Finmeccanica lascia Fiat avio e rimane in BCV. Nuovi ordini per l’Eurofighter

23 Dicembre 2012

Fonte: Finmeccanica

 

 

 Finmeccanica, proventi per 260 milioni di euro dall’operazione GE-Avio. Destinati alla riduzione del livello di indebitamento

 

Finmeccanica rende noto che la società Avio S.p.A., controllata al 100% da BCV Investments S.C.A. (BCV), a sua volta partecipata al 14,3% da Finmeccanica, ha ceduto a GE le attività afferenti alla propria divisione motori aeronautici. Il perfezionamento dell’operazione è sottoposto alle condizioni sospensive antitrust e regolamentari. 
Al closing dell’operazione, Finmeccanica incasserà circa 260 milioni di euro, destinati alla riduzione del livello di indebitamento del Gruppo. 
Il prezzo di vendita consente a Finmeccanica di valorizzare al doppio del valore di acquisto l’investimento effettuato in Avio S.p.A. nel 2006. 
Inoltre Finmeccanica resterà azionista al 14,3% di BCV, controllante al 100% di Avio S.p.A., insieme al socio di maggioranza Cinven. Al termine dell’operazione, Avio S.p.A. conterrà le sole attività nel settore dello spazio non acquisite da GE. Nel 2011, tali attività hanno generato ricavi per circa 300 milioni di euro, in particolare nel campo dei lanciatori spaziali tra i quali si ricordano Vega e Ariane 5. 
“L’operazione ha un’importante valenza finanziaria e industriale”, ha sottolineato Giuseppe Orsi, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica. “Da un lato, rappresenta una prima rilevante tappa nell’ambito del piano di dismissioni annunciato; dall’altro, permette a Finmeccanica di valutare la propria presenza nelle attività spaziali di Avio S.p.A. e di assumere nel tempo le proprie determinazioni in merito”.

 

 

 

 

 

 

Finmeccanica, grande soddisfazione per nuovo ordine 12 Eurofighter dall’Oman

 

Finmeccanica, partner del consorzio Eurofighter attraverso Alenia Aermacchi, esprime grande soddisfazione per il nuovo ordine da 12 velivoli Eurofighter firmato dall’Oman, che diventa così il settimo cliente a livello globale del caccia europeo.
“L’ordine dell’Oman è un’ulteriore conferma del valore strategico dell’investimento di Finmeccanica nel programma Eurofighter e, in generale, dell’importanza crescente dei progetti europei nel settore dell’aerospazio e della difesa”, ha sottolineato Giuseppe Orsi, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo italiano. “Nella progettazione, sviluppo e produzione della piattaforma e nei sistemi avionici, le aziende Finmeccanica svolgono un ruolo chiave sia dal punto di vista tecnologico sia industriale. L’Eurofighter è un eccellente esempio di come la collaborazione europea possa contribuire al mantenimento e allo sviluppo di capacità avanzatissime per le industrie, garantendo che gli investimenti fatti dai governi vengano utilizzati al meglio, all’interno dei quattro paesi partner del progetto, per contribuire alla crescita di un comparto industriale strategico”.
L’Eurofighter è un’iniziativa fondamentale per l’industria aeronautica italiana e per le aziende del Gruppo Finmeccanica, la cui partecipazione complessiva al programma è pari al 36%, grazie alle attività svolte anche su scala internazionale nello sviluppo e nella produzione del velivolo.
Alenia Aermacchi è il leader nazionale nel programma ed è responsabile della costruzione dell’ala sinistra, della fusoliera posteriore insieme a BAE Systems e dell’integrazione dei sistemi di armamento e navigazione e del sistema propulsivo. Inoltre, Alenia Aermacchi è responsabile dell’assemblaggio finale di tutti i velivoli per l’Aeronautica Militare Italiana e di quelli dei clienti export dei paesi di competenza. Giuseppe Giordo, Amministratore Delegato di Alenia Aermacchi, ha commentato: “Con sette clienti, 719 velivoli sotto contratto, 571 in ordine fermo, oltre 340 consegnati, l’Eurofighter si conferma il più diffuso e avanzato velivolo da difesa disponibile sul mercato mondiale. Questo nuovo ordine è una eccellente notizia per i nostri stabilimenti di Torino, Foggia, Nola e Venegono, attivi nella produzione di componenti dell’Eurofighter. Alenia Aermacchi, con il suo 19%, ha un ruolo importante nel programma e ogni nuova commessa per il caccia europeo ha un impatto importante sulle nostre attività. L’ordine dell’Oman avrà un effetto positivo anche su altre campagne in Medio Oriente che stiamo conducendo e che speriamo di poter concludere con successo per poter proseguire la produzione del caccia europeo ben oltre il 2017, quando si prevede la fine della produzione”.
La neo-costituita Selex ES, società che raggruppa le attività europee di Finmeccanica nell’elettronica per la difesa e la sicurezza, è a sua volta significativamente coinvolta sull’avionica e sui sistemi elettronici dell’aereo. Selex ES è, infatti, leader in tre consorzi: Euroradar, per la progettazione e la realizzazione del radar del velivolo, denominato Captor e del nuovo radar a scansione elettronica Captor-E, in corso di sviluppo; EuroDASS, per la progettazione e la realizzazione del sottosistema DASS (Difensive Aids Sub-System) destinato alla protezione del velivolo da minacce missilistiche a guida radar, laser o termica; EuroFirst, peril sistema passivo all’infrarosso Pirate. “Il contratto ha ricadute industriali e finanziarie molto importanti per Selex ES – ha spiegato il suo Amministratore Delegato, Fabrizio Giulianini – che attraverso le sue controllate in Italia e nel Regno Unito ha la responsabilità di circa il 60% degli apparati e dei sistemi avionici installati a bordo degli Eurofighter”.
In termini occupazionali, in Italia sono impiegate sull’Eurofighter circa 7.200 risorse uomo/anno, di elevata qualificazione tecnica, per le sole attività dirette interne ed esterne. Altre 4.800 risorse uomo/anno sono assorbite dalle attività indirette legate al programma. Va considerato, infine, che tali attività comportano un indotto per un valore equivalente alla somma delle attività dirette ed indirette.