27 Agosto 2026 Fonti: varie Autore: Domenico Cambareri
La ricorrenza dell’assassinio di Ettore Muti, il soldato più decorato d’Italia in riferimento alla sua età al momento del suo assassinio, è stata la notte del 24 agosto scorso. L’anno, il tragico 1943. Nella pineta di Fregene, colpito alla nuca e al petto, su una decisione che non poteva e non può non portare che al traditore Pietro Badoglio. L’artefice malefico, Pietro Badoglio, dell’assicurazione della “guerra continua”, della resa senza condizioni, della fuga del re e sua, dello sbaraglio della flotta da battaglia con l’affondamento della corazzata Roma, del trasformare l’alleato in nemico e i vincitori occupanti in ‘liberatori’ che ponevano termine alla sovranità e all’unità dello Stato.
Vi è pure da ricordare la data del suicidio dell’eroe e asso dei sommergibilisti italiani, Carlo Fecia di Cossato, il 27 agosto 1944 la cui coscienza fu divorata dall’avere obbedito agli ordini del re, emanati da Pietro Badoglio. La resa senza condizioni, il tradimento, la consegna delle navi da guerra al nemico, il taglio dei cannoni… lo portarono all’estrema prostrazione morale e spirituale che lo portarono a scrivere la lettera alla madre quale suo testamento per la Patria e il popolo italiano e a suicidarsi.
ETTORE MUTI
Estrapoliamo da Wikipedia (la documentazione sull’eroe è comunque tantissima) la motivazione di alcune medaglie al valore a lui attribuite. Sottolineiamo che raggiunse le coste arabiche dell’Oceano Indiano per attaccare centri petroliferi sotto il potere dell’Impero Britannico.
Giovanissimo volontario e ardito nella Grande Guerra, fu sempre protagonista negli anni successivi delle imprese guerresche come pilota e operò in tutti i teatri di guerra occidentali, balcanici, mediterranei, africani e del Vicino Oriente, conseguendo brillanti ed eccezionali risultati sul piano operativo. Rifiutò di essere protagonista della scena politica perché si ritenne mentalmente assolutamente inadatto a ricoprirle, cosa che lo portò clamorosamente a lasciare la carica di capo del PNF.
Medaglia d’oro al valor militare
«Ufficiale superiore pilota, volontario fra i primi in una missione di guerra combattuta per l’affermazione dei più alti ideali fascisti, si distingueva per eccezionale attività bellica svolta con ammirevole fervore e con dedizione assoluta. Già distintosi precedentemente per valore e coraggio e sempre pronto ad ogni più rischiosa missione, eseguiva nel periodo di un anno oltre 160 azioni di bombardamento colpendo efficacemente il nemico nei più lontani e vitali obiettivi. Più volte attaccato dai caccia avversari, durante l’espletamento della sua ardimentosa attività di bombardiere, impegnava, per tredici volte aspro combattimento in condizioni di assoluta inferiorità, riuscendo sempre a respingere gli attacchi e conducendone due vittoriosamente con l’abbattimento in fiamme di due apparecchi avversari.»
— Cielo di Spagna, aprile 1937 – aprile 1938.
Medaglia d’Argento al Valor Militare sul campo
«Ufficiale pilota di apparecchio da bombardamento partecipava ad un volo di ricognizione su Addis Abeba allo scopo di osservare le condizioni di quel campo d’atterraggio. Dopo aver tracciato quattro rette a volo rasente sul munito campo, nonostante la viva reazione antiaerea, il velivolo scendeva sino a saggiarne con le ruote il terreno. Colpito da più parti vitali da fuoco di fucileria e mitragliatrici pesanti, l’apparecchio si tratteneva per oltre mezz’ora a bassissima quota sulla capitale nemica, finché, in una puntata eseguita sul centro della città, aveva fra l’altro un motore avariato e due serbatoi di benzina squarciati da proiettili dirompenti. Durante il volo di ritorno reso difficilissimo dalle esalazioni venefiche dei gas di miscela, che colpivano alcuni membri dell’equipaggio, dalla deficienza di carburante e dalle avverse condizioni atmosferiche, egli si prodigava per superare i molti ostacoli che rendevano singolarmente precario il rientro alla base, dando prova di alte capacità professionali e di sereno sprezzo del pericolo.»
— (Cielo di Addis Abeba, 30 aprile 1936
Medaglia d’Argento al Valor Militare sul campo
«Portava ripetutamente su di un importantissimo e munito centro petrolifero nemico, l’offesa dei suoi Reparti conseguendo eccezionali risultati. Magnifico esempio di Comandante, di animatore, di combattente.»
— Cielo del Mediterraneo, luglio-agosto 1940
Medaglia d’Argento al Valor Militare
«Comandante di un gruppo da bombardamento, sempre primo fra i primi, partecipava a numerose azioni quasi sempre contrastate dalla reazione nemica, e spesse volte in condizioni atmosferiche avverse, confermando eccelse doti di combattente e di comandante già emerse in tanti episodi della sua gloriosa vita di soldato. Sempre pronto a partire in volo per le più rischiose missioni, dava costantemente, con slancio inesauribile, grande contributo di esperienza e di valore.»
— Cielo del Mediterraneo e di Grecia, Sett. 1940 – Genn.1941
Medaglia d’Argento al Valor Militare
«Comandante di un gruppo di bombardamento di provata perizia e di grande audacia, organizzava una importantissima azione di guerra sulle isole Bahrein, centro petrolifero di vitale importanza per il nemico. A capo dei suoi equipaggi, superando eccezionali difficoltà dovute a condizioni atmosferiche avverse ed alla lunghissima navigazione di circa 4.500 chilometri, in gran parte notturna, colpiva efficacemente l’obiettivo portando così l’offesa dell’ala fascista a distanza fino ad oggi mai raggiunta in azioni belliche.»
— Cielo di Bahrein, 20 ottobre 1940
Medaglia d’Argento al Valor Militare
«Comandante di gruppo aerosilurante già provato in numerose brillanti imprese conduceva con decisione ed audacia ripetutamente il suo reparto all’attacco di importanti formazioni navali nemiche conseguendo notevoli ed efficaci risultati. In uno degli attacchi pur avendo il velivolo gravemente menomato dal rabbioso fuoco contraereo non desisteva dall’azione e dopo aver colpito un incrociatore britannico che si ritiene successivamente affondato, rientrava alla lontana base in notte illune con un motore inutilizzato ed incendio a bordo. Riconfermava così le sue mirabili virtù di combattente, di Comandante e di Pilota.»
— Cielo del Mediterraneo Orientale, 11 marzo 1942
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
«Tenente pilota di complemento volontario in A.O. partecipava a numerose azioni di guerra, in ogni contingenza rivelando doti di coraggio, alto senso del dovere e sprezzo del pericolo. In un volo su Chidana-Mierat con l’apparecchio colpito da reazione contraerea avversaria, rimaneva sul posto a compiere la missione affidatagli, riuscendo con ben assestati tiri a disperdere grossi nuclei avversari.»
— Cielo di Chidana Mierat, 30 dicembre 1935
Medaglia d’Argento al Valor Militare
«Già distintosi per sereno sprezzo del pericolo e per esemplare ardimento negli iniziali episodi di una missione di guerra per la quale erasi offerto volontario, faceva ancora rifulgere nei successivi fatti d’arme ai quali partecipava, le proprie alte qualità di valoroso combattente.»
— Cielo di Spagna, 12 aprile 1937
Medaglia d’Argento al Valor Militare
«Comandante di un gruppo da bombardamento, sempre primo fra i primi, partecipava a numerose azioni quasi sempre contrastate dalla reazione nemica, e spesse volte in condizioni atmosferiche avverse, confermando eccelse doti di combattente e di comandante già emerse in tanti episodi della sua gloriosa vita di soldato. Sempre pronto a partire in volo per le più rischiose missioni, dava costantemente, con slancio inesauribile, grande contributo di esperienza e di valore.»
— Cielo del Mediterraneo e di Grecia, Sett. 1940 – Genn.1941
LETTERA DI CARLO FECIA DI COSSATO ALLA MADRE
“Mamma carissima,
quando riceverai questa mia lettera saranno successi dei fatti gravissimi che ti addoloreranno molto e di cui sarò il diretto responsabile.
Non pensare che io abbia commesso quello che ho commesso in un momento di pazzia, senza pensare al dolore che ti procuro.
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Da nove mesi ho molto pensato alla tristissima posizione morale in cui mi trovo, in seguito alla resa ignominiosa della Marina, a cui mi sono rassegnato solo perché ci é stata presentata come un ordine del re, che ci chiedeva di fare l’enorme sacrificio del nostro onore militare per poter rimanere il baluardo della Monarchia al momento della pace.
Tu conosci cosa succede ora in Italia e capisci come siamo stati indegnamente traditi e ci troviamo ad aver commesso un gesto ignobile senza alcun risultato.
Da questa constatazione me ne è venuta una profonda amarezza, un disgusto per chi ci circonda e, quello che più conta, un profondo disprezzo per me stesso.
Da mesi, mamma, rimugino su questi fatti e non riesco a trovare una via d’uscita, uno scopo nella mia vita.
Da mesi penso ai miei marinai del Tazzoli che sono onorevolmente in fondo al mare e penso che il mio posto è con loro.
Spero, mamma, che mi capirai e che anche nell’immenso dolore che ti darà la notizia della mia fine ingloriosa, saprai capire la nobiltà dei motivi che mi hanno guidato.
Tu credi in Dio, ma se c ‘è un Dio, non è possibile che non apprezzi i miei sentimenti che sono sempre stati puri e la mia rivolta contro la bassezza dell’ora.
Per questo, mamma, credo che ci rivedremo un giorno.
Abbraccia papà e le sorelle e a te, Mamma, tutto il mio affetto profondo e immutato.
In questo momento mi sento vicino a tutti voi e sono sicuro che non mi condannerete.
Carlo”
Medaglia d’oro al valor militare
«Valente e ardito comandante di sommergibile, animato, fin dall’inizio delle ostilità, da decisa volontà di successo, durante la sua quinta missione di guerra in Atlantico affondava quattro navi mercantili per complessive 20516 tonnellate ed abbatteva, dopo dura lotta, un quadrimotore avversario. Raggiungeva così un totale di 100.000 tonnellate di naviglio avversario affondato, stabilendo un primato di assoluta eccezione nel campo degli affondamenti effettuati da unità subacquee. Successivamente, comandante di torpediniera, alla data dell’armistizio dava nuova prova di superbo spirito combattivo attaccando con la sola sua unità sette navi germaniche di armamento prevalente che affondava a cannonate dopo aspro combattimento, condotto con grande bravura ed estrema determinazione. Esempio fulgidissimo ai posteri di eccezionali virtù di comandante e di combattente e di assoluta dedizione al dovere. Oceano Atlantico, 5 novembre 1942 – 1º febbraio 1943; Alto Tirreno, 9 settembre 1943.»
Medaglia d’argento al valor militare
«Comandante di sommergibile, nel corso di una lunga missione di guerra in Atlantico silurava una unità da guerra nemica e affindava col siluro e col cannone 21000 tonnellate di naviglio mercantile avversario, dimostrando prontezza e decisione, ardimento ed elevato spirito aggressivo. Oceano Atlantico, aprile-maggio 1941.»
Medaglia d’argento al valor militare
«Comandante di sommergibile oceanico, effettuava con sereno ardimento ed elevato spirito aggressivo una lunga missione di guerra in Atlantico nel corso del quale affondava sei navi mercantili nemiche per complessive 32561 tonnellate di stazza. Confermava durante l’audace crociera elevate doti di coraggio e perizia e superbe virtù militari. Oceano Atlantico, 11 febbraio-1º aprile 1942.»
Medaglia di bronzo al valor militare
«Comandante di sommergibile, effettuava con ardimento ed elevato spirito aggressivo una lunga missione di guerra in Atlantico, durante la quale silurava un piroscafo e affondava una grossa petroliera. Oceano Atlantico, 15 luglio-20 agosto 1941.»
Medaglia di bronzo al valor militare
«Comandante di sommergibile oceanico, durante una lunga e difficile missione di guerra in Atlantico, affondava un piroscafo ed una petroliera per complessive 8000 tonnellate di stazza. Più volte avvistato da aerei e unità navali nemiche, riusciva con pronta intuizione ed efficace manovra a disimpegnarsi, senza danni per la propria unità, riaffermando le sue elette doti di coraggio e ardimento. Oceano Atlantico, 4 giugno-5 settembre 1942.»




