Chi suona? Siamo qui … per controllare i consumi …

05 Febbraio 2011

Fonte: VignaClarablog.it

 

Una voce al citofono: mi apra, devo controllare i suoi consumi

 

Dopo il nostro primo articolo del 24 dicembre scorso (leggi qui), continuano ad arrivarci da più parti numerose segnalazioni di presunti dipendenti dell’Acea, piuttosto che dell’Italgas o addirittura dell’Enel che, spacciandosi per tali, citofonano presentandosi come inviati dall’azienda a verificare la correttezza delle bollette o dei consumi. Ma è solo un pretesto per farsi aprire il cancello od il portone del condominio di turno per poter poi bussare ad ogni singolo appartamento.
“In via di Grottarossa – ci ha scritto Enrico il 24 dicembre – si sono spacciati per personale Italgas per il controllo dei contatori.”
“In zona La Cerquetta – testimonia Monica – uno ha citofonato dicendo ‘Sono dell’Enel vengo per la fascia bioraria mi apre il portone?’ Purtroppo il portone gli è stato aperto e ce lo siamo ritrovato davanti la porta. Era una persona molto arrogante sulla cinquantina con la barba. Aveva il tesserino Enel ma senza foto”.
E ancora, il 20 gennaio a La Giustiniana. “Sono un dipendente Acea Electrabel, esca fuori con l’ultima fattura” è stato intimato ad Anna Teresa la quale ha risposto di essere già cliente Acea e che la Società ha già tutte le sue fatture visto che è lei ad emetterle. “Ho specificato che se Acea vuole comunicare con me, può scrivermi come fa sempre con le comunicazioni al cliente. Ho segnalato l’episodio via fax ad Acea e sono in attesa di risposta” aggiunge Anna Teresa.
Ma non basta, negli ultimi giorni segnalazioni analoghe ci sono giunte da altri quartieri, ad esempio da Monteverde e da Dragone, nei pressi di Acilia.
Finiamo con via Orti della Farnesina, nei pressi di Ponte Milvio, dove pochi giorni fa, alla porta di un nostro lettore, due giovani ragazze hanno chiesto di vedere le bollette Acea per capire se era applicabile una migliore tariffa, “che comunque le spetta di diritto”. La risposta è stata immediata: “e allora, se mi spetta di diritto, applicatemela e basta anziché venire a disturbarmi alle 15!”. Impacciate, le due ragazze non hanno saputo cosa rispondere e se ne sono andate mestamente.Forse erano alle prime armi.
Ma chi sono?
In base alla recente liberalizzazione del mercato sono ora tanti gli operatori ad offrire la fornitura di gas ed energia elettrica. Acea, Enel, Italgas, Elctrabel, Edison si contendono la platea dei consumatori, un mercato già saturo perché luce e gas nelle nostre case ci sono già.
La competizione si gioca quindi sullo strappare i clienti agli altri fornitori, offrendo condizioni vantaggiose, tariffe incredibili, sconti e promozioni. Uno scenario già vissuto con la liberalizzazione dei servizi telefonici. Con la sola differenza che in questo caso venditori spregiudicati vengono a “strapparti” una firma sulla porta di casa usando tutti i modi possibili pur di farsi aprire e di convincerti a cambiare operatore.
C’è modo e modo però di porgersi e quando questo approccio sconfina nell’invadenza, nel sotterfugio, nella piccola bugia, quando gioca sull’equivoco e sulla buona fede dell’interlocutore, può sfiorare anche il raggiro. E lo dimostra il fatto che girano sempre in due. All’occorrenza, uno potrà sempre testimoniare che l’altro non ha “estorto” la vostra firma.
Come comportarsi? Alcuni suggerimenti
Un comportamento eccessivamente scorretto ed infastidente va segnalato alle forze dell’ordine alle quali si può anche sporgere querela.
Querela, ma non denuncia, perché in questi casi non si ipotizza alcun reato. Se un solo condomino apre il portone dal suo citofono questi signori hanno diritto ad entrare nel palazzo perché la volontà di farli accedere è manifesta da parte di chi ha loro aperto. Anche se non citofonano ed entrano, perché trovano il portone già aperto, non compiono alcun illecito.
Come comportarsi una volta aperto l’uscio di casa propria? Usando un minimo di precauzioni, quelle che vanno sempre usate davanti a persone sconosciute. Quindi non farli mai entrare in casa, se si ha voglia di ascoltarli è meglio farlo sul pianerottolo e parlando a voce alta, in modo che il vicino, se presente in casa, avverta la presenza di terzi.
E’ buona norma pretendere che esibiscano subito un tesserino di riconoscimento, il classico badge aziendale, provvisto di foto. Se non ce l’hanno o è senza foto, è meglio diffidare. Se l’approccio è invadente, offensivo od arrogante, rientrare subito in casa. All’occorrenza chiamare il 112 od il 113.
Per quanto riguarda le proposte commerciali suggeriamo di prendere solo atto di quanto viene offerto, sempre che ciò avvenga in modo corretto, di non esibire documenti personali od altro, di non fornire dati identificativi quali data di nascita, codice fiscale, composizione del nucleo familiare e soprattutto di non firmare nulla così su due piedi.
Se si ritiene interessante l’offerta, è meglio farsi lasciare tutta la documentazione ed il telefono dell’incaricato. Dopo averla letta e ponderata sarete voi a richiamarlo per consegnargliela firmata. (red.)