Il nuovo ponte dell’Eur, un ardimento architettonico che recupera la classicità della natura e della storia dell’Urbe e del Tevere

1° aprile 2026 Fonti: Facebook, Amministrazione del Capitolium Colle Capitolino, Il Messaggero, new stampa varie, Enzo Siviero

Nel riportare il testo ripreso da Facebook, su base del documento del Palazzo comunale, premettiamo un rilievo e alcune considerazioni. Il rilievo: manca il riferimento informativo sui nominativi del gruppo di lavoro che ha portato alla realizzazione del progetto, e quindi pure, ultimo ma non ultimo, su chi era il capogruppo, ossia il Prof. Enzo Siviero. Le considerazioni le lasciamo a questo personaggio che ha tutti i buoni motivi per chiedere di non applicare la regola dell’anonimato e ad alcuni interventi scritti dai lettori dell’articolo in oggetto, apparso su Facebook, il cui contenuto sarà molto simile a quello di altri organi informativi, basandosi soprattutto, ovviamente, sui comunicati stampa della giunta comunale.

Questo affermato professionista vinse il concorso internazionale nel 2000. Enzo Siviero, oggi Rettore di eCampus, è soprattutto noto negli ambienti internazionali di progettisti e industrie più qualificate come nome di riferimento sul futuro futuro futuro collegamento mediterraneo ‘intercontinentale’ via ponte e tunnel fra Tunisi e Mazara del Vallo, Tun&It.

Ecco la memoria del Prof. Enzo Siviero, scritta nel 2018, in grado di illuminarci sul contesto della vicenda del progetto di questa importante struttura viaria in grado di allegerire l’intenso traffico stradale nella zona Eur della capitale:

<< IL NUOVO PONTE DEI CONGRESSI A ROMA: INTERPRETARE LA STORIA

Correva l’anno 2000 e con il mio amico Juan Josè Arenas unitamente ad un gruppo di progettisti romani, eravamo stati selezionati alla seconda fase del concorso internazionale per la progettazione del PONTE DEI CONGRESSI A ROMA EUR. Juanco (un affettuoso diminutivo riservato agli amici…) mi aveva invitato a Santander per sviluppare assieme l’idea progettuale che tanto ci prendeva emozionandoci ad ogni piè sospinto nei continui rimandi concettuali. Così si, così no, così forse. Ora proviamo in quest’altro modo. Facciamo interagire il ponte con l’intorno. Tentiamo di richiamare la classicità delle arcate romane rivivendone  l’oggi e interpretandone il domani. Separiamo i pedoni dal traffico veicolare. Facciamo vivere in piena autonomia le parti più vicine all’Acqua facendo dialogare le genti con i luoghi lontano dalla frenetica corsa verso il nulla propria del traffico di oggi. Ebbene, il progetto era ormai concettualmente definito. Restavano da precisare, e non era affatto semplice, tutti quegli elementi di dettaglio che sono essi stessi parte integrante dell’opera nel suo insieme. Alle varie scale: dal dettaglio alla struttura, dall’architettura al paesaggio circostante era l’unitarietà che noi cercavamo di costruire pensando alla eccezionalità del luogo. Anche i cromatismi dovevano “dire”: rosso per l’acciaio e grigio per il calcestruzzo esprimendo il proprio essere. E così nacque a quattro mani la prima idea progettuale. Un’idea che nei mesi successivi sarebbe stata poi completata con il contributo dei “romani”.

Nei pochi giorni passati a stretto contatto con Arenas si aprirono varchi inattesi di condivisione filosofica del Ponte come Ponte tra Ingegneria e Architettura. Quella concettualità idealizzata da Eduardo Torroja nella sua “RAZON Y SER” vero preludio del successivo seminario-convegno sul tema , a me molto caro , del rapporto tra ingegneria e architettura. Una settimana straordinaria ove tra tutti noi invitati si era stabilita una connessione virtuale potendo interloquire non solo tra accademici, ma quel che più conta, tra ordini professionali degli Ingegneri Civili e degli Architetti. Un’esperienza memorabile per tutti, credo, studenti e docenti. Ma per me e Arenas un felice momento di sintesi che ci faceva intuire un esito positivo del concorso. Cosicché, quando pochi mesi più tardi il nostro gruppo di progettazione da me coordinato vinse il concorso, proprio non ci volevamo credere! Ci sembrava impossibile poter realizzare un ponte sul Tevere a Roma! Un sogno inimmaginabile! Una chimera! E così in effetti, sembrava a noi tutti! Tuttavia lo scorrere degli anni, lento e inesorabile, non ci stava dando grandi speranze! Si ! qualche accenno di ripresa del tema! Qualche articolo di giornale qua e la! Rivisitazione del progetto viabilistico ove il Ponte restava comunque un semplice tratto di penna! Lungi da quell’idea iniziale che tanto ci aveva presi e sorpresi, il Ponte Ludico. Capace di attrarre le genti in luoghi da rivivere e sentire come tuoi. Emozionare per gli affacci sull’acqua che scorre lenta ricordando la sua storia plurimillenaria. Un brulicare di giovani e meno giovani che gioiscono nell’attraversamento , ma, forse più nella sosta, fraternizzando come mai si sarebbero immaginati. Tutto questo era svanito nel nulla. Un oblio inopinatamente perseguito dalle diverse amministrazioni susseguitesi in tanti anni a Roma Capitale. Tal che,  delusi come non mai , si pensava che anche questo straordinario progetto fosse, come ormai sembra prassi consolidata in Italia, riposto in un cassetto, valido al più a futura memoria di ciò che sarebbe potuto essere e purtroppo non è più.  Ma neppure i lunghi anni trascorsi in attesa-speranza di un “fare” hanno scalfito il nostro ottimismo. Bene facemmo! Alla fine del 2014 ecco la lieta novella. IL PONTE DEI CONGRESSI È STATO FINANZIATO!

Un nuovo progetto si! Ma come? Abbandonare quell’idea vincente per tornare alla quotidianità della mera funzionalità?

Ancora una volta la stella ci ha arriso! Un Committente colto, finalmente accorto e sensibile ci chiedeva un progetto nuovo si! Ma all’altezza del precedente. Una rincorsa continua contro il tempo. Un paio di mesi per redigere il progetto definitivo calato in un impianto viario complesso e non ancora pienamente definito. La necessità di interpretare un nuovo presente che, richiamando un glorioso passato “pontificale”… (siamo a Roma…) potesse proiettarsi nel futuro senza tema per una inevitabile competizione che per noi progettisti doveva essere condotta all’insegna del dialogo. E così è stato. Una coppia di arcate leggermente inclinate verso l’asse longitudinale tra loro connesse con ricercata delicatezza. Una divaricazione degli archi verso l’impalcato, decisamente necessaria, per comprendere un impianto viario geometricamente non semplice. Ancora una volta il vincolo diventava una opportunità straordinariamente suggestiva risolta con piena consapevolezza di un fare  non effimero dandone una lettura critica di assoluto rilievo. Una coppia di passerelle ciclopedonali ai bordi che si stagliano con leggera curvatura verticale, quasi a mimare l’arco soprastante per dar luogo ad una inedita geometria spaziale . Ciò a tutto vantaggio di una visione prospettica di elevata suggestione. E ancora, i raccordi ai piedi sinuosi ed eleganti. Le sistemazioni a terra funzionali e piacevoli. Il cromatismo bianco come segno ormai storico dell’EUR. Un gesto progettuale unico che vuole interpretare la nuova porta della Città Eterna.

Il tocco finale delle suggestioni emotive che quest’opera intende trasmettere è nella trasparenza appena velata dai pendini, attraverso le forti arcate che inquadrano da un lato il “Colosseo Quadrato” e dall’altro la Basilica Parrocchiale SS Pietro e Paolo. Un accostamento, forse non voluto,  ma miracolosamente realizzato del dialogo tra Stato e Chiesa . Forse ancora una volta la dicotomia Religione Laicità ovvero Guelfi e Ghibellini si stempera nelle architetture dialoganti ove il nuovo Ponte sembra quasi fare da cornice simbolica alle nuove “straripanti” idee del nostro meraviglioso Papa Francesco. Un sogno che si realizza dopo tanti anni di paziente attesa. Un’emozione infinita perché a Roma , Ponti e Pontefici hanno fatto la storia. E noi buoni ultimi, ne stiamo ormai facendo parte, certamente marginale, ma assai significativa. Questa è la gioia della passione.

IL PONTE DEI CONGRESSI GIÀ È!

Ottobre 2018

[31/3, 15:09] Siviero Prof. Enzo: Questo testo è datato, ma dalla ripartenza del 2018. Ci sono voluti altri 7 anni e il rifacimento totale del progetto. >>

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Oggi in Campidoglio, alla presenza del Sindaco Gualtieri, è stata formalizzata la consegna dei lavori per la realizzazione del #PontedeiCongressi al Consorzio Eteria.

L’intervento, attuato da Anas, rappresenta una delle opere infrastrutturali più rilevanti per la mobilità del quadrante sud ovest della città e contribuirà a migliorare i collegamenti tra il Gra, l’Eur e il litorale.

Il nuovo ponte, lungo 259 metri, consentirà di alleggerire il traffico sul Ponte della Magliana, oggi unico collegamento tra Gra ed Eur, migliorando la circolazione anche lungo via Cristoforo Colombo, via del Mare, via Ostiense e via Laurentina.

L’intervento prevede inoltre nuovi percorsi ciclopedonali, aree verdi e interventi di riqualificazione della viabilità locale, insieme alla realizzazione del Parco fluviale del Tevere tra Ponte della Magliana e il nuovo Ponte dei Congressi, in continuità con il programma di valorizzazione del fiume avviato dall’Amministrazione.

La conclusione dei lavori è prevista nel 2031.

Info https://ow.ly/LtVT50YAG1A

Diego D’Andrea

Un ponte atteso da non so quanti anni, finalmente diventa realtà e vi lamentate? O non abitate nel quadrante coinvolto, dunque non sapete che impatto avrà quest’opera sulla viabilità locale o siete solo dei lamentoni eternamente infelici.

Cletus Alfonsetti

Se davvero lo scopo è quello di migliorare la circolazione, che si realizzasse l’unico ponte che di colpo abbatterebbe il traffico su Via della Scafa e corsia esterna del GRA (tratto autostrada aeroporto-uscita Via del Mare che nelle ore di punta è perennemente bloccata). Servirebbe ancora a decongestionare, lasciandole intatte sia la Cristoforo Colombo tratto dal GRA al Mare sia la Via del Mare, consentendo così si poter disporre di un’altra valida alternativa per uscire o entrare in quell’imbuto che è la zona ovest dal GRA al Mare di Ostia.

Michele Fabbri

Se vogliamo una città modernizzata come le altri capitali europee sono necessari lavori e relativi disagi temporanei . Il fatto è che mi sembra che a parte del popolo italiano non vada mai bene ciò che si tenta di fare. Questa è una infrastruttura assolutamente utile visto che il ponte odierno non ha nemmeno una corsia di emergenza e se succede un incidente si blocca tutto per ore !

Luciano Delzotti

Sono veramente colpito dalla quantità di polemisti scontenti che questa notizia ha risvegliato.

Quelli che scrivono o sono in malafede o non hanno mai passato qualche mezz’ora sperando di raggiungere l’EUR o di non perdere l’aereo se sull’altra corsia o budello qualcuno si sfiora.

Roberto Gennaretti

Ci sono personaggi che fanno commenti che puzzano di fanatismo represso meloniano!! Ragazzini mai cresciuto fateve ‘na curetta!!

Vittorio Nardelli

Non c’è un caxxo da fa, si critica già al progetto, non sapendone nulla. Le eventuali migliorie danno proprio fastidio a molti! 

Alberto Mancini

Via newton già quando fu progettata, doveva proseguire con un ponte sopra il Tevere. Il ponte non fu mai realizzato e viale newton fu fatta finire nel budello di rampa di accesso al viadotto. Sono passati, quanti? 40 anni? Ben svegliati

Francesco Rm Ramunno

Mi raccomando la pista ciclabile…..fosse che fosse che chi arriva dal GRA poi non riuscisse a pedalare in sicurezza!!!!!!

Marco Capitanio

Spero che vengano ripulite anche le sponde del Tevere nella parte sottostante al ponte della Magliana, visto che, grazie a regione e comune ,ci fanno respirare da anni veleni cagionati da roghi tossici. I responsabili? Rom e abitanti di insediamenti abusivi

Monica Circe

Abbiamo le strade piene di buche, marciapiedi inaccessibili ai disabili, strade buie pericolossisime, trasporti pubblici inadeguati, il Verde cittadino distrutto per sempre! E lui fa ponti che costano milioni!!!! Cosa ci sarà dietro???

Corsi di Archeologia e Storia dell’Arte itinerante – Roma

il progetto è utile, sperando riuscirete a realizzarlo in tempi brevi e non una promessa costosa… come il ponte sullo Stretto. A Roma sud servono almeno altri 4 ponti: il restauro e rafforzamento dei 2 ponti (entrambi fatiscenti e pericolosi) che da Ostia portano verso l’aeroporto, il ponte della Scafa il cui ultimo progetto risale al 2002, il viadotto dell’aeroporto che si tiene in piedi per opera dello Spirito Santo. Poi serve realizzare in tempi brevi il ponte ciclopedonale da Dragona alla nuova fermata della metro mare Acilia Sud. E servirebbe anche un ponte che da Via di Dragone arriva fino alla via Portuense Fiera di Roma, utilizzando via Franco D’amico (ponte Galeria).