
Il già ‘Capo Circeo’ Rino Barillari parla alla cerimonia del Premio Europeo Capo Circeo del 2019, Sala monumentale della Biblioteca Casanatense, Roma (foto da Roma oggi, www.romaoggi.eu)
Il super sottoproletario ragazzotto calabrese ‘self made man’ della macchina fotografica, già prestigioso Premio Capo Circeo e ribattezzato da Domenico Cambareri ‘il re dei paparapapazzi”, continua a calcare la scena da artista anche nella capitale russa aggredita dall’occulta ma limpidissima ferocia distruttiva ipercapitalista di USA, UK… e scagnozze turiferaria NATO…. e caudataria EU…
La foto storica di Rino Barillari in azione negli anni della dolce vita della Roma di notte e del dì è da me titolata: baldanzoso Rinuccio, incursore con artiglieria pesante: is it ever possibile? La forto di Rino Barillari in ospedale è da me qui titolata: filibuste romane, l’agguato del corsaro è fallito! (D.C.)
19 Luglio 2025 Fonte: Il giornale dei giornalisti Autore: Pino Nano
Pino Nano 18 Luglio 2025Arte, Buone notizie, C’è da sapere, Calabria, Cinema, Comunicazione, Esteri, Europa, Eventi, Libertà di stampa, Made in Italy, Sindacato, Vita da cronisti, Vite da Oscar
Il Museo di arte multimediale “Mamm” rende omaggio a “The King of Paparazzi”
La dolce vita: trionfo di Rino Barillari a Mosca
MOSCA (Russia) – Uno di noi a Mosca, si può dire? “Uno di noi” perché è un giornalista, anzi molto più di un giornalista: è il fotoreporter conosciuto in tutto il mondo con l’appellativo coniato apposta per lui: “The King of Paparazzi”.

Rino Barillari con Federico Fellini
Il “Re” dei registi Federico Fellini, grazie al suo film capolavoro “La dolce vita”, la parola “paparazzo” l’ha “inventata” rendendola in tutto il globo sinonimo intraducibile di fotografo d’assalto, e Rino Barillari, che nella “pellicola delle pellicole” ha interpretato se stesso, il titolo di “Re” dei paparazzi se l’è conquistato sul campo.
Consigliere nazionale della Figec, il sindacato dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione federato alla Cisal, del quale è socio promotore e fondatore, Rino Barillari è uno dei tanti figli di Calabria sparsi per il mondo che hanno fatto non solo fortuna e successo, ma che continuano a far parlare di sé i grandi media e le più grandi reti televisive della terra.
L’ultima sua performance lo ha visto proprio, nei giorni scorsi a Mosca, protagonista assoluto di una rassegna fotografica interamente dedicata a lui e alla sua arte, alla sua storia professionale e alla sua vita.
La mostra di Rino Barillari al Museo Mamm di Mosca
Non a caso, quando in sala Rino Barillari incomincia a raccontarsi e a raccontare di quando a Limbadi, paesino della provincia di Vibo Valentia, trascorreva le sue giornate nella cabina di proiezione del cinematografo del paese aiutando lo zio a prendere e cambiare le bobine dei film da proiettare, molti dei giornalisti moscoviti presenti tornano con la mente – e lo dicono anche a viva voce – al celebre film di Giuseppe Tornatore “Nuovo Cinema Paradiso”.
L’affollata conferenza stampa di Rino Barillari al Mamm di Mosca
Il film capolavoro dove la storia del bambino (Totò) che assiste il vecchio proiezionista del paese (Philippe Noiret), interpretato da un giovanissimo Salvatore Cascio, sembra proprio il riflesso della sua infanzia a Limbadi.
Antonella Mastrosanti alla mostra del marito Rino Barillari a Mosca
«Devo la mia fortuna al fatto – racconta Barillari – che a Roma ci siano due meraviglie uniche al mondo: Villa Borghese, dove passavo la notte, e la Fontana di Trevi dove i turisti ci gettano dentro le monetine che, a volte, finiscono fuori della vasca… e io le raccoglievo. È così che ho vissuto».
Una delle fontane più famose al mondo, dunque, offre al giovane Rino Barillari non solo il suo primo sostentamento, ma anche il lavoro della sua vita. Iniziò col fare lo “scattino”, ovvero ad aiutare i fotografi che scattavano foto a chiunque volesse essere immortalato col monumento sullo sfondo («il più delle volte chiedevo ad altri di uscire dall’inquadratura») e presto prese in mano la macchina fotografica: «Allora c’erano molti turisti, la gente si sentiva libera, si godeva la vita tranquilla, e Roma si stava riprendendo da decenni difficili».
Olga Sviblova, direttore del Museo Mamm di Mosca, presenta Rino Barillari alla Tv di Stato
È emozionante sentire parlare di lui il direttore del Museo Mamm di Mosca, Olga Sviblova, che lo definisce e lo presenta come «il re della fotografia internazionale, il vero testimone di una razza di fotoreporter ormai in estinzione che, con la propria macchina fotografica, hanno raccontato la storia del mondo». Insomma, per i moscoviti Rino Barillari non è soltanto una icona del Made in Italy nel mondo ma è il massimo rappresentante del giornalismo fotografico di questo secolo.
La mostra di Rino Barillari a Mosca
Per conoscerlo, per incontrarlo, per intervistarlo ci sono qui a Mosca decine di giornalisti importanti, le grandi reti televisive dello Stato, il fior fiore della diplomazia accreditata a Mosca. Un evento di tali dimensioni non se lo aspettava neanche lui. Eppure Rino, in tutti questi mesi passati con l’aiuto di sua moglie Antonella Mastrosanti, aveva preparato questo appuntamento con una cura così maniacale e una attenzione così meticolosa da non poter commettere errori di sorta.
Grande partecipazione alla mostra di Rino Barillari al Mamm di Mosca
«Perché ti chiamano The King?», è stata ovviamente la prima domanda che gli hanno posto i giornalisti russi. «In realtà il soprannome “King” – risponde Barillari – me lo diede un mio collega straniero quando avevo 18 anni. Invece Federico Fellini, che mi rispettava perché a volte non lo fotografavo, mi chiamava “Kinghino”».
Rino Barillari con la moglie Antonella Mastrosanti al Mamm di Mosca
La mostra che Mosca gli ha appena dedicato è uno di quegli appuntamenti mondani più esclusivi della capitale e in effetti gli ingredienti ci sono tutti: c’è il re della Dolce vita romana, c’è il paparazzo romano più famoso al mondo, ci sono le foto dei grandi maestri del cinema italiano, ci sono le immagini patinate e in bianco e nero di una Roma bellissima e stupenda e ci sono le foto dei tanti personaggi del jet set internazionale passati da Roma e “beccati” dal grande fotografo italiano.
Rino Barillari all’epoca della Dolce vita
Un grande testimone del nostro tempo, ecco cosa è oggi Rino Barillari nell’immaginario collettivo di mezzo mondo, un artista che a suo modo ha contribuito a rendere Roma famosa in tutto il mondo, facendo sognare con le sue foto intere generazioni, e che poi sono venute in Italia a toccare con mano quello che Rino Barillari aveva già fatto conoscere con il suo lavoro.
La location della Mostra dedicata al grande fotoreporter italiano è il tempio sacro della fotografia mondiale, il Museo di arte multimediale (in russo Мультимедиа Арт Музей, anche detto “Mamm”, un complesso museale statale russo di 9 mila metri quadrati, dedicato alla presentazione e allo sviluppo dell’arte contemporanea connessa alle nuove tecnologie multimediali e in particolare all’arte della fotografia.
Siamo in via Ostoženka, al numero 16, pieno centro di Mosca, in una struttura che ospita la Casa della fotografia (fondata nel 1996) con oltre 80.000 copie fotografiche, il Museo di arte multimediale che comprende video-installazioni e opere create con le tecnologie multimediali più avanzate e la Scuola di fotografia e multimedia di Aleksandr Michajlovič Rodčenko, aperta nel 2006. Un tempio sacro della fotografia mondiale.
Rino Barillari “paparazzato” dai colleghi russi e applaudito calorosamente al Mamm di Mosca
Per la rassegna dedicata a Barillari il Museo moscovita si è avvalso di ben tre curatori divers, Olga Strada, Anna Zaitseva e Maria Lavrova, ed è emblematica la presentazione che in prima pagina ospita il sito ufficiale del Museo d’Arte Multimediale di Mosca: «Rino Barillari, il suo obiettivo ha immortalato star di prima grandezza: Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Woody Allen, Claudia Schiffer, George Clooney, Bruce Willis.
Nel corso degli anni, Barillari stesso è diventato una celebrità, incarnando il fenomeno dei paparazzi. Fotografando i beniamini del pubblico senza preavviso in un contesto informale, si è trovato regolarmente coinvolto in risse: è stato ricoverato in ospedale 165 volte, ha subito 12 fratture alle costole, 78 macchine fotografiche e 40 flash sono stati rotti».
Rino Barillari durante uno dei suoi numerosi ricoveri in ospedale
Ma non solo la “Dolce Vita” e la solenne e austera bellezza di Via Veneto. Il resto lo racconta il direttore del Museo: «Nel 1968, con l’inizio delle rivolte studentesche, la “dolce vita” divenne un ricordo del passato. L’Italia entrò in un periodo di profondi sconvolgimenti politici e sociali. Negli anni Settanta del piombo, il Paese fu travolto da un’ondata di terrorismo.
La galleria dedicata a Rino Barillari al Museo Mamm di Mosca
I principali protagonisti della cronaca non furono le star del cinema, ma bande criminali, manifestanti, organizzatori di scontri di strada e rivolte carcerarie. Barillari, spesso a rischio della vita, seguì con prontezza quegli eventi. Dall’omicidio dell’ex primo ministro Aldo Moro al sequestro del nipote del magnate americano Paul Getty da parte delle Brigate Rosse, dall’attentato alla vita del Papa al brutale e ancora irrisolto omicidio del regista Pier Paolo Pasolini.
Un giovane collega russo al Mamm di Mosca si fa autografare la maglia da Rino Barillari
Le fotografie di Rino Barillari hanno catturato gli eventi più importanti di questo drammatico periodo della storia italiana. Ma è per i suoi successi fotografici, che il Maestro Barillari è stato insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana». Insomma, anche a Mosca per The King è un vero trionfo. (giornalistitalia.it)
Pino Nano
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