I Proff per insegnare si dovranno abilitare in tribunale e dovranno abolire i libri di testo? Sotto la regia di un certo Cecconi?

27 Maggio 2013

Paola Sollenni

 

 

 

 

Giustizia e Scuola. A Latina, Liceo trasformato in succursale del tribunale

Come distruggere una scuola. Come distruggere la scuola. Quanto c’è da riderci su? – Piccola enciclopedia di un caso esemplare. Di un silenzio burocratico esemplare. Chi leggerà tutto, si chiederà:  << Dove viviamo? >>  – Ulteriore sentenza del giudice del lavoro.  Il Messaggero porta ancora alla ribalta  le “lodevoli” azioni di Gaspare Cecconi. – Il dirigente che per estroversa passione per il cromatismo, per incontrollata brama del potere o per chissà quale sconosciuta fisima firma i protocolli anche con penne verdi e con penne rosse. E non lesina richiami e censure. – In soli tre anni, Gaspare Cecconi, direttore didattico passato nel ruolo della dirigenza unica, che mai pare abbia insegnato nelle scuole secondarie, “destinato” a guidare un Liceo, porta al collasso l’Istituto e colleziona denunce.  –  Il caso più eclatante, quello contro un Professore ammalato di MCS, che ha ostacolato i suoi piani “didattici” tesi ad abolire i libri di testo da sostituite con dispense, ed è stato colpito in ogni modo sul piano della salute. Discriminazioni, taglio arbitrario dello stipendio, denuncia anche per diffamazione. –  Perché la Scuola, la comunità, lo Stato devono pagare i costi di tutto questo e non rivalersi? Cosa ha finora fatto la macchina della burocrazia, cosa i revisori di conti? Cosa farà la Corte dei Conti? Perché il MIUR ha dormito?

 
 
 
 
 
 
Ci risiamo. Il Messaggero di domenica, 26 maggio 2013 ha pubblicato  la notizia relativa all’ordinanza del Giudice del Lavoro  del Tribunale di Latina, Dr. Corradino Diana, sul ricorso presentato dagli avvocati Annalisa Muzio e Gianluca Marchionne in  nome  del loro assistito, il Prof. Domenico Cambareri (medico di parte il Dr. Giuseppe Manciocchi).  Dopo quasi due anni, finalmente, un ricorso urgente è approdato alle conclusioni. Per fortuna che nel frattempo il docente, ammalato di Sensibilità Chimica Multipla, è stato posto a riposo con effetto immediato  dalla Commissione Medica Militare lo scorso mese di ottobre. Altrimenti,  c’è legittimamente chiedersi che fine avrebbe fatto.  Non voglio ascrivere al giudice in questione la responsabilità delle lungaggini quanto sottolineare come la macchina della giustizia sia particolarmente lenta anche in casi di urgenza, visto e considerato che i pochi giudici in organico sono oberati di una quantità notevole di pratiche e di processi.
Antefatti. Lo scorso anno, già due professoresse del Liceo hanno vinto il ricorso al Giudice del lavoro adito per le sanzioni disciplinari comminate dal predetto Cecconi. Sia Il Messaggero che le altre testate cartacee che on line hanno dato  notizia di tutto questo. Risulta, per quel po’ che si sa,  che altri processi  siano in fase di istruzione o siano stati già avviati, compreso un ricorso avanzato da una docente precaria in quanto il Cecconi attribuì la cattedra (guarda caso … quella relativa alle rinnovate malattie del Cambareri,  pare strettamente legate a quanto era costretto a subire …) a un semplice laureato, cioè a un non abilitato e non attinse alla graduatoria dei docenti abilitati. Alla fine, suo malgrado, il Cecconi dovette revocare, dopo diversi mesi, la supplenza concessa secondo procedure non regolari. Si parla di casi antecedenti legati a questo preciso contesto.
Chi non conosce il Cecconi a Latina? Non sappiamo nulla della vita pregressa di questa persona, prima del suo arrivo al Liceo Grassi. Né ci importa conoscerla. Sappiamo però che il Cecconi si è fatto conoscere da tutta la popolazione, in via potenziale, per avere fatto affiggere, come campagna “pubblicitaria” del Liceo Grassi di Latina per più di un anno scolastico, una certa quantità di manifesti al fine di rendere attraente e appetibile l’iscrizione di nuovi alunni. Cosa rimasta unica nel panorama cittadino e forse nazionale.
Invece, cosa ha conseguito il Liceo Gassi con l’arrivo del Cecconi e con la sistematica promozione delle sue idee e dei suoi progetti anche se in contrasto con gran parte del corpo docente, unico titolato in  materia di scelta didattica, e con le estreme perplessità di non pochi genitori? Il crollo verticale delle nuove iscrizioni alle classi prime. Solo nel corrente anno scolastico il Liceo, Istituto di rinomanza regionale, ha recuperato alla grande le iscrizioni alla classe prima, anno in cui è arrivata una nuova dirigente e il Cecconi è stato posto in pensione.
Chi non conosce il Cecconi?  Questo dirigente si è reso protagonista di ripetute uscite sulla stampa in merito all’anzidetto progetto teso ad abolire i libri di testo e a sostituirli con delle dispense. La stampa locale gli ha concesso spazio, e ancora una testata, Latina Oggi, gliene concede. Ha avviato, secondo procedure che paiono non lineari, anche rapporti in cui ha coinvolto il Liceo da lui “guidato” e legalmente rappresentato ed ha organizzato contatti e poi un meeting a Latina con dei docenti di un istituto professionale o industriale di Brindisi.
Chi non conosce il Cecconi? Quando esplode il caso dell’alunna ipovedente del Majorana, il Cecconi interviene con pesanti dichiarazioni contro la dirigente dell’Istituto. Non risulta a livello pubblico che il Cecconi sia mai stato soggetto a reprimenda ministeriale, sanzionato, allontanato o cacciato via per avere esposto in maniera così plateale e arbitraria  l’Istituzione Scuola e un’altra dirigente, senza dimostrare il minimo di cautela, di dubbio e di ritegno. Pare invece che la dirigente del Liceo Majorana sia stata completamente “prosciolta” dalle accuse.
I risvolti sul caso dell’alunna ipovedente?  Il Cecconi accoglie lei e la sua cagnetta  sembra priva della prescritta  patente …  in fuga dal Liceo Majorana,   al Liceo Grassi e l’assegna in una  quinta dove aveva insegnato già, guarda caso, il prof. Cambareri. Non pare che il dirigente abbia chiesto dapprima lo straccio di un semplice parere al Consiglio di Classe e agli alunni o che abbia chiesto di conoscere in via preliminare per iscritto agli alunni, e alle loro famiglie,  ai docenti se qualcuno fosse affetto da allergie relative alla presenza di un cane nell’aula (affetto a parte da me nutrito per cani, gatti e tanti altri animali).
 
ECCO COME DISTRUGGERE UN DOCENTE
Cosa ha fatto il Cecconi a Cambareri?  Neppure è finito il primo anno dal suo arrivo, che il Cecconi “rompe” con il Cambareri. Il motivo è stato già detto. E’ da rintracciare nel fatto che il professore non demorde nell’esprimere aperto dissenso e nell’appoggiare i docenti che intendono opporsi all’abolizione dei libri di testo. Collateralmente, ma in via inseparabile, ciò viene a coinvolgere anche gli aspetti relazionali del Cecconi anche con altri docenti, in misura molto pesante. Da qui, il Cecconi (anche in funzione della discrezionalità dirigenziale nell’assegnare i luoghi di lavoro) assegna nuove aule al docente, revocando l’utilizzazione di quelle assegnategli con ottimale individuazione dalla precedente dirigente, la Prof.ssa Anna Lucia Senerchia, collocate in un corridoio  periferico e isolato rispetto al grande corpo centrale della struttura edilizia. E poi, tutto quanto il resto che il lettore oramai curioso più paziente troverà in quanto dettagliatamente segue, in riferimento all’ordinanza del Giudice.
L’ordinanza del Giudice. Fermo restando che è da attendere la pubblicazione del merito della sentenza del Giudice (entro il trenta del corrente mese, qualora non sia stata già depositata), e che la legge in proposito contempla la l’individuazione e la rimozione degli eventuali ostacoli frapposti al ricorrente, giusta l’ordinanza promulgata, si ravvisano nella sintetica narrazione  del magistrato aspetti che soggettivamente ma con forza si ritengono imprecisi se non frutto di errori materiali. Il mio parere è, per quanto a digiuno di materia e di procedure giuridiche, che se non ci fossero state queste increspature e contraddizioni o imprecisioni, l’ordinanza già da sé avrebbe potuto fare, come suole dirsi, giurisprudenza.
Ecco le argomentate  puntualizzazioni redatte dallo stesso Cambareri e precedute da una stringata sintesi. Esse possono risultare di utilità per chiunque, ad iniziare da persone affette da particolari patologie, da operatori nell’ambito delle’informazione, della giustizia, della salute, della scuola e della burocrazia, e suscitare una viva curiosità per ogni mente che rifugge dalle prevenzioni e che è aperta e attenta alle considerazioni.
SINTESI
Il Liceo ha assunto misure fortemente alterne e contraddittorie, lesive e soprattutto, nella loro reale portata, recrudescenti,  cronologicamente tardive e tecnicamente non adeguate e che perfino per lungo periodo di tempo hanno colpevolmente aggravato le condizioni di salute già molto precarie; misure fortemente alterne e contraddittorie conclusivamente confermate, nella coda cronologica, da quanto è avvenuto all’inizio dell’a.s. 2012 – 2013, quando la nuova dirigente, dr.ssa Loretta Tufo, retrodata lo stato delle cose  al primo anno terribile per il prof. Cambareri, assegnandogli, così come aveva fatto il Cecconi in precedenza, aule disperse nel grande complesso edilizio. Quando la dirigente apprende la realtà delle cosa dal Cambareri, gli comunica che quanto da lei stabilito era avvenuto in base a quanto le era stato comunicato dal direttore dei servizi amministrativi e dal consulente per la sicurezza, da lei interpellati, che le avevano assicurato che il problema era stato superato e non sussisteva. La nuova dirigente provvede quindi quasi a un mese dall’inizio delle lezioni, ad assegnare una sola aula al prof. Cambareri  (sul modello olandese) posta nel primo piano dell’ala nuova, aula in cui le classi raggiungono il docente per espletare le attività didattiche.
E’ perciò indubitabile e certo che la Scuola, durante la dirigenza del Cecconi, abbia aggravato in maniera duratura e colpevole le condizioni di salute del Prof. Cambareri, in quanto, in realtà, le misure adottate dal Cecconi  nell’a.s. 2011-2012 come preventive o come meno afflittive, ad eccezione del parzialmente rimosso pericolo costituito dal parcheggio delle motociclette e dal percorso esterno indicato, rispetto a quanto architettato nell’a.s. precedente, hanno messo in atto un  coordinato intreccio di condizioni interagenti che qui riepiloghiamo:
– tutte le prime ore di lezione;
– percorso interno sempre in zone interne a media – alta frequenza di  passaggi di persone e quindi ad elevati picchi di persistenza dei prodotti di contaminazione ambientale dispersi, pericolosi per un ammalato di MCS ;
– nessun ricovero approntato  per le ore di non attività didattica ed esposizione alle intemperie meteo e alle contaminazioni ambientali, lasciando l’ammalato in balìa delle condizioni più diverse;
– nessuna comunicazione data al corpo docente, al personale amministrativo, ai genitori e agli alunni per indicare il minimo delle norme di precauzione prudenza e prevenzione per stare a contatto, negli ambienti frequentati dall’ammalato in riferimento ai prodotti estetici e d’igiene familiare (detersivi profumati e anche pericolosi); – nessuna comunicazione fornita agli alunni ai genitori e ai docenti sul materiale scrittorio e sulle lavagne da non utilizzare; nessuna disposizione sulla collocazione di cattedre e lavagne per il contenimento in ambiente chiuso di fattori inquinanti addizionali;
– aule non esposte al sole durante il calendario autunnale e invernale, che occupa gran parte dell’a.s., e collocate: – davanti a un corridoio laterale ad alta frequenza di passaggi in tutte le ore e collocate (quelle al primo piano) davanti ai servizi igienici dei docenti, davanti alla tromba delle scale, poste al di sopra (non direttamente) del giardinetto interno sottoposto a frequente manutenzione di taglio d’erba nei mesi primaverili, nei corridoi dove sono siti le aule di informatica e di disegno; non fornite di adeguate tende;
– obbligo di recarsi in un servizio igienico promiscuo che, seppur trattato con prodotti specifici,  era quasi sempre saturo di fragranze chimiche per l’estetica;
– nessuna indicazione sul trattamento igienico di ambienti di sicura o possibile frequentazione dell’ammalato: biblioteca, uffici di segreteria (del personale e della didattica) ufficio dei collaboratori del dirigente e del dirigente stesso).
 
PRECISAZIONI ARTICOLATE
– la macchina a vapore acquistata per lavare i pavimenti, non  risulta che sia stata acquistata in funzione delle esigenze di salute del Cambareri; essa è stata acquistata diversi anni prima dell’arrivo del dirigente Gaspare Cecconi, forse sotto la dirigenza del Prof.  Achille Campagna: è stata e viene utilizzata solo per l’impiego al piano terra e a volte dei corridoi centrali dei piani superiori, non nei corridoi dove erano collocate le aule del ricorrente e non nelle aule; soprattutto, la macchina veniva utilizzata con l’impiego di varechina e di altre sostanze chimiche non  a basso impatto. L’utilizzazione dei prodotti di pulizia a basso impatto chimico ha riguardato negli ultimi  sette anni solo le aule di insegnamento e pochissimi altri spazi e non gli androni e le scale di accesso, gli uffici, etc., e nei primi anni i prodotti erano forniti direttamente dal nostro assistito. Su tutto ciò tutto il personale ausiliario (bidelli) in servizio nell’ultimo decennio, ad eccezione di taluni ausiliari (bidelli) arrivati con il trasferimento al Grassi dell’attuale direttore dei servizi generali  e amministrativi (designazione della figura del “segretario”) compresi i bidelli trasferitisi in altra scuola, potrà ampiamente testimoniarlo. Si ricorda che per due volte sono stati convocati i testimoni della parte ricorrente ma che non sono stati ascoltati.
non risulta che sia stata mai assunta la decisione o comunicata dal Cecconi al prof. Cambareri e/o ai Consigli di Classe coinvolti e agli alunni di disporre i banchi a ferro di cavallo: le disposizioni dei banchi sono state sempre tradizionali e in parziale ottemperanza dei criteri indicati dalla normativa sulla sicurezza, in relazione alle reali dimensioni delle aule e agli spazi occupati da banchi e sedie; inoltre, questa misura è affatto inidonea ad ogni prevenzione del pericolo, per non dire aleatoria;
la disposizione formale di fare entrare nell’area destinata al parcheggio sotto lo spazio antistante le aule su Via S. Agostino, le motociclette a motore spento non è mai, mai stata fatta attuare, durante i primi due anni di dirigenza del Cecconi: è un fatto di generalissima conoscenza e la realtà effettuale può essere abbondantemente dimostrata in sede legale. A comprova di ciò, è stata già fornita ampia documentazione filmica e fotografica relativa a giorni, mesi e anni differenti. Il numero dei testimoni potrebbe essere sterminato.Migliaia di persone costituite innanzitutto dagli alunni e dai loro familiari. Questa verità conclamata non può non essere anche verità in un’aula di giustizia. Anche durante il terzo e ultimo anno della dirigenza del Cecconi, 2011 – 2012,  quando questi ha fatto spostare l’area di parcheggio nello spazio retrostante, gli alunni hanno continuato a condurre  le motociclette sempre a motore acceso, sia in entrata che in uscita.
– la condizione di generale ubiquità  della presenza di molti  inquinanti chimici nell’aria non ci pare che sfugga alla logica conseguenza che di essi non può che aumentare sia proporzionalmente sia  soprattutto esponenzialmente la quantità anche repentina in precisi ambienti  nel contesto di una corretta lettura topografica degli spazi della scuola e della loro destinazione e degli orari e delle modalità di fruizione: aule poste davanti al parcheggio delle motociclette, aule poste  nei corridoi dove più frequente e intenso è il passaggio di alunni docenti e personale di assistenza, aule poste davanti ai servizi igienici e vicino alle scale e ai laboratori d’informatica e di disegno, sala professori, biblioteca, uffici, bagni, aula magna e gli altri spazi comuni.
Ai livelli d’incidenza di tutto ciò, non era erano e non sono esposte le aule del primo piano dell’ala nuova,  ala isolata  costituita da quattro aule (particolare rilevante ed esemplificativo del problema: esattamente quante sono quelle che erano da assegnare al docente), ala con una sola tromba di scale fornita di porta di sicurezza e un solo corridoio, con servizi igienici utilizzati da pochi alunni (solo delle quattro classi) e un WC piccolissimo per docenti maschi. Nulla di meglio di questa collocazione, sapientemente individuata dalla dirigente prof.ssa Senerchia.
A questo punto, sembra doveroso, ai fini della massima chiarificazione possibile, indicare quanto fatto dall’Istituzione scolastica scandendolo in riferimento al dato cronologico e a chi in realtà ha gestito la conduzione dirigenziale del Liceo in questi anni di riferimento:
per i tre anni antecedenti e fino all’anno scolastico 2008- 2009, la Prof.ssa Senerchia,
quindi, per il triennio 2009- 2012, il  Cecconi,
quindi in ultimo, a.s. 2012 -2013,  la Dr.ssa Loretta Tufo.
Le vicende a cui mi rifersco afferiscono esclusivamente all’esercizio dell’attività dirigenziale della Scuola da parte di Gaspare Cecconi e dunque al triennio 2009 -2012, giacché l’avere adito il sig. Giudice del Lavoro concerne proprio il secondo anno della gestione del legale rappresentante del Liceo; cosa che nelle more dello svolgimento processuale ha coinvolto il successivo e ultimo anno scolastico 2011 -2 012;
 Il Prof. Cambareri ha insegnato per quasi tre decenni nel Liceo Grassi, ha ricoperto altruisticamente anche il ruolo di fiduciario interno per la sicurezza per diversi anni, conosce i difetti e i particolari delle aule ed ha riscontrato concretamente una sua minore esposizione alla presenza massiva degli inquinanti in questa piccola ala collocata in un margine secondario e isolato del grande complesso edilizio, non ultimo perché non aveva quasi più da deambulare; inoltre,è da rilevare che è stato sempre docente estremamente apprezzato per la sua serietà e rettitudine deontologica, il suo equilibrio e il suo altruismo; è stato giornalista e analista di politica estera e di difesa ed è intellettuale e filosofo stimato.
TECNICA PER DISTRUGGERE UN DOCENTE AMMALATO
– l’articolazione reale  e delle susseguenti possibili, ulteriori opzioni e determinazioni non è stata su due alterne condizioni ma su tre che qui riassumiamo in riferimento a quanto non ha fatto o meglio avrebbe fatto capziosamente il dirigente Cecconi per colpire il nostro assistito:                            
– 1.  all’arrivo del dirigente Cecconi, nell’anno scolastico 2009 -2010, il professore esercita la sua attività docente nelle aule poste al primo piano dell’ala nuova, come fissato in precedenza dalla dirigente uscente, Prof.ssa Anna Lucia Senerchia, a salvaguardia delle sue condizioni di salute;                                                                          
– 2. l’anno scolastico successivo, 2010-2011, il nuovo dirigente ordina un nuovo assetto delle aule, distribuendole dal piano terra al secondo piano secondo una progressione verticale: classi prime, classi seconde, classi terze etc…                      
In via del tutto marginale, ciò, per quanto attiene alla discrezionalità del potere dirigenziale, è espressione di una quasi uniforme linea assunta da dirigenti scolastici provenienti dalle scuole elementari, imponendo la fine di una consona scelta e prassi organizzativo-pedagogica “universale”  e storica a livello nazionale dell’articolazione della distribuzione per singoli corsi (per inciso, questo cambiamento voluto in generale da questi ex direttori didattici e in questo caso dal Cecconi, ha generato e genera condizioni di minore controllo e gestibilità in scuole ed istituti di grandi dimensioni e di elevato numero degli alunni per lo spostamento pressoché generalizzato dei docenti al termine di ogni ora di lezione, e anche in riferimento agli aspetti socio-pscologici di ragazzi e di giovani che non possono rientrare negli schemi di chi ha operato soltanto ed opera nelle scuole del ciclo primario).                                                                                                                     
2010 – 2011. Questo è dunque  l’anno terribile per Cambareri, giacché il Cecconi, revocando l’ottimale assegnazione delle precedenti aule, gli assegna ben due classi al secondo piano poste su via S. Agostino, al di sopra del parcheggio delle motociclette e una delle quali davanti ai gabinetti degli alunni; un’altra classe sempre al secondo piano collocata diametralmente all’opposto su un corridoio in cui sono ubicati laboratorio informatico e aula di disegno, e posta davanti ai servizi igienici dei docenti; un’ulteriore classe al primo piano dell’ala nuova, costringendolo dunque a peregrinare spesso per raggiungere le diverse aule e a svolgere l’attività didattica in esse obbligandolo – in termini oggettivi che ci paiono inoppugnabili – ad un’esposizione continua e maggiore agli inquinanti dispersi nell’ambiente scolastico. Tre di queste aule erano soggette a infiltrazioni d’aria in più punti  (l’intervento, non risolutore, di tecnici della Provincia è stato fatto dietro diretta sollecitazione urgente scritta del Cambareri, di cui esistono i protocolli).                                                              
Questo è l’anno terribile in cui il dirigente ignora e rigetta le reiterate richieste del professore documentate da specifiche certificazioni mediche (già all’inizio della vicenda, con un  primo protocollo di risposta ai suoi legali, denegava perfino la sussistenza della patologia “forzando” patentemente i contenuti del verbale della Commissione medica di verifica nazionale)  e da tutto il corredo antecedente e ulteriore, assume due sanzioni disciplinari nei suoi confronti e, con spavalda irrisione,  lo invita a non recargli più disturbo (le “querule” richieste …, così recita un protocollo del dirigente): condizione oggettiva di irrisione e di discriminazione nonostante la certificazione medico-legale del Policlinico Umberto I – Università di Roma, a firma del prof. Giuseppe Genovesi (pare il maggiore esperto italiano nella conoscenza  e nella cura della Iper  Sensibilità Chimica Multipla) da cui risultava, a far data dal luglio 2010,  conclamata la cerebropatia neurotossica, a conferma della gravità delle sue condizioni: le condizioni di salute  si aggravano e decadono rapidamente. E’ costretto per mesi a casa per grave patologia. Inoltre, il dirigente procede nel coinvolgere il Medico competente, così come espressamente indicato dalla Commissione medica di verifica provinciale, solo dopo l’espressa, ultimativa sollecitazione fatta dal nostro assistito, ancora in malattia, a mezzo di raccomandata a.r.. 
Dopo un prolungato periodo di malattia, quando il Cambareri rientra in sevizio, trova operai che lavorano in più parti all’interno dell’edificio e materiale edile di natura chimica depositato nel corridoio, poco più avanti di due aule d’insegnamento (è stata presentata documentazione fotografica): il dirigente non aveva comunicato nulla al Cambareri sulla maggiore pericolosità a cui lo esponeva né aveva provveduto a fargli assegnare altre aule. Inoltre, erano ancora in corso le operazioni conclusive di pitturazione delle pareti in più punti del percorso obbligato, così come per gli altri lavori di cui sopra, e anche su questa condizione di oggettivo pericolo nulla aveva comunicato al Cambareri.  
L’ordine di servizio impartito successivamente, in piena estate, fine luglio 2011,  dal Cecconi  pare che sia servito in modo indubitabile a porre riparo a quanto da questi era stato fatto con  ciò che si configurerebbe come incontestabile accanimento al fine di pregiudicare le sue condizioni di salute in modo così scoperto: la stampa aveva riportato il caso e una senatrice di professione medico aveva richiesto quattro giorni prima un atto di sindacato ispettivo del Senato della Repubblica. Non pago, il Cecconi, nell’ordine di sevizio utilizza espressioni e indicazioni di luoghi in cui il docente non si deve recare in modo assolutamente generico “e ogni altro luogo … “, esplicitamente sbandierando l’adozione di sanzioni disciplinari e con ciò consumando a nostro parere atto di sicura intimidazione se non di minaccia. Dopo tutto questo, il Cecconi non si perita neppure di revocare la minacciosa e arbitraria censura che aveva comminato mesi prima, quando voleva imporre al Cambareri di entrare in Sala Professori, luogo ad alto tasso di pericolosità per la quasi costante saturazione di profumi, per ritirare e depositare il registro personale e successivamente, con detta ordinanza, esclusa con tassatività dallo stesso dirigente. Cogliamo altresì l’opportunità per sottolineare che quanto indicato dal Medico competente del Liceo, dr.ssa. Grandinetti, non è stato concretamente recepito e attuato dal Cecconi, in riferimento alle aule da assegnare al Cambareri.                               
– 3. Terzo anno scolastico del Cecconi nel Liceo Grassi, 2011 – 2012: il dirigente, a dimostrazione della sua “disponibilità”  e dell’adempimento dei suoi doveri d’ufficio, non pago di quanto si può configurare come un insieme di angherie e di discriminazioni poste in essere contro il prof. Cambareri, gli assegna in maniera a dir poco scandalosa un orario di lezioni con l’ingresso in tutte le prime ore (nella preparazione dell’articolazione dell’orario di servizio, si considera preliminarmente: docenti con più sedi di sevizio, docenti che presentano motivi di salute, docenti con anzianità di servizio: il Cambareri risponde perfettamente al secondo e al terzo requisito: grave malattia e docente decano sia del dipartimento di Filosofia che del Liceo!). Inoltre, con estrema capziosità, gli assegna due classi su di un piano e due su di un altro piano che, per quanto collocate sullo stesso asse, lo obbligano a salire e scendere in mezzo a tante persone più volte al dì e alla settimana e perciò ad esporsi a condizioni di esponenziale pericolosità. Questa particolare misura sommata all’orario delle lezioni può forse dare l’idea di quanto il Cecconi abbia posto in essere a danno del lavoratore?
Non basta. Le aule sono collocate accanto alla tromba delle scale, e due davanti ai servizi igienici dei docenti (altri profumi): i corridoi  in cui esse sono poste hanno un quasi incessante andarivieni anche perche vi sono posti i laboratori di informatica e di disegno; esse hanno inesistente esposizione al sole nell’orario autunnale – invernale (condizioni meteo che incidono direttamente e in maniera repentina su di un affetto di MCS per gli ulteriori, rilevanti risvolti medici a livello di umore, muscolo-scheletrico, di sinusite cronica etc.). Le condizioni di salute del nostro assistito precipitano totalmente e torna in un prolungato stato di malattia che lo costringe a condurre  una vita assolutamente salvaguardata.
E ancora: gli impone, per iscritto, di utilizzare esclusivamente i servizi igienici per prof/prof.sse posti davanti all’aula: servizi igienici che, anche se trattati con prodotti a basso impatto chimico, sono utilizzati da persone a cui non è stata comunicata alcuna circolare per non consentire l’uso di  prodotti estetici a forte fragranza. Una vera trappola? Come e perché  si arriva ad escogitare tutto questo? Il docente non adempirà all’ordine di sevizio, salvo rari casi, e si recherà regolarmente nel bagnetto dell’oramai fatidica ala separata, posto a una dozzina di metri di distanza. Servizio in cui provvederà, quando riprenderà servizio, anche al cambio dei propri indumenti.
la realizzazione di un piccolo box esterno dove fare sostare il Cambareri durante le ore di non impegno didattico nelle aule riguardava esclusivamente una parte della loggetta, appunto  uno spazio semi-esterno al perimetro dell’edificio e all’uscita della porta di sicurezza da cui sarebbe avvenuto e avverrebbe il deflusso delle persone in caso di pericolo e non già all’interno della scala stessa e non già al’interno dell’edificio. Nulla ostava e nulla osta al regolare deflusso dall’edificio e all’adunanza nel previsto punto di raccolta per la grande abbondanza di spazio. In alternativa, si è preferito abbandonare in questi anni l’ammalato totalmente alle esposizioni delle intemperie invernali ed estive, alla polvere all’umidità alla pioggia al freddo al vento e al caldo, ai profumi (il lato interno e il lato esterno della scala C sono punti di notevole inquinamento di profumi per il continuo transito di personale non docente, docenti, alunni, genitori e persone esterne che si recano negli uffici di segreteria) e al fumo delle sigarette (lo spazio antistante l’ingresso dalla porta di sicurezza C è luogo di sosta di fumatori).  Nel merito, una volta, il Cecconi, al termine di una sua esplosiva intimidazione al Cambareri su cui esistono specifiche testimonianze e il protocollo del nostro assistito, ebbe a dirgli, a tu per tu, esclamando con ira e con disprezzo e indicandogli con il dito lo spazio esterno alla scala C: << Lì, deve stare lì! >>. Non dimentichiamo che la persona, per la sua oramai nota e per noi acquisita azione comportamentale, aveva in precedenza scritto sul registro delle circolari, in riferimento un altro caso di conflitto: << Fosse anche per piacere … >> .
Infine, ultima clamorosa chicca. Il dirigente, quasi al termine dell’ultimo lungo periodo di malattia  a cui è costretto (ha costretto?) il docente, gli comunica per iscritto che la sua malattia non risponde ai requisiti della grave patologia e, senza trasmettere richiesta alla competente Autorità Medica di grado superiore, “cestina” le diagnosi del medico curante, trasforma i periodi di malattia particolare in malattia ordinaria, procede a fare attuare tecnicamente dal MEF trattenute stipendiali in media del 33% per un anno. Adesso lo tiene definitivamente per a gola. Al professore rimangono solo una quarantina di giorni di malattia ordinaria, dopodiché sarà possibile il licenziamento.
In futuro, di ulteriori aspetti si apprenderà dalla stampa. Per intanto, informo che la Procura della Repubblica di Roma, coinvolta perché nella capitale era stato aperto il plico del Cambareri che richiedeva al Direttore Scolastico Regionale, Dr.ssa Novelli, visita ispettiva per il Cecconi, ha richiesto l’archiviazione della denuncia di diffamazione intentata dall’ex direttore didattico grande esperto di didattica contro il Prof. del Grassi (avvocati di parte: Giulio Simeone del foro di Roma e Alessandro Paletta del foro di Latina).