24 Agosto 2024 Fonti: Armando Editore, SIOI, Linkedin, IBS, Prics.it, eBay , Libreria Universitaria, Google Books, Autore: Elena Repman
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C’erano una volta le terre rare. E, curiosamente, la loro storia scientifica comincia proprio in Svezia. Fu nella cava di Ytterby, su una piccola isola vicino Stoccolma, che furono identificati diversi elementi chimici legati alle terre rare, tra cui ittrio, erbio, terbio e iterbio: nomi che ancora oggi portano impressa l’origine svedese della loro scoperta.
Oggi, più di due secoli dopo, il cerchio sembra richiudersi più a nord, a Kiruna, oltre il Circolo Polare Artico. Una città mineraria svedese che potrebbe diventare il nuovo Klondike scandinavo delle terre rare.
È anche da qui che prende forma il mio contributo al volume “Artico: il vicino Nord.
Un laboratorio dei nuovi equilibri internazionali”, curato da Giacomo Di Capua e Alessandra Caruso e pubblicato da Armando Editore con SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale.
Nel capitolo, scritto insieme a Marco Ricceri e Mario Risso, raccontiamo la Svezia, Kiruna e la corsa alle terre rare come una storia di risorse, geopolitica, transizione digitale e sostenibilità.
Ma!!!..anche come una trama quasi fiabesca, dove non mancano i colpi di scena:
• un pescatore che innesca una crisi globale;
• una materia prima quasi invisibile che all’improvviso diventa leva strategica internazionale;
• una città artica costretta a spostarsi (fisicamente!) perché il sottosuolo cambia;
• una chiesa storica che viaggia sulle rotelle etc.
Dopo tutto dietro la corsa alle terre rare c’è il futuro dell’autonomia tecnologica europea, dell’intelligenza artificiale, della transizione verde, dei diritti delle popolazioni indigene e della governance dell’Artico.
Buona lettura.

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