Francesco d’Assisi il càtaro. Anteprima d’autunno. Un libro che farà discutere. Anche troppo.
20 Luglio 2009
GIUSEPPE SPADARO: L’ALBERO DEL BENE.
SAN FRANCESCO TEOLOGO CATARO
L’autore, Giuseppe Spadaro, ha lavorato su questo testo per anni. Anche se legati da profonda e cara amicizia, non gli ho mai chiesto di leggere il dattiloscritto. Ho aspettato, a questo punto, anche troppo. Nonostante mi rodesse in corpo e nell’anima la curiosità di conoscere il come è pervenuto a questa interpretazione. Dovrò resistere ancora qualche mese, poi potrò finalmente capire come il fraticello che chiama le realtà naturali fratelli e sorelle (è solo alone simbolico?) sia stato un càtaro. Francesco sì puro, ma dualista di tale natura? Siamo avvertiti che ci sarà molto di che leggere, conoscere e riflettere. Riproduciamo qui l’anticipazione editoriale. Il testo uscirà per le Edizioni Arkeios /gruppo Edizioni Medterranee; la riproduzione della croce catara è tratta da Wikipedia). Domenico Cambareri
Chi contesta la santità di Francesco d’Assisi? Nessuno, tantomeno l’autore di
questo libro, il quale fa suo il giudizio dei Modernisti: l’ortodossia delle
credenze non ha nulla a che vedere con la santità. Nel Medioevo si faceva però
gran caso dell’ortodossia, e per un sospetto di eresia si finiva sul rogo. Non
sul rogo si finiva invece agli inizi del ‘900, bensì sul libro nero di
monsignor Benigni, sul quale per sospetto di modernismo finì anche Don Angelo
Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII. Non è superfluo ricordare che il
Concilio Vaticano II, indetto da quel grande Papa, bandì il concetto stesso di
eresia.
Non con l’animus dell’Inquisitore, bensì con quello del ricercatore di
verità, l’autore di questo libro si mette sulle orme di san Francesco, ne spia
le mosse, ne interroga le intenzioni, ne studia il pensiero e gli scritti,
scoprendovi tracce evidenti della più spirituale delle eresie: il catarismo. Ma
chi erano questi Catari? L’ignaro lettore si rassicuri: essi non “baciavano il
posteriore del gatto, credendo di vedervi uscire Lucifero”, come affermava
Alano da Lilla. Grazie al Concilio Vaticano II sui Catari si è fatta finalmente
giustizia, riconoscendoli per quel che credevano di essere: veri
cristiani.
Da questo libro, che Pietro Prini definì “sconvolgente ma scientificamente
ineccepibile”, la figura di Francesco esce ingigantita. E’ oltremodo difficile
infatti attribuire ad ignoranza che nella seconda delle sue Ammonizioni egli
sollevi Dio dalla responsabilità d’essere autore del Male. Non solo Francesco
rimette in discussione il Genesi, ma si rivela teologo cataro.

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