Manovra e laureati. L’ultrasinistra governa a Palazzo Chigi

30 Agosto 2011 riproposto il 31 Agosto

Comunicato Eulà

 

Sono decisioni assunte da governanti, da manigoldi o da zombi del ’68?

 

Le decisioni assunte da Berlusconi e Bossi e dai loro colonnelli in merito a quanto dovrà pagare la platea dei pensionandi laureati è una farneticante e infame commedia dell’assurdo. Essa si colloca senza mezzi termini nel quadro di una completa deriva ideologica che pone questi due individui nel cuore dell’ideologia italiana dell’ultrasinistra e di quello che fu il sindacalismo post ’68 e il socialismo radicale che scavalcava il PCI. Sappiamo tutti che molti di coloro che compongono la compagine governativa che a parole si colloca nel “centrodestra” europeo hanno avuto tali trascorsi mai, mai apertamente rinnegati.
Gli italiani oggi possono scoprire che la retribuzione media dei loro laureati, esclusi boiardi, magistrati, medici, fasce dirigenziali e pochi altri settori pubblici privati e delle libere professioni, si colloca mediamente tra i poco più di trenta e i quarantacinquemila euro lordi iis compresa, non solo nel settore pubblico. Stipendi medio-bassi, se non bassi, che corrispondono, grazie all’accordo storico fra le parti sociali e il governo del luglio 1973, rinnovato e accentuato nel suo solco ideologico da quello del luglio 1993 che in realtà avrebbe dovuto favorire il recupero dei “colletti bianchi”; stipendi che corrispondono, dunque, alla retribuzione di un operaio specializzato o di un capo reparto. I laureati italiani si collocano al fondo dei raffronti internazionali con le maggiori nazioni europee e mondiali, ma anche con quelli della Scozia, dell’Olanda, del Lussemburgo. Il contributo addizionale (su base di scaglioni e progressivo) impropriamente detto da Tremonti “contributo di solidarietà” avrebbe colpito soltanto gli italiani che percepiscono somme superiori ai 90.000 euro.
La decisione di Berlusconi e Bossi, classista e veterocomunista in toto, pare ritagliata proprio in funzione della riaffermazione di questo zoccolo duro dell’ideologismo del ’68 sindacale e anarcoide italiano, come vediamo vivo e vegeto sotto mimetismi insospettabili ma oggi assolutamente improponibile. Di questa decisione potemmo dare spiegazioni in termini di estrazione territoriale e regionale o della origine delle famiglie dei laureati, ma ci rifiutiamo di scendere sul piano della bassezza morale e della sconcezza politica di Berlusconi, Bossi e dei loro colonnelli.
Fare pagare ai laureati italiani un certo costo della manovra, significa penalizzare per più di una generazione le famiglie – ad iniziare da quelle di estrazione sociale ed economica più modesta – che per anni hanno mantenuto i figli negli studi universitari e, spesso, in successivi anni di lavoro precario, con esborsi economici gravosi mai minimamente recuperati. Tutto questo costituisce un insieme di fattori che concorrono a determinare uno scollamento morale e sociale e una rinnovata divaricazione economica di una precisa platea di cittadini e a imporre condizioni di generalizzata subalternità secondo criteri di oggettiva penalizzazione e di disuguaglianza. I già persistenti e radicati fattori distorsivi delle retribuzioni e delle pensioni italiane, con questa decisione, subiscono una vera e propria esplosione: con essa, il ceto medio, non soltanto pubblico, viene definitivamente annichilito in quanto si stabilisce, ope legis, che chi ha conseguito una laurea e l’ha utilizzata in campo lavorativo, dovrà obbligatoriamente sottostare a imposizioni basate su principi e applicazioni di esplicita disparità economica fra cittadini. Infatti, l’impossibilità, prima economica e adesso formale, di poter riscattare gli anni di studio universitario ai fini pensionistici, significa azzerare in tutto e per tutto gli studi universitari intesi come percorso lavorativo a carico della famiglia.
Ciò determina, in ultimo, di diritto e di fatto, non la parificazione ma la retrocessione delle pensioni dei laureati rispetto ai lavoratori sprovvisti di tale titolo in ambito lavorativo, visto che i secondi (i quali sono potuti entrare anni e anni prima nel percorso del mondo del lavoro) possono e potranno sempre assommare una maggiore anzianità lavorativa. Queste storture esiziali, questi effetti perversi ignorati del tutto, questa ignoranza spietata e questa cecità assurda forse … perché già proprie a mentalità del tutto pregiudizievoli (e perfino per noi moralmente scellerate), fatte da semplicioni inverosimili o da manigoldi dalla doppia vita, realizzeranno condizioni di semi-indigenza per tutta una ben definita fascia sociale, culturale e reddituale. Essa sarà ancor più aggravata dalla concomitante abolizione del servizio di leva dal calcolo ai fini previdenziali, che costituisce non l’abolizione di un privilegio ma l’abbattimento di un sacrosanto diritto di uguaglianza con chi non ha prestato il servizio militare e nel frattempo ha lavorato. Ulteriore brutale imposizione di irricevibili disuguaglianze?
Berlusconi e Bossi stanno assestando un altro inaspettato, micidiale colpo alla credibilità delle istituzioni della democrazia rappresentativa e alla legittimità politica e morale di questo governo che rinnega e tradisce per l’ennesima volta la scelta operata dall’elettorato che lo ha voluto. Hanno proprio toccato il fondo perché, senza adottare i necessari provvedimenti di legge, di fatto vengono a garantire l’intangibilità del persistere di fenomeni criminosi gravissimi per i danni che arrecano alla finanza e all’economia della Nazione e per gli equilibri socio-economici su cui pagano solo i cittadini a reddito fisso e quanti dichiarano fedelmente al fisco i loro guadagni. Sono i protettori dei grandi evasori fiscali? Se così non è, ne saremo ben lieti di apprenderlo e di condividerlo, ma lo dicessero subito, non con parole al vento, quanto con determinazioni di leggi ad hoc. Lo dicessero subito, con misure acconce da inserire nella manovra. Anche con la firma, ben leggibile, del ministro Tremonti.

 

 

Manovra. Berlusconi, se firmi, questo è un vero tradimento. Fai un …

www.europadellaliberta.it/…/manovra-berlusconi-se-firm… – Copia cache   21 giu 2010 – 25 Maggio 2010 riproposto in data 21 giugno 2010 Fonte: Comunicato Eulà Bossi è l’unico vincitore. Il federalismo è la via della …