Diritti umani, convenzioni internazionali e ruolo dell’Italia, alla Basso

20 Novembre 2014

Fonte: Fondazione Basso

 

 

 

 

 

Sui Diritti Umani l’Italia “prende tempo”

Il monitoraggio 2010-2014 delle 90 ONG e associazioni del Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani e le Raccomandazioni UPR dell’ONU all’Italia.

 

 

 

 

 

 

Conferenza stampa alla Fondazione Basso
Mercoledì 10 dicembre alle 11,30, presso la Scuola di Giornalismo della Fondazione Lelio e Lisli Basso Issoco, in via della Dogana Vecchia, 5 a Roma, si terrà la conferenza stampa del Comitato per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani, al rientro dalla UPR dell’ONU a Ginevra.
 L’Italia è ancora sotto accusa poiché – come è stato anche recentemente sottolineato a Ginevra dallo stesso Comitato per la promozione e protezione dei Diritti Umani – fa parte di quegli Stati che tuttora non hanno un’Istituzione Nazionale Indipendente per i diritti umani (NHRI), prevista dalla risoluzione 48/134 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del dicembre ’93, e dai cosiddetti Princîpi di Parigi, linee-guida stabilite nel 1991.
 Nato nel 2002 per iniziativa della Fondazione Basso, il Comitato per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani è una rete di 90 associazioni e ONG italiane attive nel settore, con obiettivo prioritario di favorire e sostenere il processo legislativo per la creazione anche in Italia, in ritardo di circa 20 anni, della NHRI.
Il 27 ottobre scorso a Ginevra, in occasione della sessione del UPR Working Group del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite, l’Italia è stata sottoposta alla Revisione Periodica Universale (UPR), uno degli strumenti di cui dispone l’organismo nato nel 2006 e di cui fanno parte rappresentanti governativi di 47 stati membri eletti a rotazione e aperto al contributo delle organizzazioni non governative, con ECOSOC status, che possono partecipare e presentare documenti.
Il Comitato per la promozione e protezione dei Diritti Umani era presente a Ginevra, sia alla sessione preliminare di dialogo interattivo con i rappresentanti degli Stati membri sia all’ultima sessione presentando una dichiarazione formale a sostegno della NHRI unitamente al suo rapporto consolidato quadriennale di monitoraggio alle raccomandazioni UPR all’Italia 2010-2014 sulla situazione dei diritti umani in Italia.
La delegazione italiana, guidata da Lapo Pistelli, vice-ministro agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale, ha illustrato il rapporto del governo ed ha ricevuto dal Comitato la copia del proprio rapporto di montoraggio tradotta in inglese e distribuita agli stati membri del Consiglio Diritti Umani. Delle 78 raccomandazioni del primo ciclo di revisione, l’Italia ne ha implementato 74 – ha dichiarato Pistelli. Ora bisognerà aspettare il prossimo marzo per vedere quali delle nuove raccomandazioni il governo italiano accetterà, non accetterà o accetterà in parte.
 Una considerazione va però fatta! Le nuove raccomandazioni appena formulate, ricalcano quelle precedenti ed anzi ne aumentano la portata, fatto che evidenzia lo stato di avanzamento nel nostro paese di politiche in materia di promozione e protezione dei diritti umani.
Al termine di questa seconda sessione della UPR, 23 raccomandazioni sono risultate a favore dell’urgente costituzione da parte dell’Italia, di una Istituzione Nazionale Indipendente per i Diritti Umani (NHRI), raccomandazioni in aumento rispetto alla UPR del 2010 e risultato del lavoro di monitoraggio e sensibilizzazione del Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani.
Le altre raccomandazioni hanno riguardato la mancata ratifica di alcune Convenzioni internazionali (a partire da quella ONU sui diritti dei migranti e delle loro famiglie) o di Protocolli aggiuntivi; la libertà di informazione e la tutela dei giornalisti; la complessiva situazione dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo; la tratta di esseri umani; i diritti dei minori, in particolare il diritto all’istruzione per i minori appartenenti a “minoranze” e “comunità vulnerabili”; le discriminazioni di genere e la violenza contro le donne; i diritti dei Rom, Sinti e Caminanti; la condizione delle carceri, i ritardi della giustizia; la mancanza di specifiche norme contro la tortura; i diritti dei diversamente abili; il mancato raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del PIL per gli Aiuti Pubblici allo Sviluppo.
 
Fondazione Lelio e Lisli Basso Issoco,via della Dogana Vecchia, 5 – 00186 Roma
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