Palazzi romani. Gino Coppedè: quando l’architettura ricrea leggende e simboli

08 Dicembre 2016

Fonte: ConsulPress

Marilù Giannone

 

 

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“Coppedè Esoterico”

 …. QUASI UN   “QUARTIERE  TEMPLARE“

NELLA LIBRERIA “PAGINA 272″,

nell’omonimo n. civico di via Salaria in Roma, lunedì 5 dicembre nel pomeriggio è stato presentato un insolito volume su uno dei più particolari quartieri di Roma, il quartiere Coppedè. Qualche raro volumetto, una sorta di guida turistica, non rendeva appieno il valore ed il fascino arcano di questo angolo della capitale d’Italia, che si presenta invece ora in tutto il suo significato in questo  “Coppedé esoterico”.
L’architetto che lo progettò e lo costruì aveva in mente una sorta di cattedrale gotica a cielo aperto, ricca di simboli e di immagini religiose dei Rosacroce e, dato il robusto diffondersi di figure e ferri battuti di suggerimento medievale, dei Cavalieri Templari.
Non basta: GINO COPPEDÈ, il padre di questo piccolo e singolare gioiello urbano, ha profuso di citazioni dantesche gli spazi possibili delle sue composite costruzioni dopo essersi opportunamente informato del significato sicuramente simbolico degli scritti di Padre Dante, e, così come l’acme più splendente della Commedia è la raffigurazione della “M” di Maria madre di Cristo, anche il complesso degli edifici dell’artista, che si trovano affacciati alla piccola piazza Mincio, sono un coro angelico intorno alla figura della giovane donna che può far pensare a Beatrice, ma che è senz’altro la figura della Madre Divina, figlia del suo Figlio Gesù .
Non resta che recarsi in libreria per scoprire ancora una fascinosa parte di Roma, con il fervido augurio che si cessi di buttare miliardi per fare opere d’immagine come nuvole ed inservibili pachidermi su fili, e si apprezzi ciò che veramente rende speciale la Capitale, ancor di più se si urge ad un diffuso restauro di tante sue parti, come questa, invidiabile.
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piatto_Coppedè-esoterico ”COPPEDE’ ESOTERICO”, Edizioni ALTER EGO, è stato scritto a più mani e  precisamente da Daniele Botti, Maria Rosaria D’Amico e Adalberto Tiburzi;  costituisce la prima interpretazione organica del simbolismo del suo quartiere romano.  Daniele Botti ne individua gli antenati nei templi sacri dell’antichità, nelle piramidi egizie e  nelle cattedrali gotiche, mentre Maria Rosaria D’Amico ne approfondisce gli aspetti storici e  artistici in una sorta di “mini-guida per il turista curioso”. Infine, Adalberto Tiburzi cattura  l’anima al contempo affascinante e misteriosa del quartiere Coppedè con le sue splendide  quanto preziose fotografie. L’auspicio degli autori, nelle parole di Claudio Cerroni che  firma la Prefazione, è che il presente lavoro “riaccenda l’entusiasmo e l’attenzione verso il  quartiere, così da garantirne un felice recupero”.
 Daniele Botti, classe 1977, è copywriter e docente di copywriting, web writing e scrittura  creativa allo IED. Ha firmato campagne per brand nazionali e internazionali, ottenendo  numerosi riconoscimenti. Ha pubblicato due saggi su creatività e pubblicità in “Le nuove  terre della pubblicità” (Meltemi), un racconto nell’antologia “Racconti capitolini” (Historica)
 Maria Rosaria D’Amico è nata a Frascati ed è laureata in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Guida turistica autorizzata per Roma e provincia, insegna presso il Liceo Classico e Linguistico “Cicerone” di Frascati. Ha al suo attivo numerose collaborazioni con enti turistici per la creazione di percorsi guidati ed eventi culturali nel territorio della provincia di Roma, oltre a diverse pubblicazioni riguardanti le bellezze artistico-archeologiche del territorio dei Castelli Romani, tra cui il libro “Il Seicento nei Castelli Romani”, pubblicato nel 2004.
Adalberto Tiburzi, classe 1944, è considerato uno dei più influenti fotografi d’architettura del secolo scorso. All’età di vent’anni, nel 1974, ha pubblicato per Laterza e Officina Edizioni una serie di rivoluzionarie immagini del Baldacchino di S. Pietro in Vaticano, inaugurando quella stagione della foto d’architettura a mano libera che dura fino a oggi. Le sue opere sono pubblicate su innumerevoli riviste ed esposte in musei come il Nicholson di Sidney e il Museum der Kulturen di Basilea.
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piatto_Caffè-Coppedè (1) ”CAFFE’ COPPEDE’ “, sempre delle Edizioni ALTER EGO, è a firma solo di DANIELE BOTTI  e  risulta segnalato alla XXVII edizione del Premio Calvino. Narra di una “setta”, nata ai tempi di Cesare, per  controllare Roma ancora oggi. Trattasi di industriali, politici, cardinali …., tutto il potere che conta, i cui  componenti si riuniscono nel quartiere Coppedè, compiendo strani riti e pagando la polizia per chiudere un  occhio. Ma quando inizia nel quartiere una serie di omicidi, uno più macabro dell’altro, il commissario Saverio  Tinca non potrà più fare finta di niente. E si troverà faccia a faccia con strani personaggi, poteri occulti e misteri  antichissimi nascosti tra palazzi enigmatici e strabilianti. Gioco letterario e allo stesso tempo libro di denuncia, il  romanzo di Daniele Botti è un giallo che è anche un noir, una satira, una guida sui generis all’esoterismo del Coppedè.
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alterego_lavoro-150x150 ”ALTER EGO EDIZIONI”  è una casa editrice specializzata nella pubblicazione di libri di autori emergenti,  con sede in Viterbo ove ha iniziato la propria attività sul territorio della Tuscia e del Lazio, per estendere poi  dal 2014 il proprio raggio d’azione a tutta l’Italia. Tale casa editrice ha sempre dedicato molta attenzione  verso gli scrittori emergenti, concentrando buona parte degli sforzi sul territorio di pertinenza dell’autore,  massimizzando la visibilità iniziale, senza perdere di vista le opportunità legate al mercato nazionale. Le  pubblicazioni realizzate sono estremamente curate sotto ogni punto di vista e l’autore è consapevole come la  sua stessa casa editrice sia sempre dalla sua parte, aiutandolo e seguendolo in maniera professionale e produttiva.
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BREVI NOTE A MARGINE – Dopo aver riportato le precisazioni sui due testi e relativi autori di cui sopra, liberamente riprese da alcuni siti internet tra cui “EVEN-SI” ed “ALTER EGO”, un plauso va alla”Libreria PAGINA 272″ che periodicamente organizza presso il proprio piccolo ma simpatica locale incontri per la presentazione di libri interessanti e stimolanti. Questa libreria si trova, in linea d’aria, abbastanza vicina alla adiacenze della zona Coppedè ed io ho la soddisfazione personale di poter ammirare quotidianamente questo unico ed irripetibile gioiello alchemico-architettonico  (… e non solo), noto come Quartiere Coppedè, a circa 100 metri sul lato opposto di via Tagliamento, ove è situato il piccolo bunker redazionale della Consul Press. Essendo stato in un periodo precedente della mia vita anche un libraio (*1), camminando per Roma, personalmente sono sempre contento quando mi trovo a passare davanti ad un negozio ove c’è una “libreria”, molto meno se trattasi di una sala “slot machine” o di un McDonald’s. Stesso sentimento – di malumore, angoscia e rabbia – quando passo davanti ad un altro gioiello architettonico, come la Chiesa Nazionale Argentina in piazza Buenos Aires (p,za “Quadrata” per Noi Romani) ove sul portale d’ingresso – così come in quasi tutte le Chiese della Capitale – staziona una solita “Corte dei Miracoli” di pseudo poveri e di finti invalidi o di false madri, queste ultime dedite ad allattare od accudire poveri bimbi (probabilmente noleggiati a leasing o a loro imposti da organizzazioni di racket) e che probabilmente saranno i futuri delinquenti di un prossimo domani.  Ciò con il menefreghismo delle Forze dell’Ordine, con l’assenteismo delle Istituzioni e, purtroppo, con la tolleranza del Vicariato o dei Sacerdoti della stessa Chiesa, già da tempo non più né custodi del tempio, né educatori. Infatti è molto più facile e redditizio mendicare anziché cercare di lavorare … ed ancor più difficile è educare o essere testimoniare un “impegno” o una vocazione.
Questa nostra sciagurata Città Eterna, ora governata da una maggioranza di grillini & cavallette, con una Prima Cittadina borgatara, a cui piace farsi chiamare “Sindaca”, con un placet quanto mai discutibile da parte dell’Accademia della Crusca, mai come oggi sembra essere scesa così in basso … vedasi anche il declassamento dalla 69^ alla 88^ posizione, come reso noto lunedì 29 novembre dal Quotidiano “Italia Oggi”, a seguito di una analisi condotta in collaborazione con l’Università “La Sapienza”.
Tra l’altro, dopo la tragica fine del più nobile rappresentante della Gens Julia (pugnalato un 15 Marzo … 44 a.C) ed una successiva lunga, serena e prospera Pax Augustea, si è assistito (salvo errori od omissioni) solo a scenari di ordinaria o scialba amministrazione dell’ Urbe, nonostante i suoi passati splendori come immagine perenne della Roma Antica e poi come Culla del Cattolicesimo. Giungendo infine al post Unità d’Italia, credo sia inutile o velleitario formulare ipotetiche ed accademiche classifiche sui tanti altri Sindaci di Roma, a parte due sole eccezioni tra loro opposte, una probabilmente positiva, l’altra decisamente negativa. Tra le eccezioni positive a me piace citare Ernesto Nathan, Sindaco di Roma dal 1908 al 1913, nonostante fosse stato inglese (per nascita), ebreo (per religione), massone (per adesione). Tra quelle negative è doveroso citare Ignazio Marino, Sindaco catto-comunista dal 2013 al 2015, che presuntuosamente ha paragonato, nella sua miserabile allocuzione di commiato, la sua “fine politica” alle pugnalate delle Idi di Marzo !  Chi sa (o chissà) se Virginia Raggi, nuova Vestale oggi in Campidoglio, riuscirà a superare in peggio il suo predecessore.    G.M.
(*1)  http://www.consulpress.eu/non-solo-editoria/