03 Luglio 2026 Fonte: Istituto per gli Studi di Politica Internazionale
I 250 anni degli Stati Uniti, l’intesa che divide Israele e Libano, Mosca a corto di carburante: la settimana in 5 grafici
ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale
130.163 follower
3 luglio 2026
Ogni venerdì, 5 infografiche per capire le notizie di politica internazionale più importanti della settimana appena conclusa, a cura degli esperti dell’SPI. Iscriviti
I 250 anni di un’America divisa
Scorrere il sito della Casa Bianca alla vigilia del 4 luglio mostra con chiarezza la posta in gioco per le celebrazioni del 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti. In un momento in cui gli americani sono chiamati a riflettere sul senso stesso della loro identità nazionale, Trump sta sfruttando la visibilità dell’evento per rilanciare la sua immagine personale: fuochi d’artificio promessi come “i più grandi di sempre”, sorvoli militari e una scenografia costruita per fondere simbolismo Maga, patriottismo e campagna elettorale, fino all’evento clou nella capitale, dove Trump terrà un discorso al National Mall intitolato “Saluto all’America”. Il confine tra memoria storica e propaganda scompare, al punto che numerosi artisti chiamati ad esibirsi hanno declinato l’invito e almeno sette Stati, quasi tutti guidati da democratici, hanno rinunciato a un padiglione ufficiale. Che la ricorrenza fondativa della democrazia americana diventi essa stessa terreno di scontro politico racconta le fratture che attraversano il paese in maniera più eloquente di qualunque sondaggio. Continua a leggere l’ISPI Daily Focus, la newsletter quotidiana di ISPI dedicata alla geopolitica, e scopri il sondaggio ISPI-IPSOS DOXA su cosa pensano gli italiani degli Stati Uniti come alleato e dei nuovi equilibri internazionali. In vista del vertice NATO ad Ankara, scopri il Dossier “The Ankara Files” con le analisi degli esperti.
Cosa significa per gli Stati Uniti e per il mandato di Trump la nuova sentenza della Corte Suprema sullo ius soli? Guarda il nuovo episodio di Globally e iscriviti al canale YouTube ISPI.
Kiev Brucia, ma Mosca arranca
Nei giorni scorsi Kiev, insieme ad altre città dell’Ucraina sud-orientale, è stata colpita da un’ennesima grande ondata di droni e missili russi che ha costretto il presidente Zelensky ad anticipare il rientro dalla visita in Irlanda. L’attacco, uno dei più pesanti delle ultime settimane, arriva a pochi giorni dall’ammissione da parte del Cremlino di una carenza di carburante nella maggior parte delle regioni del paese, causata dai raid ucraini sulle raffinerie russe. Insomma, Mosca sembra voler ribadire la propria capacità di colpire. Ma lo stallo militare e il numero molto elevato di vittime russe sul fronte sembrano raccontare una storia diversa. Scopri il “Grafico del giorno”, la pubblicazione quotidiana di ISPI su Telegram e WhatsApp.
Algeria al voto, ma la vera incognita è l’astensione
L’Algeria va al voto per eleggere un nuovo parlamento, ma a preoccupare il governo non è tanto il risultato quanto un dato: quello dell’affluenza. Ai quasi 25 milioni di elettori registrati nel più grande paese africano per estensione territoriale è chiesto di scegliere tra più di 1.200 candidati in lizza per i 407 seggi della camera bassa, in un voto in cui non è in discussione chi vincerà, ma quanti algerini si presenteranno alle urne: un test di fiducia per quello che gli algerini chiamano ‘Le Pouvoir’, l’establishment che ruota attorno alla Presidenza e all’esercito. Più che dalla scelta dei nuovi parlamentari, gli algerini sembrano presi dai problemi della vita quotidiana, come l’erosione del potere d’acquisto e il declino dei servizi pubblici, tanto che per incentivare la partecipazione, in calo costante negli anni, le autorità hanno dichiarato il giorno del voto festivo retribuito. Continua a leggere l’ISPI Daily Focus, e scopri il Dossier e il Med This Week dedicati all’argomento.
UE, la sfida all’e-commerce cinese
L’Unione europea impone da questa settimana una tassa di 3 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro provenienti da paesi extra-UE. Bruxelles giustifica la misura con la necessità di arginare l’afflusso di prodotti e-commerce non conformi agli standard europei. Nei fatti, però, il provvedimento colpirà soprattutto aziende cinesi, responsabili di oltre il 90% del volume delle importazioni a basso valore. Su spedizioni dal valore medio di meno di 9 euro la tassa (più IVA) equivale a un dazio del 42% sul 7% circa delle esportazioni cinesi verso l’UE. Insomma, Bruxelles manda un messaggio a Pechino: il low cost non è più gratis. Leggi il post dedicato al tema sulla nostra pagina Instagram.
Israele e Libano, l’intesa che divide
È un’intesa nata fragile quella siglata a Washington tra rappresentanti del governo americano, israeliano e libanese. Ma per la prima volta da decenni Tel Aviv e Beirut dichiarano l’intenzione di chiudere definitivamente il conflitto e instaurare relazioni pacifiche tra stati sovrani e vicini. Al cuore dell’intesa, un documento in quattordici punti, c’è uno scambio: il ritiro israeliano in cambio del disarmo di Hezbollah. Ma il passaggio è sequenziale, non simultaneo, e questa asimmetria è la sua fragilità principale: il testo non stabilisce un calendario vincolante per il ritiro dell’esercito israeliano, che occupa circa un quinto del territorio libanese. Marco Rubio ha definito l’accordo “l’inizio degli inizi”, Hezbollah una resa della sovranità: tra queste due letture c’è tutta la distanza che corre tra il documento firmato al Dipartimento di Stato e la pace reale. Continua a leggere l’approfondimento.
Seguici sui nostri canali social:
Instagram | WhatsApp | Telegram | X ISPI | X MED Dialogues | YouTube | Facebook
