I percorsi dell’idealismo in Francia e Italia

17 Novembre 2025 Fonti: Bonanno Editore, Mimesis Edizioni, La Feltrinelli, Libraccio, IBS

Il positivismo ottocentesco aveva finito per mettere in crisi la filosofia. Se bisogna solo descrivere il mondo, e per questo ci sono già le scienze come la fisica, o la chimica, non si capisce che ruolo possa avere una filosofia qualsiasi se non quello, al massimo, di fornire una storia o di avventurarsi in teorie plausibili ma non dimostrabili. Un sentiero accidentato dove continuamente rischiava di essere messa fuori gioco. Gli illuminismi radicali e ben radicati dall’illuminismo in poi, rischiavano (e rischiano) di favorire filosofie dell’impotenza e della disfatta. Una scusa dotta per non avventurarsi di fatto in nessun percorso conoscitivo. La reazione a questo clima di esaltazione della ‘natura’ fu, in nome della ‘coscienza’ soprattutto, lo spiritualismo. Gli interventi di Victor Cousin proposti in questa edizione (introdotti da uno scritto di Schelling sulla sua filosofia, eseguiti da una lettera indirizzatagli da Alessandro Manzoni) sono stati pubblicati sulla Revue des Deux Monde, una delle più prestigiose riviste francesi, fondata nel 1829 e ancora in attività. Un laboratorio umanistico che ha coinvolto tra gli altri Alexandre Dumas, Honoré de Balzac, Charles Baudelaire e Victor Hugo.


Hegel in Italia fu recepito poco e male. Non è mai esistita una scuola vera e propria. A partire dalla metà dell’Ottocento pochi pensatori cominciarono a prendere dal Sistema quello che interessava loro, avviando così una nuova, autonoma, filosofia e conferendo all’hegelismo un’impronta tipicamente italiana. Solo un pensatore fece eccezione: Augusto Vera. Fu lui che provò a capire Hegel ancor prima di criticarlo o interpretarlo. Una cosa che a noi sembra ovvia, ma che ai tempi non lo fu. A partire dagli studi alla Sorbona di Parigi, passando per le esperienze in Francia con Victor Cousin e Adolph Franck e un soggiorno fruttuoso in Inghilterra, stimato dagli hegeliani europei, dal Michelet, da Rosenkranz che gli dedicò un volume, chiamato alla cattedra di storia della filosofia a Napoli da Francesco De Sanctis, Vera fu un brillante e chiaro espositore. Introduzione alla filosofia di Hegel è tra le sue opere più note, redatta in francese nel 1855, ancora oggi conserva una straordinaria freschezza e attualità.

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