#ANIMALI, ANIME, ANIMA MUNDI. #LOLLOFUGATTI & #LOLLOFUGATTI: IL #PARLAMENTO ROVESCIA, DECIDE E CONDANNA.INASPETTATO PREMIO, FRA SOGNO E NON E NON PIÙ VANILOQUI?

30 Giugno 2026 Autore: Domenico Cambareri

Domenico Cambareri

TRADUZIONE DEL TESTO SICILIANO IN ITALIANO

ATTENZIONE, ATTENZIONE!!!

Chi vorrebbe sapere, chi vorrebbe sapere chi sono questi assassini di animali innocenti? Chi vorreste conoscere?! Chi sono, chi sono? Lollofugatti è il nome della banda, e i capi sono tali Lollobrigida e Gattifugagatti: banditi da braccare ovunque, ovunque si parli di loro, per punirli col castigamatti!

Questi maledetti Lollo sono tutti imbroglioni e questi disturbati Gattifuga combattono con corpo e anima per perseguitare le bellissime creature innocenti e “fratelline” di Gotama, Milarepa e Franceschiello d’Assisi!

Povere animelle incarnate costrette a vagare, soffrire e uccidere per non morire di fame. Siamo tutti coinvolti, nessuno escluso: persino i santi e gli abitanti del paradiso?

Per colpa di quale Dio malvagio e crudele, o di quale destino infame e spietato — spietato persino verso gli Dèi — siamo stati tutti, tutti noi, trascinati in questo, nessuno escluso, nemmeno i santi?

Questo è il mistero più grande, anche per scienziati e filosofi. Perché, perché mai? E perché ora riaffiora prepotentemente alla memoria — insieme a tutti i miei versi — quell’ “Orfeo, Orfeo, vivi sempre vivo al canto”?

Nel giorno del mio compleanno — a settantaquattro anni suonati, ma giovincello, un ragazzotto più che mai, sotto il sole estivo allo zenit di Pachino — mi son chiesto:

Dunque, per via della triste realtà che informa e penetra gli eoni dei tempi della terra, del cosmo e della luce, dovrei forse lasciare mano libera ai vampiri dello stile maledetto di brigidafugatti?

Su, su! Che non accada mai più una cosa così terribile!!

Il lupo, l’orso, il corvo, i cinghiali e il fratello balena sono come la tua anima, sotto diverse sembianze,

Colapisci e le sirene —   le sirene che non hanno fatto e non fanno del male, se non ridere di Odisseo e dei racconti che inventò su (tutto questo) Omero — e così la bella Circe del Mar Nero e le Metamorfosi della vita fuori dal mare e sotto il mare, tra stelle sconosciute.

Mentre gli scienziati della filogenesi e dell’ontogenesi discutono di reti neuronali — che si diffondono tra i microvortici del liquido cerebrale — e della vita nello spazio, uno spazio curvo e infinito.

Ma resta il mistero di come l’anima si risolva nelle cose e di come lo spirito permanga sempre — oltre ogni cataclisma dei mondi — con l’anima che a esso fa ritorno. Esso permane davvero dopo ogni trasformazione ed è sempre il principio di ciò che Aristotele chiamava “materia”, nell’ambito della conoscenza — sicura ma approssimativa — della struttura dei nostri sensi. Kant, ancora Kant: siamo noi a dover comprendere, a poco a poco, ciò che appare e (*distinguerlo da) ciò che è (*e cosa possa essere davvero o sia, ’è’ ancora dopo e dopo). Un percorso rapido ma in realtà lento, quello della scienza e della comprensione della Sophìa. Metempsicosi e diaspore dai mondi sconosciuti, che gli antichi cantavano nei loro racconti. Ma c’era anche un “oltre”, senza tracce da lasciare. Come mai? In che modo?

In una galleria, una galleria verso la putrefazione — la putrefazione di tutti i lollofugatti — per evitare una pena senza fine. Le anime dei miei gatti, dei miei cani e degli uccelli che sono stati e sono con me, giorno e notte – e che sento sempre – e l’aver visto quel copro etereo, la nuvoletta (*del corpo etereo) levarsi impalpabile dal corpo ancora caldo caldo. E di tutti gli altri animali che vedo soffrire e persino morire. Un dolore vivo, come quello per la separazione delle anime umane dai corpi. Un dolore vivo, che brucia sempre, che non muore mai, nella disperazione che mi attende finché avrò vita. Un dolore vivo che non muore mai.

(*Pantragismo e Destino, linea di confine oltre il Dharma? Pantragismo e ruolo di Kālī? Il dolore è l’imperitura scena dei mondi : “… per le balze della dolce Parvati / roseto abbagliante e lussureggiante cimitero / con il duodecuplo nesso e il dolore…” –  Viandante sidereo, XV, pag.44, Armando Editore 2000 – e le torme furiose dei LolloFugatti, marchio indelebile Gattifuga).

Domenico Cambareri

Traduzione automatica con Google:

L’Europa della Libertà

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