Persia. Gli ayatollah nemici dichiarati di Allah preparano il successo mondiale dei diritti femminili

15 Gennaio 2023 Autore: Domenico Cambareri

E’ iniziato il conto alla rovescia del crollo della teocrazia agraria iraniana?

La più grande vittoria delle donne persiane e islamiche dopo anni di mattanze è alle porte?

Sarà il più grande successo della storia mondiale di tutta l’umanità dall’età antica ad oggi da parte delle donne? C’è da augurarlo vivamente.

IL LUNGO POST KHATAMI, IL MODERATO, CON GLI ATTUALI RAISI, ROHUANI E KAMENEI HA POLVERIZZATO OGNI POSSIBILITA’ DI PACIFICA CONCILIAZIONE

La rivoluzione islamica guidata da Khomeini ebbe da attingere il suo antimodernismo e antioccidentalismo generalizzato dai pozzi pieni dell’odio verso lo shah Reza Phalavi a causa delle riforme agrarie fallite e dal pari e connesso processo di inurbamento di milioni di persone in qualità di nuovi diseredati o quasi nei grandi centri urbani. Storia iniziata già all’inizio degli anni cinquanta del ‘900.

Il sogno dell’imperatore di rendere l’Iran la terza potenza militare asiatica e la sesta mondiale, oltre che potenza nucleare e economica, tramontò velocemente fomentate nella miscela esplosiva sull’onda delle masse protestatarie dell’esclusivismo islamico, del dilagare dei gruppi radicali marxisti, della sempre più radicale avversione al ruolo degli USA nella strategia e politica religiosa a-islamica perseguita dal Phalavi, e dalla corruzione e inefficienza della sua corte, del parlamento e dei partiti.

Aspetto cruciale per ciò che rappresenta la classica goccia che fa traboccare il vaso fu la volontà da parte del governo di alienare parte delle estese proprietà terriere appartenenti alla casta degli ayatollah, i quali, nel corso dei ripetuti processi di modernizzazione economico-sociale del Paese, si erano sempre più impossessati delle terre che i contadini nuovi proprietari svendevano sia per l’impossibilità di sostenere le spese per il mantenimento dei fondi sia per il miraggio prodotto dalla crescita dell’industrializzazione e della vita urbanizzata.

Grazie a questo determinante punto di rottura del precario equilibrio fra casta sacerdotale e potere temporale, l’esplosione della rivoluzione islamica’ rappresentò la cristallizzazione del potere politico esclusivamente nelle mani degli ayatollah. Da allora, il nefasto processo d’involuzione e incapsulamento religioso e psicologico della società iraniana, la più avanzata e occidentalizzata di tutto il grande mondo islamico, non si sarebbe più fermato per circa tre decenni.

Il fattore principale degli sviluppi e significati imprevisti, inattesi e non più mediaticamente recuperabili e canalizzabili da parte del regime dell’esclusivismo religioso, è stato costituito dall’ininterrotta crescita demografica iraniana, enorme crescita demografica che ha riplasmato in modo sempre più profondo e veloce il volto interno dell’Iran di questi ultimi due decenni. Ciò è stato dovuto, nonostante le pesanti e croniche restrizioni interne e le sciocche e sconclusionate e lunghissime e sempre più accentuate e deleterie sanzioni imposte dai filosionisti USA e dalla costellazione delle nazioni gregarie (sanzioni che hanno semmai prodotto ripetuti punto di maggiore coagulo interno e antioccidentale della popolazione, sfruttati al meglio dal regime religioso); ciò è stato dovuto, dunque, al radicale potere affermato dalla diffusione delle tecnologie delle trasmissioni via etere. Computer, telefonia mobile e aggregazioni aperte e chiuse dei siti telematici hanno rappresentato e rappresentano oggi la maggiore arma di autodifesa, finora inoffensiva, della popolazione iraniana, e in modo rilevantissimo da parte della maggioranza della popolazione, costituita da giovani, giovanissimi, adolescenti.

Il processo di degenerazione e sfaldamento interno del tenebroso regime ayatollah oggi sembra che sia arrivato a un punto di non ritorno. Infatti, le sempre più spietate azioni terroristiche dei guardiani del regime non solo non sono riuscite a piegare le manifestazioni di protesta, ma hanno addirittura innescato e fatto esplodere una sempre più ampia e articolata protesta generale, in cui vediamo coinvolti gruppi sociali molto disparati che solidarizzano apertamente e senza tregua contro i diktat ‘teologici’ antifemminili del regime delle blasfemie.

Perché mai il regime delle blasfemie? Semplice. Perché la casta sacerdotale si è nascosta, forte dell’assoluta eclusività  dell’autorità e del potere religioso sul piano politico e su quello sociale: dietro i suoi dettami dogmatici, con cui ha sfruttato senza tregua le subordinazioni delle prassi fideistiche popolari. Per cosa la casta sacerdotale si è nascosta dietro i ‘valori’ religiosi che essa custodisce? Per preservare e addirittura accrescere la sua posizione economica costituita dalle proprietà terriere che complessivamente detiene. E orami, dopo decenni di assoluto monopolio del potere, forse non soltanto agrario ma pure di altre fonti di ricchezza.

Il crollo del regime non potrà quindi avvenire senza che prima le opposizioni politiche e l’opposizione popolare non avvieranno la guerra aperta degli slogan, con cui fare capire agli aytollah che la loro caduta comporterà, nel nuovo Iran, la confisca definitiva di gran parte delle loro proprietà terriere. E, però, di contrappeso, almeno la salvezza fisica delle loro famiglie e di loro stessi.

Nessuna delle tante proteste degli scorsi lustri, seguite all’uccisione e violenze perpetrate da ‘agenti della polizia morale’ e pasdaran contro ragazze, aveva assunto dimensioni tali per partecipazione, vastità geografica e durata.

Il continuare a far cadere per terra i copricapi degli aytollah, simbolica forma di repentina, fulminea protesta per le strade di ogni parte dell’Iran, lascia tuttavia presagire possibili sbocchi delle future sollevazioni, che potrebbero essere molto, molto più spettacolari e forse sanguinose.

Una cosa sembra oggi corroborata dai fatti: l’oceano delle proteste della gioventù persiana e più in generale del popolo, le fanatiche milizie islamiche al servizio della teocrazia agraria non lo potranno più contenere, men che mai stroncare, pure davanti a dei moltiplicatori numerici degli assassini finora compiuti.

Questo sarà il più grande successo della storia mondiale di tutta l’umanità dall’età antica ad oggi da parte delle donne?

C’è da augurarlo vivamente.