SALUTE PANDEMICA. Dal Parlamento: sussurri e non grida. Il pianeta covidiano è silente. Perché?

14 Agosto 2026 Fonti: Linkedin, Telegram

ESCAMOTAGE STATISTICI. DI (DIS)ONESTI BUONTEMPONI?

COME (DE)CLASSIFICAVANO LE CAUSE DI MORTE DURANTE IL COVID?

Gianni Agamennoni

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QUESTIONI DI (SOTTO)”STIMA”

La propaganda del siero immacolato si schianta contro i fatti.

Davanti alla #Commissioneparlamentare d’inchiesta sulla pandemia, il patologo Paolo #Bellavite ha fatto quello che la narrazione ufficiale ha evitato per anni: ha applicato il bisturi della scienza senza anestesia.

Niente retorica salvifica, solo meccanismi biologici documentati.

La teoria ufficiale – un frammento di mŘN̈Â che fa produrre docilmente la proteina ŝp1kē alle cellule, stimola gli anticorpi e poi sparisce – è crollata. […]

L’AIFA ha raccontato un’altra storia:
“97 segnalazioni di eventi avversi ogni 100.000 dosi”, di cui solo 18 gravi e 6 “correlabili”.

Cifre da prefisso telefonico, buone per tranquillizzare il pubblico devoto.

Peccato che derivino da “farmacovigilanza passiva”, notoriamente inefficiente: il tasso di segnalazione reale precipita quando si passa dai medici ai cittadini di massa.

Gli stessi studi clinici registrativi delle case farmaceutiche (RCT controllati) mostrano tassi di eventi avversi generali tra 59.000 e 92.000 per 100.000 dosi, e gravi nell’ordine delle migliaia – differenze di centinaia di volte rispetto ai numeri AIFA. […]

Ancora più imbarazzante il capitolo decessi.
In due anni, “971 segnalazioni di mōrte post-inoculo”.
Per il väćčinŏ antinfluenzale stagionale si arrivava a un massimo di 4-5 all’anno.
L’AIFA ne ha “riconosciuti” come correlabili solo 29.

Il trucco statistico-burocratico è semplice e cinico: chi aveva patologie pregresse veniva archiviato come “morto per altro”, ignorando che il våĉčin̈o può agire come concausa o trigger, come ammette lo stesso manuale OMS per la valutazione di causalità.

Bellavite lo aveva segnalato già nell’aprile 2021. Ignorato.

Uno studio svizzero su operatori sanitari con dosaggio della troponina ha rilevato lesioni miocardiche subcliniche nel 2,8% dei casi: tradotto in Italia, centinaia di migliaia di cicatrici silenti pronte a manifestarsi sotto sforzo negli anni successivi.

Per i giovani, il rapporto rischio-beneficio è capovolto: i pericoli cardiaci del “siero” superano di gran lunga quelli del virus in quella fascia d’età.

Questa non è scienza: è dogma di Stato protetto dall’obbligo e dalla censura.

La classe medica, anestetizzata dalla propaganda o intimidita dalle sanzioni, ha spesso rifiutato persino di considerare l’ipotesi di danno vāćč̣inále.

I danneggiati si sono scontrati contro un muro di gomma: negazione, minimizzazione, “era già malato”.

Bellavite ha ricordato l’essenziale: la scienza vera procede per dubbio e confronto, non per algoritmi tarati per assolvere il prodotto e archiviare il problema.

La colossale rimozione collettiva ha prodotto un Paese diviso tra devoti del “tutto sotto controllo” e realtà clinica sommersa.

I numeri parlano chiaro, i meccanismi patologici anche.

Il resto è narrazione che si infrange contro i fatti.

Paolo Laitempergher
(dal canale Telegram del Prof. Bellavite)

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