme caos all’interno della comunità italiana residente nella RD.
IL NUOVO DIRETTOREDa oggiAggiungi un appuntamento per oggi dunque Pierpaolo Filosa è direttore di Azzurro Caribe. Prende il posto di Ennio Marchetti. “Onorato della nomina, lavorerò per dare ad Azzurro Caribe una marcia in più, seguendo gli insegnamenti di Marchetti, giornalista che considero da sempre molto attento alle dinamiche della comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana e in Centro America”, dichiara Filosa.
Pierpaolo è un giovane di 21 anni che ha già esperienza nel campo del giornalismo. Ha fatto parte, infatti, di diversi progetti editoriali nell’ambito universitario e come italiano residente da una vita nella RD ha dimostrato da sempre grande passione e attaccamento a tutto ciò che ha a che vedere con i temi relativi all’emigrazione. A lui tutta la squadra di Azzurro Caribe e del MAIE Centro America augura buon lavoro.

Santo Domingo, solidarietà targata MAIE a Las Terrenas

Sono tanti i connazionali residenti all’estero che si trovano in situazioni di difficoltà, anche economiche. E non sempre le istituzioni diplomatiche tricolori sono in grado di intervenire. Ecco perché è importante, anche fra noi italiani nel mondo, la solidarietà. A questo proposito vogliamo raccontarvi di un episodio che ha visto protagonista nei giorni scorsi un sessantenne italiano residente nella Repubblica Dominicana, a Las Terrenas, nel Nord dell’isola caraibica. Un libero professionista che si è trovato da un giorno all’altro, per complicate vicende della vita, senza il becco di un quattrino. Luigi – nome di fantasia, per rispettare la sua privacy – non aveva nemmeno i soldi per poter mangiare. Non solo: stava per essere sbattuto fuori di casa perché gli mancavano i denari per l’affitto e il padrone dell’abitazione in cui vive non voleva più aspettare. Dunque, una situazione tanto spiacevole quanto delicata. E qui entra in gioco il MAIE.
Il Movimento Associativo Italiani all’Estero, coordinato in Centro America e nella RD da Ricky Filosa, venuto a conoscenza della situazione, si è subito mosso a favore del nostro connazionale e in poche ore con il passaparola anche sul web ha potuto raccogliere a favore di Luigi il denaro per affrontare le spese necessarie a superare l’urgenza. Una quantità modesta, se volete, che però per il nostro sessantenne ha rappresentato la salvezza.
Morale: se fossimo tutti più disposti a fare del bene al prossimo, se sapessimo rinunciare a un po’ di ciò che è nostro per dare una mano agli altri, il mondo sarebbe migliore. Una banalità se volete, ma così stanno le cose. E troppo spesso le buone intenzioni rimangono sulla carta e non si trasformano mai in fatti concreti. Non questa volta, non nella vicenda che ha riguardato Luigi.
Ma c’è un altro messaggio che ci teniamo qui a sottolineare: il MAIE in Centro America c’è. Il Movimento Associativo Italiani all’Estero è sempre attento a quanto accade all’interno della comunità e soprattutto sempre vicino alle persone più bisognose e più deboli. Chi è ricco e potente ha i mezzi per difendersi da sé. Non così i connazionali più sfortunati. Ecco che un piccolo ma importante gesto del MAIE ha potuto ridare speranza a Luigi, al quale auguriamo buona fortuna. Perché il MAIE siete voi, siamo noi, tutti noi italiani all’estero. Non dimenticatelo, non dimentichiamolo mai.

 

Santo Domingo, Dussich (Ctim): nostro voto per Comites Panama conta, non buttiamolo

 

“La sfida si avvicina. Mancano ormai davvero poche settimane alle elezioni dei Comites, previste per metà aprile. E vale la pena ricordare ai nostri connazionali l’importanza del voto per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero. Organismi che vengono considerati troppo spesso inutili, ma che comunque continuano ad essere gli unici organi istituzionali, elettivi, sul territorio, preposti alla difesa dell’interesse delle tante comunità italiane residenti nei cinque continenti”. Così Paolo Dussich, delegato nazionale del Comitato Tricolore nella Repubblica Dominicana e candidato al Comites di Panama con la lista Ctim.
“Lo so – prosegue l’imprenditore italiano da anni residente a Santo Domingo -, capisco la tentazione di tanti connazionali di non voler sentire più parlare di partecipare ad elezioni di Comites o CGIE. Siamo stati molto delusi, durante gli ultimi dieci anni, da chi siede all’interno dei nostri organi di rappresentanza. E capisco anche perché tanti italiani, residenti all’estero e non, siano stanchi di tutto ciò che ha a che vedere con la politica. Troppe ruberie, troppi scandali, troppo schifo abbiamo visto. Tanti, fra quelli che siedono in Parlamento, sono tutto meno che onorevoli.
Ma noi, amici, noi siamo italiani nel mondo. Viviamo all’estero. E non in Svizzera o in Germania, a un’ora di volo dall’Italia, e in un’Europa comunque molto bene organizzata, in continuo progredire, nonostante tutto. Noi stiamo dall’altra parte del mondo rispetto al nostro amato Stivale. Una distanza non soltanto geografica, badate bene, ma sociale, economica, politica. Dunque? Dobbiamo essere noi i primi a pensare a noi stessi. A ciò di cui abbiamo bisogno, a ciò che ci interessa difendere in quanto italiani nel mondo. E un Comites può servire anche a questo. A sollecitare servizi consolari degni di tale nome, a difendere quello che è il vero made in Italy, ma soprattutto a fare in modo che la comunità sia attiva, viva, attenta a ciò che succede intorno. Soprattutto, unita”.
“I Comites – sottolinea Dussich – nascono per essere punto di riferimento per i nostri connazionali che vivono lontano dalla propria madre Patria. Un aspetto da tenere ancor più presente per noi italiani residenti nella Repubblica Dominicana, abbandonati dalla nostra ambasciata, che ha chiuso lo scorso dicembre, e di conseguenza anche dal nostro governo. Noi non ci stiamo ad essere esclusi. Noi vogliamo esserci, noi vogliamo gridare forte all’Italia “presenti!”. Per questo, amici, mi candido al Comites di Panama. Per essere per tutti voi un anello di congiunzione tra la RD e la nostra ambasciata d’Italia a Panama. Per cercare, insomma, di rendervi la vita meno difficile. Vi chiedo di darmi fiducia per fare in modo che io possa aiutarvi con la forza di chi rappresenta tanti cittadini”.