Trasparenza e meccanismi: quanti giochi per inceppare le riforme, e di quanto Brunetta ne è responsabile!

20 Gennaio 2010

Fonte: The Daily Week on line

 

IL FALLIMENTO DI BRUNETTA

Fallisce la riforma Brunetta, censurate ed emarginate le notizie noi vi raccontiamo le verità scomode: un giovane di 32 anni ha combattuto la nostra battaglia (generazionale) all’interno del potere gerontocratico.

 

(19/01/2011) – Con le dimissioni di Pietro Micheli, membro più giovane (classe 1978) dalla Commissione Indipendente per la Valutazione la Trasparenza e l’Integrità delle Amministrazioni Pubbliche (CiVIT) la “riforma Brunetta” riceve un duro colpo critico sulla sua efficacia.
Con una lettera scritta al Ministro Renato Brunetta, Pietro Micheli denuncia “i gravi difetti nel modo in cui essa – la riforma – sia stata attuata rischiando di farla naufragare in una palude di adempimenti burocratici, appesantendo le amministrazioni invece che renderle più efficienti”.
La risposta da parte degli altri membri del CiVIT a firma di Antonio Martone (classe 1941), Luciano Hinna (classe 1949), Filippo Patroni Griffi (classe 1955) e Luisa Torchia (classe 1957) – tutti “vecchi” che non hanno la capacità di comprendere il futuro che ci attende – é affidata ad una lettera pubblicata su Repubblica, dove la Commissione fa quadrato attorno al proprio operato senza rispondere nel merito alle accuse mosse.
Il dissenso di Micheli è un giudizio negativo sull’impianto della riforma, a 15 mesi dalla sua entrata in vigore e a pochi giorni dalla sua effettiva estensione anche a Regioni, Enti locali e sanità.
Pietro Micheli, a soli 32 anni, professore presso il Centre for Business Performance alla Cranfield School of Management (UK), membro dell’Advanced Institute for Management Research (UK) e membro fondatore dell’Evidence-based management collaborative (US), era rientrato in Italia per dare il suo contributo a quella che nel 2009 si profilava come un’ambiziosa e storica riforma della Pubblica Amministrazione.
“Quanto all’indipendenza della CiVIT – chiude la lettera di Micheli al ministro Brunetta – come può esserci indipendenza quando il Governo si riserva ogni potere di determinare nomine, compensi e ambiti di operatività della Commissione stessa, e per di più opera quotidianamente trattando la CiVIT come parte del proprio staff?”
Un’opportunità mancata per il nostro paese, nonostante le premesse, il potere gerontocratico ha affossato ed emarginato il lavoro di assoluta eccellenza portato avanti in questo anno da Pietro Micheli, unico membro che per età e formazione poteva dare il contributo di svolta necessario all’innovazione nella Pubblica Amministrazione in Italia.
Nel secondo numero di THE WEEK in edicola il 3 dicembre scorso, avevamo dedicato un ampio servizio documentato sui “MILLE LIMITI DELLA PEC”, annunciando lo scandalo che la dimissione di Micheli porta oggi in evidenza.
Carlo Mochi Sismondi, Direttore Generale del Forum per la Pubblica Amministrazione, commentando le dimissioni di Micheli afferma che “la guerra è appena cominciata”, che abbiamo molti nemici ed é l’ora di serrare le fila.