Ecotecnologie: pneumatici composti con zucchero?

30 Marzo 2010

Fonte: Galileo on line

 

Innovazione e sviluppo | SOLUZIONI ECO

Pneumatici “verdi” presto su strada

Una nuova tecnologia consentirà tra cinque anni di produrre gomma sintetica a partire dagli zuccheri del mais e della canna, grazie a batteri ingegnerizzati

 

Entro pochi anni potremmo vedere su strada i primi pneumatici “verdi”, prodotti cioè da fonti rinnovabili anziché da petrolio. E’ quanto ha mostrato Joseph McAuliffe all’ultimo meeting dell’American Chemical Society. McAuliffe, che lavora presso l’azienda di ricerca biotecnologica Genencor , ha mostrato come sia possibile produrre l’isoprene, uno dei principali ingredienti della gomma sintetica, a partire dagli zuccheri presenti per esempio nel mais e nella canna da zucchero. Questa nuova tecnologia reappresenterebbe un’alternativa ai metodi tradizionali basati sui processi petrolchimici.
“Una delle sfide principali che abbiamo affrontato ha riguardato lo sviluppo di un processo efficiente per la conversione degli zuccheri nel materiale desiderato”, ha raccontato McAuliffe. Per riuscirci, il ricercatore e il suo team si sono rivolti all’ingegneria genetica dei batteri: “Abbiamo sfruttato un processo di fermentazione basato su un ceppo batterico appositamente modificato per convertire riserve di carboidrati in isoprene ‘biologico’”. Il passo successivo sarà l’integrazione dei processi di fermentazione con quelli di raccolta e purificazione dell’isoprene.
La Genencor prevede di portare sul mercato questa nuova tecnologia entro i prossimi cinque anni e ha già svegliato l’interesse di case come la Goodyear. L’azienda, che ogni anno produce circa 200 milioni di pneumatici, ha infatti avviato un programma di ricerca insieme alla Genencor per sviluppare la produzione del BioIsopreneTM a partire da fonti rinnovabili grezze.
L’isoprene, tuttavia, è un composto organico di grande interesse dal punto di vista industriale, non solo per la produzione di pneumatici (per la quale ogni anno ne vengono sintetizzate quasi 800 mila tonnellate). Questo composto, infatti, è ampiamente utilizzato per altre applicazioni, per esempio nella produzione di guanti chirurgici, di pannolini o di prodotti per l’igiene femminile. Sembra esserci quindi più di una ragione per investire in BioIsoprene. “Vediamo la produzione di composti biochimici da materiali rinnovabili come un”assicurazione’ contro l’aumento del prezzo del greggio, ma anche come primo passo verso un futuro più sostenibile”, ha concluso McAuliffe. (m.r.)
Riferimenti: American Chemical Society