30 Giugno 2026 Autore: Domenico Cambareri
Chi avrebbe mai pensato, chi avrebbe mai potuto minimamente pensare, come avrei potuto minimamente immaginare – neppure in sogno – che le due camere approvassero seduta stante, in immediata materiale successione un tale regalo fatto a me nel giorno del mio compleanno? Non un ‘son sveglio o dormo’ e neppure un dire che i miei neuroni son folletti che si gasparapanzano fra i microvortici dei liquidi cerebrali. Offrire, porgere un regalo siffatto a una persona del tutto sconosciuta? Con quale barlume lo Spirito Santo si sarebbe immantinente deciso, silente e invisibile, a folgorare le volontà di cotanti indaffarati e distratti e ‘altruisti’ individui chiamati rappresentanti del popolo e forniti di lunghissimi elenchi di guarentigie in virtù d’essere rappresentanti del popolo?
A questi ‘contractor’ del Parlamento di autodichie e guarentigie devo pur porgere il mio sentito grazie e di tutti quanti coloro che, come me e anche prima di me, si sono battuti e si battono per fermare le scellerate nequizie delle torme, ad oggidì ancora impunite, dei truculenti Lollofugatti.
E insieme ricordiamo che 44 Lollofugatti in fila per due col resto di mille, per quanto brighino e brigano, non valgono più di un orso.
E insieme ricordiamo che 44 Lollofugatti in fila per due col resto di mille, per quanto brighino e brigano, non valgono più di un lupo.
E insieme ricordiamo che 44 Lollofugatti in fila per due col resto di mille, per quanto brighino e brigano, non valgono più di un cinghiale.
E insieme ricordiamo che 44 Lollofugatti in fila per due col resto di mille, per quanto brighino e brigano, non valgono più di un corvo.
Bestiacce, bestiacce del mondo degli spettri, queste torme di Lollofugatti!
ATTINZIONI ATTINZIONI!!!
CU VULISSI SAPIRI, CU VULISSI SAPIRI CU SUNU STI FODDI ASSASSINI D’INNUCCENTI ANIMALI? CU VULISSI SAPIRI?! CU SUNU MAI, CU SUNU MAI? LOLLOFUGATTI ENI LU NOMU DI LA BANDA, E LI CAPI SUNU LU TALI LOLLOBRIGIDA E LU TALI GATTIFUGAGATTI, LI BRIGANTI DA CACCIARI UNNI E UNNUNQUI CA PAROLA E LU CASTIGAMATTI!
STI LOLLI SANGUINARI SUNU TUTTI TRUCI E TARATI GATTIFUGA CA BRIGANU CO’ CIRVIEDDU E CU’ L’ANIMA PPI SCANNARI LI BIDDISSIMI MISSI ‘NNUCCENTI E FRATUZZI DI GOTAMA, MILAREPA E FRASCISCHIEDDU D’ASSISI!
LI POVERE ANIMEDDE CUSTRITTI A VAGARI, PATIRI E ‘MMAZZARI PI’ NUN MURIRI DI FAMI. TUTTU RINTRA CI SIEMU, NESSUNU ESCLUSU, PURI LI SANTI E LU PARADISU?
DA CHI DIU TINTU TINTU, CATTIVU, O DA LU DESTINU ‘NFAMI E FEROCI PURI PI’ LI DIVINI, TUTTI, TUTTI CI FUMMU CACCIATI RINTRA, NESSUNU ESCLUSU, PURI LI SANTI?
CHISTU ENI LU MISTERU MASSIMU, PURI PI’ LI SCIENZIATI E LI FILOSOFI. PICCHÍ, PICCHÍ MAI? E CA MI SPUNTA ORA DA LA MEMORIA ASSAI, INSIEMI A TUTTI LI VERSI MIEI, ‘ORFEU, ORFEU, SEMPRI VIVU A LU CANTU’?
‘NTA LU JORNU DI LI MEI ANNI, A SITTANTAQUATTRO PICCIUTTEDDU, CARUSAZZU CIÙ CA MAI, CO’ SULI D’ISTATI E LU SULI ALLU ZENITH DI PACHINU ALLURA IO DUMMANNU:
PI’ CHISTU, PI’ LU TRISTU FATU CA ‘NFURMA E ‘NTRAMA LI AION DI LI TEMPI DA TERRA E DI LU COSMU E DI LA LUCI, A MA LASSARI MANU LIBBERE A LI VAMPIRI DI LA STIRPI MALEDETTA DI BRIGIDAFUGATTI?
MAI SIA, MAI SIA! NUN SIA MAI ST’ANCORA CIÙ TIRRIFICA SORTI!!
LU LUPU E L’ORSU E LU CORVU E LI CINGHIALI E LA BALENA FRATI TI SUNU ‘NTA L’ANIMA, SUTTA DIFFERENTI SIMBIANZI,
COLAPISCI E LI SIRENI – LI SIRENI CA MALI NUN FICIRU E NUN FANNU – SI LA RIDUNU D’ODISSEU E DI LI CUNTI CA CI FICI SUPRA OMERU, E ACCUSSÌ A BEDDA CIRCE DI LU MARI DI CRIMEA E LE METAMORFOSI DI LA VITA FRA MARI TERRA E CIELU SUTTA LU MANTU DI SCUNUSCIUTI STIDDI.
MENTRI DI FILUGENETICA E UNTOGENETICA DISCURRUNU E DISCURRUNI LI SCIENZIATI E DE LI RETI DE’ NEURONI, CA SI GASPARAPANZANU FRA LI MICROVORTICI DE’ LIQUORI CEREBRALI, E DA VITA NILLU SPAZIO, PI CAPIRI ‘NTA STRATA TUTTA CURVI E SENZA FINE.
MA RIMANI MISTERU SU COMU L’ANIMA SI RISULVA ‘N COSA E DI COMU LU SPIRITU SEMPRI PIRMANI, TUTTU FORA E’ CATACLISMI DI LI MUNNI E SEMPRI CU L’ANIMA CA CI RITUORNA. PIRMANI DAVVERU DUOPPU TUTTI LI TRASFORMAZIONI E SEMPRI ECCULU LU PRINCIPIU DI CHUDDU C’ARISTOTILI CHIAMAVA MATIRIA, SUTTA LA CUNUSCENZA SICURA MA APPRUSSIMATIVA DI LA STRUTTURA DI LI NOSTRI SENSI. OUTRI KANT, OUTRI KANT SIEMU CO CAPIRI A POCU A POCU UTI APPARUNT E SICUTI SUNT. STRADA VILOCI MA ‘NTA RIEALTÀ LIENTA DILLA SCIENZA E DA COMPRISIONI DILLA SOPHIA. METEM, METEM E DIASPORE FRA LI SCUNISCIUTI MUNNI CA L’ANTICHI CANTAVANU CU LI CUNTI. MA C’ERA PURI CHI OLTRI LI LIMITI IA, SINZA SIGNI LASSARI. COMU MAI, COMU?
‘N GALERA, N’GALERA A NA MARCIRI, N’ GALERA A NA MARCIRI TUTTI LI LOLLOFUGATTI, PI SCUNTARI LA PENA CA MAI FINISCI.
LU GRIDANU IN CORI L’ANIMI DI LI MIEI JATTI E DI LI MIEI CANI E DI ‘AUCEDDI CA FURUNO E CHE O CANTU MI STANU, JUORNI E NOTTI, E SEMPRI LI SIENTU, E D’AVIRI PURI VISTU DI LA TITTINA LU SUOU CORPU ETEREU CHE A NUVULIEDDA SI SUSIVA DA LU CORPO ANCORA CAURU CAURU. E DI TUTTI L’AUTRI ANIMALI CA VIDI SOFFRIRI E ANCHI MURIRI. DULORI VIVU COMU PA’ SEPARAZIONI DI L’ANIMI UMANI DA LI CUORPI. DULURI VIVU, CA SEMPRI BRUCIA, CA MAI MORI, ‘NTO DISPARIRI CA M’ATTENDI, FINO A QUANNU IO VIVU. DULURI VIVU CA MAI MORI.
Domenico Cambareri
TRADUZIONE DEL TESTO SICILIANO IN ITALIANO
ATTENZIONE, ATTENZIONE!!!
Chi vorrebbe sapere, chi vorrebbe sapere chi sono questi assassini di animali innocenti? Chi vorreste conoscere?! Chi sono, chi sono? Lollofugatti è il nome della banda, e i capi sono tali Lollobrigida e Gattifugagatti: banditi da braccare ovunque, ovunque si parli di loro, per punirli col castigamatti!
Questi maledetti Lollo sono tutti imbroglioni e questi disturbati Gattifuga combattono con corpo e anima per perseguitare le bellissime creature innocenti e “fratelline” di Gotama, Milarepa e Franceschiello d’Assisi!
Povere animelle incarnate costrette a vagare, soffrire e uccidere per non morire di fame. Siamo tutti coinvolti, nessuno escluso: persino i santi e gli abitanti del paradiso?
Per colpa di quale Dio malvagio e crudele, o di quale destino infame e spietato — spietato persino verso gli Dèi — siamo stati tutti, tutti noi, trascinati in questo, nessuno escluso, nemmeno i santi?
Questo è il mistero più grande, anche per scienziati e filosofi. Perché, perché mai? E perché ora riaffiora prepotentemente alla memoria — insieme a tutti i miei versi — quell’ “Orfeo, Orfeo, vivi sempre vivo al canto”?
Nel giorno del mio compleanno — a settantaquattro anni suonati, ma giovincello, un ragazzotto più che mai, sotto il sole estivo allo zenit di Pachino — mi son chiesto:
Dunque, per via della triste realtà che informa e penetra gli eoni dei tempi della terra, del cosmo e della luce, dovrei forse lasciare mano libera ai vampiri dello stile maledetto di brigidafugatti?
Su, su! Che non accada mai più una cosa così terribile!!
Il lupo, l’orso, il corvo, i cinghiali e il fratello balena sono come la tua anima, sotto diverse sembianze,
Colapisci e le sirene — le sirene che non hanno fatto e non fanno del male, se non ridere di Odisseo e dei racconti che inventò su (tutto questo) Omero — e così la bella Circe del Mar Nero e le Metamorfosi della vita fuori dal mare e sotto il mare, tra stelle sconosciute.
Mentre gli scienziati della filogenesi e dell’ontogenesi discutono di reti neuronali — che si diffondono tra i microvortici del liquido cerebrale — e della vita nello spazio, uno spazio curvo e infinito.
Ma resta il mistero di come l’anima si risolva nelle cose e di come lo spirito permanga sempre — oltre ogni cataclisma dei mondi — con l’anima che a esso fa ritorno. Esso permane davvero dopo ogni trasformazione ed è sempre il principio di ciò che Aristotele chiamava “materia”, nell’ambito della conoscenza — sicura ma approssimativa — della struttura dei nostri sensi. Kant, ancora Kant: siamo noi a dover comprendere, a poco a poco, ciò che appare e (*distinguerlo da) ciò che è (*e cosa possa essere davvero o sia, ’è’ ancora dopo e dopo). Un percorso rapido ma in realtà lento, quello della scienza e della comprensione della Sophìa. Metempsicosi e diaspore dai mondi sconosciuti, che gli antichi cantavano nei loro racconti. Ma c’era anche un “oltre”, senza tracce da lasciare. Come mai? In che modo?
In una galleria, una galleria verso la putrefazione — la putrefazione di tutti i lollofugatti — per evitare una pena senza fine. Le anime dei miei gatti, dei miei cani e degli uccelli che sono stati e sono con me, giorno e notte – e che sento sempre – e l’aver visto quel copro etereo, la nuvoletta (*del corpo etereo) levarsi impalpabile dal corpo ancora caldo caldo. E di tutti gli altri animali che vedo soffrire e persino morire. Un dolore vivo, come quello per la separazione delle anime umane dai corpi. Un dolore vivo, che brucia sempre, che non muore mai, nella disperazione che mi attende finché avrò vita. Un dolore vivo che non muore mai.
(*Pantragismo e Destino, linea di confine oltre il Dharma? Pantragismo e ruolo di Kālī? Il dolore è l’imperitura scena dei mondi : “… per le balze della dolce Parvati / roseto abbagliante e lussureggiante cimitero / con il duodecuplo nesso e il dolore…” – Viandante sidereo, XV, pag.44, Armando Editore 2000 – e le torme furiose dei LolloFugatti, marchio indelebile Gattifuga).
Domenico Cambareri
Le condizioni morali degli esseri umani compiono il salto ‘naturale’?
Res nullius? No. Res totius indisponibile per chicchessia
Una questione di non violazione?
Le condizioni morali dell’uomo compiono un salto “naturale”? Gli esseri viventi non dovrebbero essere sottoposti ad abusi o massacri — che si tratti di riti religiosi e pratiche commerciali non richiesti dagli dei, di rappresentazioni dettate dalle superstizioni dell’epoca, dei piaceri dello sport e della caccia, o persino della necessità — talvolta legittima — di proteggere greggi e colture. L’uomo è chiamato a far fronte a queste diverse condizioni ed esigenze, siano esse reali o immaginarie.
Gli esseri viventi sono ‘oggetti’ indisponibili all’abuso e all’uccisione, sia per riti e commerci religiosi di cui gli Dei non hanno necessità e per ripetizioni superstiziose dell’ ‘illo tempore’,
sia per godimenti di pratiche sportive e venatorie e per meno o giustificate necessità di proteggere armenti e raccolti.
Gli uomini hanno da risolvere le diverse situazioni e esigenze, vere o fittizie.
Traduzione automatica con Google:
Num condiciones morales hominum saltum "naturalem" faciunt?
*Res nullius*? Minime. *Res totius*—extra cuiusquam potestatem.
Quaestio de non-violatione?
Entia viventia non debent abusui aut caedi subiici — sive ob ritus religiosos et commercium quos dii non requirunt, sive ob superstitiosas repraesentationes *illo tempore*, sive ob voluptates ludi et venationis, sive etiam ob necessitatem — interdum iustam — greges et fruges protegendi. Homines his variis condicionibus et necessitatibus, sive veris sive fictis, satisfacere debent.
L’Europa della Libertà
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