Ludi o follie quirinarie ? Il Presidente Mattarella fa il cicchetto al politicante Mattarella

05 ottobre 2018

Domenico Cambareri

 

 

 

 

 

POLITICAL FICTION AND REALITY

QUANDO L’IRONICO IDEALTIPO DELLA REALTA’ SUPERA

LA STESSA CRUDA REALTA’ :

ECCO LA PARODIA QUIRINARIA

 

WORDS IN THE WORLD

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HIDDEN JOINTS FROM THE QUIRINAL

LE ULTIMA TRAPELATE DALQUIRINALE

 

FANTAPOLITICA E REALTA’

CHI DELLE DUE SUPERA L’ALTRA ?

WHICH ONE OF THEM IS BETTER THAN THE OTHER?

 

 

IL PRESIDENTE MATTARELLA CONVOCA

IL POLITICANTE MATTARELLA

MATTARELLA CONTRO MATTARELLA

SIAM DIVENTATI TUTTI MATTIMATTARELLI

 

 

Alcuni giorni dopo il primo fatto accaduto, si perché pare proprio cosa certa che i fatti accaduti per la stessa causa si siano ripetuti per più giorni e in più momenti durante un giorno, tanto che, dopo che sono stati distrutti diversi specchi, gli addetti hanno provveduto a coprire tutti gli altri con grandi teli,
sono trapelati le prime fughe di notizie dalle mura del Quirinale.
Cosa sarebbe dunque accaduto?
Ecco l’antefatto. Mattarella si fa fotografare accanto alla Costituzione posta su un leggio e aperta alla pagina in cui è scritto l’articolo 97 della Costituzione: Riprendiamo pari pari da Repubblica la chiosa presidenziale:
“Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro. Questo – dice il capo dello Stato in occasione dell’incontro con i partecipanti all’iniziativa ‘Viaggio in bicicletta intorno ai 70 anni della Costituzione Italiana’ – per tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, per difendere le pensioni, per rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci. E ancora: “Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro”.
Affermazioni ineccepibili. Solo che queste dichiarazioni avevano il precipuo fine di essere indirizzate al governo Conte: ogni parola, una dozzina di frecce avvelenate schioccate contro il governo in carica. Ben per Mattarellanulladibuono.
Perché mai? L’indefessa tiritera della sproloquiante demagogia della Commissione europea e dei suoi sponsor fra i vari governi europei che gioca di persistente, sporchissima sponda nello spalleggiare gli eversivi esponenti italiani del Partito Defunto, ha mosso mari e monti perché l’inquilino legale/illegale del Quirinale si schierasse in modo scoperto.
E qui è cascato l’asino, povera vittima, in modo imprevisto. Perché? Perché il presidente Mattarella, in un eccesso di inaspettato e drammatico zelo, ha fatto all’improvviso fuoco e fiamme e ha deciso di convocare, zitto tu zitto io, il politicante Sergio Mattarella.
<< Non è possibile, non è possibile – pare che si sia detto Mattarellapresidente ad alta voce parlando con la sua coscienza mentre la sa équipe medica gli filtrava il sangue -, che io debba fare simili richiami pubblici e non debba allo stesso tempo dare un esempalresempio tirandoforteforte le orecchie a un esponente di primo piano di questo regime,
io, che ho avuto l’ardire di abbandonare da Mattarellapresidente le sponde della partitocrazia che ho rappresentato per tutta la vita. Non posso che chiamare Sergio Mattarellapoliticante, uomopoliticopalermitano acculturatoneldeclassamento della cultura e nel propugnare e imporre il degrado morale professionale e economico dei miserrimi docentiparassiti utilidioti italiani delle secondarie, quel Mattarella che soffre di gravi e molteplici idiosincrasie e idiopatie palesi e recondite, quel Mattarella che poi sarei io stesso, fuorviato Narciso da prezzemolo …,
io, che se pure ho ricoperto alcuni incarichi ministeriali mai di lunga durata e sono stato pure vicepresidente del consiglio sotto la guida del pugnalatore D’Alema, quando nel 1999 ci onorammo in dispregio della Costituzione e del parlamento di fare bombardare la Serbia. Come dichiarò il compare di Mattarellapoliticante pacifistaidisosincratico, D’Alemapugnalatore, le basi nazionali mese a totale disposizione della Nato per i bombardamenti aerei, con 52 aerei italiani partecipanti più le navi da guerra e i missili antiaerei posti a difesa lungo le coste adriatiche! Un record, ragazzi, un record imbattuto! Guerrafondai purosangue contro un regime comunista fratello! Noi non scherziamo mica!
E non solo! Come non ricordare l’altra superba pagina di orgoglio comunista e cattocomunista, di purissimo e piissimo orgoglio umanitario,
sia sempre lodato nostro Signore da me che come Giulio Andreotti prendo la particola sacra ogni dì per la maledizione della mia anima,
di cui mena vanto ancora Mattarellapoliticantepacifista, quando i suoi soci al governo,
Prodi e Andreatta e Napolitano, il fior fiore del virgineobiancofiore maculato di rossoleninstalin, sigillò i porti adriatici e jonici ai disperati fratelli albanesi in carne e ideologia che a decine di migliaia abbandonavano il paradiso falce e martello di Henver Hoxa tuffandosi fra i marosi? Ricordo ancora con fremente orgoglio quando una nave da guerra italiana speronò un’imbarcazione colma di fuggitivi: tutti morti, Questo è il vero decisionismo pacifista. Alla guerra alla guerra, sempre alla guerra!  
A la guerre! À la guerre!
Da pacifistiamorevolicontriti, altro che Bertans de Born e i versi poundiani. Futuristi&fascisti e il loro impetoeroico? Macché, inezie. Noi non scherziamo.
Sovietici, sionisti e nazisti ci leccalo le suole delle scarpe, se lo vogliamo sia pur di poco …noi …noi noi, soltanto noi idiosincratici pacifisti nulladibuono non scherziamo, i fatti son fatti
rispetto al perfido regime fascista delle camicie nere del fascio littorio e dell’umanesimo del lavoro tutto zampillante d’oro fuso …
Sacripanti, sacripanti sfrontati e inconcludenti i piddini di oggi,
come il vecchio arrogante reticoloOrlando arcignobricconborioso della fontana della vergogna e il tosco mattoMatteo giammai pari a noi mattiMattarelli, lui con al seguito il ronzio di sciami di cavallette calabroni e tafani dei suburbi delle moltitudini delle clientele arricchite,
ovvero dei parvenu della burocrazia del partitopesante intriganteinfestantecontaminante l’apparto pubblico e vispi ronzinironzanti che lo scalciano e il cul gli sbatacchiano d’ogni alto a ogni pie’ sospinto fra i carruggi dei borghi della truffa e dell’usura e dei banchideipegniafotticompagno:
piddini che io pur appoggio senza volto nascosto dietro un dito bugiardo
che intima al silenzio.
Ma ora basta basta, non voglio dir di più o sproloquio senza freno!
Ecco, mentre me ne rammento presento uno stralcio della sua/mia biografia ufficiale:
(Titolo della tesi di laurea) << “La funzione di indirizzo politico”, è stato iscritto nell’albo degli avvocati del Foro di Palermo dal 1967.
Ha insegnato diritto parlamentare presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Palermo fino al 1983, anno in cui è stato collocato in aspettativa perché entrato a far parte della Camera dei Deputati.
La sua attività scientifica e le sue pubblicazioni hanno riguardato prevalentemente argomenti di diritto costituzionale … Il suo percorso politico ha origine all’interno del filone di impegno cattolico-sociale e riformatore. Eletto deputato per la Democrazia Cristiana nel 1983 nella circoscrizione della Sicilia occidentale, ha fatto parte della Camera dei Deputati sino al 2008.
In queste sette legislature ha fatto parte della Commissione Affari costituzionali, della Commissioni Affari esteri e del Comitato per la Legislazione, di cui è stato anche Presidente.
E’ stato componente, inoltre, della Commissione bicamerale per le Riforme istituzionali dell’XI legislatura, di cui è stato Vice Presidente, della Commissione bicamerale per le Riforme istituzionali della XIII legislatura, della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo e le stragi, della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia. Nella XV legislatura è stato Presidente della Commissione Giurisdizionale della Camera dei Deputati.
Nella XIII legislatura è stato Presidente del Gruppo parlamentare dei Popolari e Democratici (dall’inizio della legislatura all’ottobre 1998).
Dal luglio del 1987 al luglio del 1989 è stato Ministro dei Rapporti con il Parlamento. Risalgono a quegli anni la riforma dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio e l’abolizione della ordinarietà del voto segreto in Parlamento. Dal luglio del 1989 al luglio del 1990 è stato Ministro della Pubblica Istruzione. Sono di quel periodo la Conferenza nazionale della scuola (gennaio ’90) e la riforma degli ordinamenti della scuola elementare che, tra le innovazioni, introdusse il modulo dei tre maestri su due classi (legge n. 148 del 1990).
Dall’ottobre 1998 è stato Vice Presidente del Consiglio dei Ministri sino al dicembre 1999 quando è stato nominato Ministro della Difesa, incarico tenuto fino alle elezioni del giugno del 2001. Approvate in quegli anni la legge che ha abolito la leva militare obbligatoria e quella che ha reso l’Arma dei Carabinieri forza armata autonoma. In quella fase l’Italia ha sviluppato una intensa presenza nelle missioni di pace dispiegate per iniziative delle Nazioni Unite ed ha contribuito significativamente alle operazioni di interposizione e mantenimento della pace in Bosnia-Herzegovina, Kosovo e nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. L’avvio della Politica europea di sicurezza e difesa, in quella stagione, ha visto l’Italia tra i più convinti sostenitori, con l’avvio, tra l’altro, del primo corpo d’armata europeo.
Nelle elezioni politiche del 2008 non si è ricandidato e ha concluso la sua attività politica.
Nel maggio 2009 è stato eletto dal Parlamento componente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, di cui è stato Vice Presidente.
Il 5 ottobre 2011 è stato eletto Giudice Costituzionale dal Parlamento ed è entrato a far parte della Corte Costituzionale con il giuramento dell’11 ottobre 2011. >>
Venuto dunque a cotancotal cospetto Sergio MattarelladiPalermo, Mattarellapresidente gli ha chiesto come mai stesse ancora a gironzolare nelle stanze del potere senza alcuna vergogna, senza nessuna contrizione, senza nessun senso di colpa per le ignominie consumate per decenni dal regime partitocratico di cui ha fatto parte e ancora fa parte come brillantemediocre lancia del ciarpame pseudoumanitario,
e quali conti di tutti questi governi, in particolare di quelli di cui ha fatto parte come ministro o ricoprendo cariche nel vertice dei partiti Degenerata Cristianità e suoi successivi succedanei,
quali conti di questi governi fossero in ordine …
Nessuno! Nessuno è la risposta. Nessuno? Nessun conto era in ordine, Presidente. Tutto in debito. Capito? Tutto in debito. Altro che i conti con la storia. Noi ce ne freghiamo della galera, non certo le camici nere. (la lingua batte sempre dove il dente ….)
L’indebitamento pubblico pazzesco è cresciuto a dismisura in maniera ininterrotta … Già prima degli accordi di Maastricht gli italiani sapevano che l’Italia avrebbe impiegato tutto il XXI secolo, tutto il prossimo nuovo secolo per azzerare l’indebitamento pubblico.
Indebitamento pubblico che sarebbe stato durandurante ridotto del 50% attorno alla fine degli anni ’30, come per mesi e anni titolavano Il Sole 24 Ore, Corsera e tutta la stampa nazionale. Verità quotidiane, verità obliate di poi dall’onnivoro PD e dai suoi necrofili.
Cosa è successo quando Mattarellapoliticante, anziché chinare il capo, battersi contrito il petto e pronunciare a voce alta fra rotti pianti e singhiozzi il mea culpa o con impassibile e neonata dignità, ha osato replicare a Mattarellapresidente?
Il politicante con sprezzo così gli ha gridato più o meno con queste parole, forse anzi certo con termini più dirompenti:
<< Noi siamo i gagliardi mercenari umanitari e proletari che salviamo il quarto mondo per ridurlo a quinto e con le ships filantropiche nel canale di Sicilia importiamo amorevoli schiavi per ridurre l’Italia a secondo e senza tema pure a terzo mondo. Degli italiani, delle leggi e del tricolore ce ne fottiamo. Hai visto la bravura del sindaco di Riace? Azioni eversive emerite, conclamati atti di sabotaggio di lungo respiro da emulare, da moltiplicare ovunque: medaglie, dagli tutte le medaglie! Quella facciadiculdistagno ha ridotto già Riace a quarto mondo, non al terzo: è un meraviglioso genio malavitoso del pio, esemplare amore verso il prossimo.
Il Partito Defunto risorgerà con sindaci come lui: carte false a tutti, carte false a tutti e matrimoni nei municipi e nelle chiese e voti nei seggi: dobbiamo polverizzare ogni record made in USA, anche se la loro estensione è più che doppia dell’Europa. Non falliremo. Noi siamo i gagliardi mercenari umanitari al servizio dei potenti di turno. Chi la dura la vince.”
Apriti cielo. Il rabbuffo di Mattarellapresidente da strigliata, davanti a così tracotante risposta, si è tramutato in una diatriba degenerata in una baruffa in cui il presidente lo ha colpito al viso a suon di sberle replicando tosto e tosto :
<< Guarda che io ho intrapreso il nuovo corso di presidente presidenzialista, anzi per correttezza di presidente ligio alla Costituzione
e non di presidente notaio,
di Presidente che supervisiona richiede puntualizza decide e comanda ove necessario e secondo sacra scrittura. Per farlo, ho arzigogolato attraverso qualche lontano antecedente di qualche lontano Presidente
e
senza cincischiare ho saltato il fosso per non sentire più gli attacchi di un cocciuto sconosciuto, un tal Cambareri, che mi millanta mane e sera, dichiarando, com’è vero, che io abbia giurato fedeltà in qualche quadrivio di suburre al CLNI, ricordi si il Comitato di Liberazione Nazionale dei partigiani, e non alla Costituzione. Tutto ciò l’ho fatto per rendere redivivo il PD; e tu che mi fai? Mi rompi ancora le uova nel paniere! Disparir all’istante sarebbe tuo fato da me tanto agognato. >>
Così è andato in frantumi il primo specchio del Quirinale, poco dopo che il Presidente ha visto arrivare nello specchio al suo cospetto Sergio MattarelladiPalermo.
Per non tirarla per le lunghe e farla breve.
Questi episodi si sono ripetuti e moltiplicati a tal punto che, di specchio rotto in specchio rotto, gli specchi superstiti sono stati coperti con spessi e grandi teli onde preservare il patrimonio artistico del Paese e degli scrigni del Quirinale da altre dirompenti distruzioni.
Adesso gli italiani, la Nazione si ritrovano il decisionista Presidentenulladibuono che non sa come continuare a “scansare” le ripetute apologie del regime fascista che lui si trova d’impeto a commettere, a consumare a dritta e manca contro la sua ferma volontà.
Non solo questo.
Nel corso della quarta o quinta asperrima polemica, il MattarelladiPalermo ha recriminato Mattarellapresidente in questi termini:
<<Perchè mi hai fatto convocare per strapazzarmi e aggredirmi così in ogni specchio in cui ti vedevi? Come, come hai potuto firmare, anche con la mia compiacenza di facciata, la nomina a ministri della Repubblica dei factotum della più assoluta nullità? Come mi hai potuto svergognare firmando la nomina di ministro della Cultura, ohibò come mi non duole nella mia ambivalenza, di ministro della Pubblica Distruzione di una cotal falsariadilungocorso, millantatriceValeria inFedeli ? E quel Cambareri che anche per questo mi cucca dì per dì perché ancora mi ricatta e aspetta quattro cattedre di professore universitario ordinario e il ripristino dei parametri per i docenti e i funzonari pubblici e l’abbattimento della legge pangrassista della dirigenza e dello spoil sistem funzionale solo agli sporchi giochi della partitocrazia di cui siamo campioni storici?
Quel Cambareri mi tiene in pugno perché per la tua miopia abbiamo rivelato la nostra lungimirante opera di pianificato nichilismo, di distruzione assoluta della società italiana. La perversione della violenza sovietica non conosceva le nostre armi e i nostri metodi di così raffinata eversione su cui soffia il benefico vento della massificazione indiscriminata, eccezion fatta per i privilegi della sterminata nomenklatura o casta delle caste. E poi, perché mai tracotanteValeriainFedeli men che nullità che Matteomattarello doveva rottamare? Il rottamatore che ha scelto dei rottamati come ministri e tu l’hai accontentato? In tutto? Io non l’avrei mai fatto, anche se poi ti/mi ha fatto eleggere al Quirinale. >>
<< Beh, sai – ha risposto Mattarellapresidente – come ben sai, noi siamo dei savi e santi vampiri. Purtroppo, siamo anche imprevidenti. Come facevo a non firmare se tutto si è svolto con trasparenza, alla luce del sole? Possiamo però sempre esclamare con piacere: “O specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bugiardo del reame?”. Noi ci nutriamo e pensiamo nell’oscurità. Il sole ci è nemico, come la verità. Noi siamo dei sicari.
Come dunque potevo agire diversamente sotto la luce del sole? In tutte quelle occasioni, ero sempre un perfetto catatonico e anoressico. E’ accaduto, ma è accaduto dunperciò a buon pro.  
Pensiamo a strumentalizzare l’Europa per disfarci di questo governo di riottosi che tentano di ragionare con la loro testa. Bisogna spazzarli via.
Per questo, io confermo di essere il presidente presidenzialista che ha giurato fedeltà non alla Carta ma al Comitato di Liberazione Nazionale partigiano, non altro oggi che agli eredi magnonispreconi del partitocomunista che non c’è più. Per questo, io non voglio dimettermi. Per questo, rifiuto di inviare messaggi tutti i dì alle ribalde Camere affinché attuino con appropriate leggi la regolamentazione della vita dei partiti e dei sindacati: devono restare legibus soluti. A magnonisprecomi miei, viva il dirigismo democratico. Ai populisti Di Maio & Salvini ci penso io. Farò un gran repulisti, proprio un gran repulisti. I loro supporter li farò portare come i compagni albanesi e come i compagni cileni negli stadi. Che l’umanitarismo e il soccorsoclandestini siano con te. Viva Mattarellapresident? Evviva, evviva. Noi siamo i veri razzisti! Amen. >>
Ecco rivelato quanto è accaduto e sta accadendo, quanto ci raccontano le cronache quirinarie fino ad oggi trapelate. Quale sopravvissuto buon dio starebbe mai con noi?

 

 

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