Brasile: grandi alleanze in gioco con Francia Italia e USA

12 Giugno 2010

Fonte: Italia dall’estero on line

 

L’Italia entra in competizione con la Francia per la Difesa militare del Brasile

Articolo di Economia salute e ambiente, pubblicato lunedì 7 giugno 2010 in Brasile.

[Carta Capital]
Una guerra fredda promette di scaldare la competizione per la sicurezza terrestre, marittima e aerea del Brasile. Insieme a Stati Uniti e Francia, anche l’Italia vuole competere nella vendita di materiale bellico.
Il gruppo Finmeccanica – il maggior gruppo industriale italiano che fa la parte del leone nel settore della Difesa italiana – si sta preparando a fare pesanti investimenti in Brasile con l’apertura di una sede a Brasilia.
L’obiettivo è il crescente mercato bellico nazionale che si sta risollevando dopo decenni di stagnazione e mancanza di investimenti.
“Il Brasile ha la necessità e l’Italia ha la tecnologia” sintetizza Pier Francesco Guarguaglini, amministratore delegato del gruppo.
“Il Brasile rappresenta una grande opportunità. È un paese che sta crescendo molto, ha ottenuto visibilità politica internazionale e a tutt’oggi non possiede u’industria bellica molto sviluppata. Ciò è per noi un’occasione per fare affari e per sviluppare questo settore” analizza Paolo Pozzessere, vice presidente delle vendite.
“Oltre a questo, è chiaro, è uno dei mercati in cui la concorrenza americana si è fatta da parte, il che per noi è fantastico”, scherza.
Un’opportunità – La breccia per gli interessi italiani si è aperta ad aprile quando il presidente Luiz Inácio Lula da Silva e il primo ministro italiano Silvio Berlusconi hanno firmato a Washington un accordo di cooperazione tra i due paesi che prevede la possibilità di diversi affari nell’area della Difesa.
Uno dei settori considerati più promettenti è quello navale, poiché il Brasile dovrà comprare una ventina di navi di grandi e medie dimensioni per rinforzare il pattugliamento dei giacimenti petroliferi del Pré-sal [che si trova al largo delle coste brasiliane, N.d.T.] e creare una nuova flottiglia insediata nel nord del paese.
Nei prossimi anni l’affare dovrebbe superare i 5 miliardi di dollari. “Abbiamo molta esperienza nella fornitura di materiale per le Marine della regione” aggiunge il vice presidente.
Attraverso la sua sussidiaria Telespazio, il gruppo sta anche offrendo i suoi vari satelliti Cosmo-SkyMed da utilizzare per il pattugliamento della Amazzonia Azzurra, nome dato dalla Marina brasiliana alle 200 miglia marine della zona economica di cui il Brasile ha il monopolio.
Nel settore aereo gli affari sono in fase ancora più avanzata per la vendita di un numero variabile da 24 a 36 jet di addestramento M-346 per la FAB (Forza Aerea Brasiliana) al costo di circa 1 miliardo di dollari.
Nel frattempo gli italiani dovranno affrontare un ostacolo formidabile che si chiama Francia per avere possibilità reali sul mercato nazionale.
Secondo Fernando Arbache, presidente della Arbache Consultoria, la Marina è stata la prima forza militare che ha dato la preferenza ai francesi, a partire dalla vendita della portaerei São Paulo, seguita l’anno scorso da contratti per la fornitura di sottomarini ed elicotteri francesi, oltre allo sviluppo di una nave a propulsione nucleare.
La francese Dassault è favorita anche per la vendita dei suoi caccia Rafale alla FAB, un affare che dovrebbe superare la barriera di 10 miliardi di dollari già con il primo contratto.
Le implicazioni poltiche – La questione politica dovrà anche avere un peso fondamentale nella relazione tra il Brasile e i paesi europei. “Il gioco dipende molto da chi sarà eletto in Brasile per il prossimo governo e da chi sarà il nuovo ministro della Difesa.
“In base al risultato, tutta la configurazione politica può cambiare” mette in guardia Expedito Carlos Stephani Bastos, ricercatore militare dell’Università Federale della città di Juiz de Fora. Ma la stessa massima vale per i governi dei paesi europei. Oggi Lula è più vicino a Nicolas Sarkozy che a Berlusconi.
La grande variabile è che se questi pezzi possano essere rapidamente sostituiti da altri. “Non possiamo restare con un unico alleato. Se nel paese arriva un governo di segno opposto, cosa facciamo?” si domanda Bastos difendendo la diversificazione delle scommesse politiche.
La stessa situazione volatile dell’economia europea, con la crisi greca che minaccia di espandersi ad altri paesi, mette ancora più pepe nella contesa diplomatica.
Dall’altro lato una diversificazione eccessiva di fornitori pregiudica la continuità logistica delle forze armate brasiliane.
“Al momento abbiamo un miscuglio eterogeneo senza alcun piano di equipaggiamento: blindati tedeschi, fregate inglesi, caccia americani e missili russi, solo per citarne alcuni”, sostiene Arbache.
Ovvero, l’importante è trovare un equilibrio tra alleati e fornitori, finché potremo dotarci delle competenze tecnologiche per fabbricare gli equipaggiamenti militari in casa. Il che sarà molto più facile con almeno due paesi che si stanno contendendo il primo posto.
[Articolo originale “Itália entra na briga com França pela Defesa do Brasil” di Marcelo Cabral]