Nuove dall’Osservatorio sul rispetto dei diritti fondamentali in Europa

15 Gennaio 2015

Fonte: Fondazione Basso

 

 

 

 

 

 

 

OSSERVATORIO SUL RISPETTO DEI DIRITTI FONDAMENTALI IN EUROPA

 Newsletter n. 48

 15 gennaio 2015

Aggiornamento sulla giurisprudenza e sugli atti rilevanti per la protezione dei diritti fondamentali inseriti nel sito www.europeanrights.eu

Quanto agli atti dell’Unione europea abbiamo inserito:
  • la Risoluzione del Parlamento europeo del 17.12.2014 sul riconoscimento dello Stato di Palestina;
  • la Risoluzione del Parlamento europeo del 27.11.2014 sul 25° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.
Per il Consiglio d’Europa segnaliamo le seguenti risoluzioni e raccomandazioni:
dell’Assemblea parlamentare:
  • la Risoluzione 2027 del 18.11.2014, “Prevenire la violenza nei confronti delle donne concentrandosi sugli autori”;
  • la Risoluzione 2026 del 18.11.2014, “Alternative alla sistemazione di sfollati e rifugiati in centri collettivi non conformi alle norme”;
  • la Risoluzione 2025 e la Raccomandazione 2059 del 18.11.2014, “La risistemazione dei rifugiati: promuovere una maggiore solidarietà”;
  • la Risoluzione 2024 e la Raccomandazione 2058 del 18.11.2014, “L’esclusione sociale: un pericolo per le democrazie europee”;
  • la Risoluzione 2023 del 18.11.2014, “Misurare e migliorare il benessere dei cittadini europei”;
  • la Risoluzione 2022 e la Raccomandazione 2057 del 18.11.2014, “Provvedimenti miranti a prevenire l’abuso della Convenzione sul trasferimento delle persone condannate” (STCE n.112).
Per la Corte di giustizia abbiamo inseritole sentenze:
  • 18.12.2014, C-562/13, Centre public d’action sociale d’Ottignies-Louvain-la-Neuve c. Moussa Abdida, sulle garanzie spettanti ad un cittadino di un paese terzo affetto da una grave malattia che soggiorna irregolarmente in uno Stato membro ed è in attesa di rimpatrio;
  • 18.12.2014, C-542/13,Mohamed M’Bodj, sull’assistenza sociale e l’assistenza sanitaria ad un cittadino di paese terzo autorizzato a soggiornare perché affetto da una malattia che comporta un rischio effettivo per la vita o l’integrità fisica o un rischio effettivo di trattamenti inumani o degradanti;
  • 18.12.2014, C-523/13, Walter Larcher, sulla previdenza sociale di lavoratori migranti e sul principio di non discriminazione;
  • 18.12.2014, C-364/13, International Stem Cell Corporation, sulla brevettabilità degli utilizzi di un organismo non in grado di svilupparsi in essere umano;
  • 18.12.2014, C-354/13, Fag og Arbejde (FOA), sulla parità di trattamento in materia di occupazione e sul divieto di discriminazione fondata sull’handicap;
  • 18.12.2014, C-202/13, McCarthy e a., sulla libera circolazione dei cittadini dell’UE e sul diritto d’ingresso di un familiare, cittadino di un paese terzo;
  • 11.12.2014, C-249/13, Khaled Boudjlida, sul diritto di un cittadino di un paese terzo, in soggiorno irregolare, di essere ascoltato;
  • 11.12.2014, C-212/13, František Ryneš, sul bilanciamento, in caso di videoregistrazione, tra la protezione dei dati personali e la protezione dei beni e della salute del soggetto che ha installato una videocamera di sorveglianza sulla propria abitazione;
  • 11.12.2014, C-113/13, Azienda sanitaria locale n. 5 «Spezzino», sul servizio di trasporto sanitario d’urgenza, la libera prestazione dei servizi ed i principi di parità di trattamento e di non discriminazione;
  • 9.12.2014, causa C-261/13 P, Schönberger c. Parlamento europeo, sul trattamento delle petizioni indirizzate al Parlamento europeo;
  • 02.12.2014, cause riunite C-148/13, C-149/13, C-150/13, A, B, C, sulle modalità in base alle quali le autorità nazionali possono valutare la credibilità dell’orientamento omosessuale dei richiedenti asilo;
  • 26.11.2014, cause riunite C-22/13, C-61/13, C-62/13, C-63/13, C-418/13, Mascolo, Forni, Racca, Comune di Napoli, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sulla protezione dei lavoratori e sul rinnovo illimitato dei contratti a tempo determinato nel settore della scuola in Italia;
  • 13.11.2014, C-416/13, Mario Vital Pérez, sul divieto di discriminazione in base all’età;
  • 11.11.2014, C-530/13, Schmitzer, sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro;
  • 11.11.2014, C-333/13, Elisabeta Dano e Florin Dano, sulla libera circolazione delle persone e sulla loro esclusione dalle prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo;
Segnaliamo inoltre il Parere 2/13 del 18.12.2014 sulla compatibilità con il diritto dell’UE del progetto di accordo di adesione dell’UE alla CEDU.
Per la Corte europea dei diritti umani segnaliamo le sentenze:
  • 11.12.2014, Hanzelkovi c. Repubblica Ceca (n. 43643/10), sull’obbligo per la madre e il figlio appena nato di tornare all’ospedale dopo il parto, che costituisce una violazione del rispetto alla vita privata e familiare e del diritto a un ricorso effettivo;
  • 4.12.2014, Ali Samatar e altri c. Francia (n. 17110/10 e 17301/10) e Hassan e altri c. Francia (n. 46695/10 e 54588/10), sul diritto alla libertà e alla sicurezza, considerato che il sistema giuridico francese in vigore all’epoca dei fatti non garantiva in maniera sufficiente il diritto dei ricorrenti alla libertà e alla possibilità di essere portati nel più breve tempo possibile dinanzi a un giudice;
  • 4.12.2014, Navalnyy e Yashin c. Russia (n. 76204/11), sulle sanzioni sproporzionate inflitte a militanti dell’opposizione russa per aver partecipato a una manifestazione spontanea;
  • 2.12.2014, Güler e Uğur c. Turchia (n. 31706/10 e 33088/10), sulla violazione del diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione;
  • 2.12.2014, Emel Boyraz c. Turchia (n. 61960/08), sul licenziamento di un agente di sicurezza motivato dal fatto che era una donna, ritenuto discriminatorio ai sensi della Convenzione;
  • 27.11.2014, Amirov c. Russia (n. 51857/13), secondo cui la Russia non avrebbe adempiuto all’obbligazione positiva di fornire cure indipendenti e adeguate alla situazione medica di un detenuto gravemente malato;
  • 25.11.2014, Vasilescu c. Belgio (n. 64682/12), con cui la Corte ha raccomandato al Belgio di adottare le misure necessarie a garantire alle persone private della libertà condizioni adeguate di detenzione;
  • 20.11.2014, Jaloud c. Paesi Bassi (n. 47708/08), secondo cui i Paesi Bassi non avrebbero indagato adeguatamente sull’uccisione di un civile in Iraq durante l’occupazione militare multinazionale del 2014;
  • 18.11.2014, Aras c. Turchia (n. 15065/07), sulla mancanza di una difesa legale effettiva e della presenza di un avvocato durante un interrogatorio;
  • 13.11.2014, Bodein c. Francia (n. 40014/10), secondo cui la condanna a pena perpetua, suscettibile di venire riesaminata dopo 26 anni, va considerata conforme agli articoli 3 e 6 della Convenzione;
  • 4.11.2014, Dvořáček c. Repubblica Ceca (n. 12927/13), in tema di trattamento medico “protettivo” durante l’internamento del ricorrente in un ospedale psichiatrico, che non avrebbe violato l’articolo 3 della Convenzione;
  • 4.11.2014, Braun c. Polonia (n. 30162/10), sulla condanna per diffamazione di uno storico per aver accusato un personaggio pubblico di essere implicato nei servizi segreti: le giurisdizioni polacche non avrebbero dovuto applicare norme più severe di quelle applicate ai giornalisti.
In ambito extraeuropeo abbiamo inserito:
  • la sentenza dell’United States District Court for the Western District of Pennsylvania del 16.12.2014, che ha definito incostituzionale l’Azione Esecutiva sull’immigrazione annunciata dal Presidente Obama, per violazione del principio di separazione dei poteri e della Take Care Clause di cui alla Costituzione degli Stati Uniti;
  • la sentenza della Corte Penale Internazionale dell’01.12.2014, causa The Prosecutor v. Thomas Lubanga Dyilo, che ha confermato la sentenza di condanna a 14 anni di reclusione imposta in primo grado all’imputato per il crimine di arruolamento di bambini-soldato e per il loro utilizzo attivo nelle ostilità;
  • le ordinanze dell’United States District Court Eastern District of Arkansas Western Division del 25.11.2014, dell’United States District Court for the Southern District of Mississippi Northern Division del 25.11.2014, dell’United States District Court for the District of Montana Great Falls Division del 19.11.2014, dell’United States District Court District of South Carolina Charleston Division del 12.11.2014, dell’United States District Court for the Southern District of West Virginia del 07.11.2014, dell’United States District Court for the District of Kansas del 04.11.2014, e della Missouri Circuit Court Twenty-Second Judicial Circuit del 05.11.2014, che hanno sancito l’illegittimità costituzionale delle disposizioni legislative dei rispettivi Stati che proibiscono il matrimonio tra persone dello stesso sesso;
  • la sentenza dell’High Court of Botswana del 13.11.2014, che ha accolto il ricorso promosso dall’associazione LEGABIBO (Lesbians, Gays and Bisexuals of Botswana) contro la decisione del Ministro del Lavoro e degli Affari Interni di negarne l’iscrizione nel registro delle associazioni, per violazione dei diritti all’uguaglianza di fronte alla legge, alla libertà di espressione e alla libertà di riunione e associazione;
  • la sentenza della Court of Appeal of the Republic of Singapore del 28.10.2014, che ha confermato la legittimità costituzionale della Sezione 377A del Codice Penale che punisce con la pena detentiva il compimento di atti sessuali da parte di due uomini;
  • le sentenze della Corte Interamericana dei Diritti Umani del 15.10.2014, causa Tarazona Arrieta y otros vs. Perú, sulla responsabilità dello Stato per la morte di due persone, ed il ferimento di una terza, cagionati da un membro dell’esercito nel corso di un pattugliamento; del 14.10.2014, causa Rochac Hernández y otros vs. El Salvador, che si pronuncia in merito alla sparizione forzata di minori nel corso del conflitto armato interno e alle gravi violazioni dei diritti umani ad essa connesse, sancendo la permanenza di una condizione di totale impunità per gli autori di tali violazioni; del 28.08.2014, causa Defensor de derechos umanos y otros vs. Guatemala, sulla condizione dei difensori dei diritti umani in Guatemala e l’inadeguatezza delle misure di protezione predisposte dallo Stato; e nuovamente del 28.08.2014, causa De personas dominicanas y haitianas expulsadas vs. República Dominicana, che ha condannato lo Stato in relazione alla detenzione illegale e alle espulsioni collettive di cittadini haitiani e dominicani di discendenza haitiana, per contrarietà alle disposizioni convenzionali ed alle procedure previste dalla normativa interna e poiché fondate su ragioni di carattere discriminatorio.
Per quanto riguarda le giurisprudenze nazionali meritano di essere segnalate:
  • Belgio: le sentenze della Cour Constitutionnelle n. 167/2014 del 13.11.2014, sulla compatibilità dell’articolo 31 delle leggi sul Consiglio di Stato, relativo alla revisione delle decisioni del Consiglio di Stato, con le disposizioni CEDU in materia di diritto a un ricorso effettivo; n. 165/2014 del 13.11.2014, che dispone un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia in merito alla compatibilità delle disposizioni della direttiva 2006/112/CE, relative all’assoggettamento ad IVA delle prestazioni rese dagli avvocati, con gli articoli 47 della Carta dei diritti UE, 6 della CEDU, 14 della CIDCP e 9 della Convenzione di Aarhus; n. 164/2014 del 06.11.2014, che sancisce l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2262bis, paragrafo 1(1), del Codice Civile, relativo ai termini di prescrizione delle azioni personali, applicato alla figura contrattuale della stipulazione per altri (stipulation pour autrui), richiamando la giurisprudenza della Corte di Strasburgo; e n. 163/2014 del 06.11.2014, sulla legittimità dei termini, di cui all’articolo 187, comma 2, del Codice di Procedura Penale, per proporre opposizione contro la sentenza di condanna emessa in contumacia, che richiama la giurisprudenza della Corte di Strasburgo;
  • Bosnia e Erzegovina: le sentenze dell’Ustavni sud (Corte costituzionale) del 25.09.2014, sull’asserita violazione dei diritti di cui agli articoli 3, 6 e 8 della CEDU, che applica una corposa giurisprudenza della Corte di Strasburgo; e del 24.09.2014, in tema di diritto a un ricorso effettivo e a un processo equo nell’ambito di una controversia lavoristica, che richiama le disposizioni CEDU e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo;
  • Francia:le sentenze della Cour de cassation n. 1323/2014 del 13.11.2014, che, nell’esaminare l’ammissibilità di un accertamento sull’origine genetica di una persona, richiama l’articolo 8 CEDU; n. 5851/2014 del 21.10.2014, che in materia di estradizione richiama l’articolo 6 CEDU; n. 5658/2014 del 15.10.2014, in tema di localizzazione tramite satellite, che richiama l’articolo 8 CEDU;
  • Germania: le sentenze del Bundesverfassungsgericht del 27.11.2014, sul caso di militari morti a bordo di navi militari, che accerta che vi sono state indagini appropriate per scoprire la causa dei decessi, e sulla tutela del diritto alla vita, che richiama la giurisprudenza della Corte di Strasburgo: la Corte ha respinto l’istanza di costituzionalità; e del 30.6.2014, che ritiene ammissibile, e non in violazione dell’articolo 6 CEDU, il rigetto di un appello anche senza pubblica udienza; la sentenza del Brandenburgisches Oberlandesgericht (Corte d’appello amministrativa del Brandeburgo) del 26.11.2014, in ordine alla richiesta d’asilo (accolta) di un profugo serbo, che esamina la direttiva 2013/32/UE ed anche i termini ivi utilizzati nelle versioni inglese e francese (nello specifico, “show” e “démontrer”); e la sentenza del Verwaltungsgericht Berlin (Tribunale amministrativo di Berlino) del 27.11.2014, che rigetta un’istanza di asilo, con ampi riferimenti alla normativa comunitaria in materia;
  • Gran Bretagna: le sentenze dell’United Kingdom Supreme Court del 17.12.2014, in tema di obiezione di coscienza del personale infermieristico di un reparto di ginecologia e diritto alla religione; e del 10.12.2014, in cui la Corte ritiene compatibile con il diritto alla libertà le norme nazionali inerenti l’ergastolo e le privazioni che ne conseguono per i detenuti; le sentenze dell’England and Wales High Court del 17.12.2014, sulla compatibilità dei nuovi contributi, che devono essere versati dai ricorrenti per le cause in materia di lavoro, con l’articolo 6 CEDU; del 15.12.2014, sui poteri che le corti hanno quando trattano casi di minori vittime di reati sessuali e la tutela del diritto alla vita privata e la libertà di espressione; e del 17.11.2014, in merito al diritto alla vita privata e la possibilità che le informazioni ottenute illegalmente dalla polizia vengano rivelate al General Medical Council laddove sia in corso una procedura ispettiva su di un professionista; la sentenza dell’England and Wales Court of Appeal del 15.12.2014, sulla compatibilità delle regole di accesso al legal aid e l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE;
  • Irlanda: le sentenze dell’High Court del 14.11.2014, sulla compatibilità del sistema irlandese di accoglienza dei richiedenti asilo e protezione sussidiaria (Direct Provision Scheme) con gli articoli 3 e 8 della CEDU e l’applicabilità, nel caso concreto, delle disposizioni della Carta dei diritti fondamentali UE, alla luce della giurisprudenza delle Corti di Strasburgo e Lussemburgo; dell’11.11.2014, sul diritto di soggiorno derivato di un cittadino extra-europeo, familiare di un cittadino dell’Unione residente in uno Stato Membro diverso da quello di cittadinanza, alla luce delle pronunce della Corte di giustizia; del 07.11.2014, sulla portata e lo status della Convenzione di Aarhus nell’ordinamento interno irlandese, con specifico riferimento alle disposizioni dell’articolo 9 (“Accesso alla giustizia”); dell’01.10.2014, che ha accolto il ricorso promosso da un cittadino nigeriano contro la decisione di rifiuto di concessione dello status di rifugiato e fondato su un rischio di persecuzione a causa dell’orientamento sessuale, anche alla luce dell’articolo 3 CEDU; del 10.09.2014, che, richiamando una corposa giurisprudenza della Corte di Strasburgo, ha disposto la consegna del ricorrente ai sensi di un mandato di arresto europeo, rigettando le eccezioni fondate su una possibile violazione dell’articolo 5 CEDU; e del 22.08.2014, sul trasferimento del richiedente asilo nello Stato Membro responsabile per l’esame della domanda, ai sensi del Regolamento Dublino II, alla luce dei principi sanciti dalla giurisprudenza delle Corti di Strasburgo e Lussemburgo;
  • Italia:la sentenza della Corte costituzionale n. 235/2014 del 16.10.2014, che, in tema di liquidazione del danno biologico per danni “micro-permanenti”, esclude la violazione del diritto dell’Unione e della CEDU; le sentenze della Corte di cassazione n. 25011/2014 del 25.11.2014, che, in materia di disabilità e di sostegno scolastico ai giovani portatori di handicap, richiama gli articoli 14, 20 e 21 della Carta dei diritti UE e la Convenzione di New York; n. 24221/2014 del 13.11.2014, che, in materia di retroattività della legge civile, ricostruisce l’orientamento della Corte di Strasburgo; n. 44895/2014 del 28.10.2014, in tema di lex mitior, che richiama l’orientamento della Corte di Strasburgo; n. 43453/2014 del 17.10.2014, che, in materia di risarcimento del danno da ingiusta detenzione, richiama l’articolo 5 CEDU e l’articolo 6 della Carta dei diritti UE e l’orientamento delle due Corti europee; e n. 42858/2014 del 14.10.2014, che, in materia di lex mitior, richiama l’orientamento della Corte di Strasburgo e la sentenza Scoppola; la sentenza della Corte di appello di Napoli del 7.10.2014, sugli scatti dovuti al personale precario della scuola, che richiama la giurisprudenza della Corte di giustizia; l’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale della Campania del 30.10.2014, che solleva questione di legittimità costituzionale della norma in base alla quale è stato dichiarato sospeso dalla carica il Sindaco di Napoli e che richiama gli articoli 6 e 13 della CEDU; l’ordinanza del Tribunale di Torino del 27.10.2014, di rinvio pregiudiziale, in tema di violazione del ne bis in idem, per violazione della CEDU e del diritto dell’Unione; la sentenza del Tribunale di Brindisi del 27.10.2014, in materia di ne bis in idem, che richiama l’orientamento della Corte di Strasburgo; la sentenza del Tribunale di Roma del 14.10.2014, che, in tema di licenziamento discriminatorio, richiama la giurisprudenza della Corte di giustizia; l’ordinanza del Tribunale di Bologna dell’8.10.2014, che, in relazione alla violazione dell’articolo 3 CEDU riguardo il sovraffollamento carcerario, riduce la pena di un certo numero di giorni; la sentenza del Tribunale di Varese dell’8.10.2014, che, in caso di surrogazione di maternità, ritiene non punibili le dichiarazioni false rese dai genitori circa il loro status e la nascita del figlio, alla luce della giurisprudenza della CEDU; l’ordinanza del Tribunale di Livorno del 15.9.2014, che solleva questione di legittimità costituzionale di una norma nella parte in cui non include il convivente more uxoriotra i soggetti beneficiari dei permessi di assistenza al portatore di handicap in situazione di gravità, richiamando l’orientamento delle due Corti europee; l’ordinanza del Tribunale per i minorenni di Bologna del 6.11.2014, che solleva questione di legittimità costituzionale delle norme che impediscono l’adozione da parte di una coppia gay sposata all’estero, richiamando l’orientamento della Corte di Strasburgo; l’ordinanza della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia del 23.9.2014, che solleva questione di legittimità costituzionale di alcune norme tributarie per contrasto con la CEDU sotto il profilo della violazione del principio del giusto processo;
  • Lituania: la sentenza della Konstitucinis Teismas (Corte costituzionale) dell’08.10.2014, sulla legittimità costituzionale dell’articolo 2, paragrafo 1, della Legge sul ripristino dei diritti di proprietà (Law on the restoration of the rights of ownership of citizens to the existing real property), con specifico riguardo all’ipotesi di successione legittima, che richiama la giurisprudenza della Corte di Strasburgo;
  • Repubblica Ceca: la sentenza dell’Ústavní soud (Corte costituzionale) del 26.05.2014, in materia di custodia parentale, che ha annullato le sentenze delle corti di grado inferiore per violazione, fra gli altri, dell’articolo 8 CEDU, richiamando i principi e i criteri decisionali sanciti dalla giurisprudenza interna e della Corte di Strasburgo;
  • Spagna: le sentenze del Tribunal Constitucional n. 165/2014 dell’08.10.2014, sul valore probatorio delle dichiarazioni auto-incriminanti rese agli organi di polizia nella fase antecedente al procedimento penale, che richiama la giurisprudenza della Corte di Strasburgo; e n. 145/2014 del 22.09.2014, sulla mancanza di previsione legale riguardo all’ipotesi di intercettazione delle conversazioni dell’imputato con altri detenuti nel corso del fermo di polizia e la violazione del segreto delle comunicazioni, che applica la giurisprudenza della Corte di Strasburgo.
Quanto ai commenti, abbiamo inseritoi seguenti testi:
Articoli:
Giacinto Bisogni “Il diritto e la scienza nell’epoca del biodiritto”
Giovanni Orlandini “I diritti fondamentali dei lavoratori nella giurisprudenza della Corte di giustizia”
Armando Spataro “Il Senato USA svela la verità su renditions e torture, ora tocca all’Europa”
Note e commenti:
Linda D’Ancona “Trasformazione autoritativa del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno: per la Corte di Giustizia la legge italiana non è fonte di discriminazione”
Paolo Coppola “Breve commento alla sentenza Mascolo della Corte di giustizia dell’Unione europea”
Vincenzo De Michele “L’interpretazione autentica della sentenza Mascolo-Fiamingo della Corte di giustizia UE sulla tutela “energica” del lavoro flessibile alle dipendenze di datori di lavoro pubblici e privati”
Macarena Hernández BejaranoEl período de prueba del contrato de apoyo a los emprendedores: un ejemplo de vulneración de la Carta Social Europea
Sergio Galleano “La sentenza Mascolo sulla scuola rischia di avere effetti clamorosi per ilprecariato degli altri enti pubblici”
Suzan Lewis et al.Maternity Protection in SMEs: An international review
Alberto Marcheselli “Diritti fondamentali CEDU e “giudici tributari sotto al trono”: una storica questione di legittimità costituzionale”
Martin Myant e Agnieszka PiasnaWhy have some countries become more unemployed than others? An investigation of changes in unemployment in EU member states since 2008
Guido Savio “Riconoscimento dello status di rifugiato a cittadino nigeriano per ragioni di orientamento sessuale”
Adrián Todolí SignesLa retribución por vacaciones en los Convenios Internacionales de la OIT: El caso de España y Brasil
Elisabetta Tarquini “Il divieto di discriminazione per età come principio generale di diritto dell’Unione: una fattispecie di efficacia diretta nei rapporti tra privati”
Oscar Zavala GamboaEl poder del empleador como elemento distintivo de la relación laboral
Relazioni:
Luisa Torchia “Il potere sanzionatorio della Consob dinanzi alle corti europee e nazionali”
Lucia Tria “Tutela dei diritti fondamentali: alla ricerca della massima espansione delle garanzie tra diritto interno, fonti sovranazionali e/o internazionali. Tecniche di interrelazione”
Lucia Tria “Il divieto di discriminazione tra Corte di Strasburgo e Corti interne”
Documenti:
Fundación 1º de MayoDiagnóstico y reflexiones sobre la precariedad en España
Il rapporto Oxfam dell’ottobre 2014 “Even it up: Time to end extreme inequality
Il rapporto del Senato Usa sulle torture della Cia, del 3 dicembre 2014
Segnaliamo infine che in “Novità slsg” sono pubblicati i seguenti articoli di commento al parere 2/13 del 18.12.2014 della Corte di Giustizia:
Jean Paul Jacqué “Non à l’adhésion à la Convention européenne des droits de l’homme?
 
Henri Labayle “La guerre des juges n’aura pas lieu. Tant mieux? Libres propos sur l’avis 2/13 de la Cour de justice relatif à l’adhésion de l’Union à la CEDH
 
Steve Peers “The CJEU and the EU’s accession to the ECHR: a clear and present danger to human rights protection
 
Lucia Serena Rossi “Il Parere 2/13 della CGUE sull’adesione dell’UE alla CEDU: scontro fra Corti?