Industria spaziale europea, quanto è a rischio davanti al dominio di USA e Cina?

 

24 Maggio 2019

Fonte: StartMag starmag.it

Chiara Rossi

 

 

 

 

Spazio, che fine faranno Ariane e Vega?

 

Avio e altre aziende europee dell’aerospazio lanciano un appello all’Ue: “Impegno contro concorrenza Usa e Cina”. Timori per Ariane 6 e Vega-C

Il prossimo riassetto delle istituzioni a Bruxelles fa vacillare lo spazio europeo. In vista delle elezioni del 26 maggio le principali aziende europee del settore spaziale hanno diffuso un documento: “Senza una strategia definita e più fondi per programmi chiave come Vega e Ariane il settore rischia di rimanere al palo”, si legge.

I programmi dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, stanno puntando allo sviluppo di Ariane 6 e Vega C, per un autonomo accesso europeo allo spazio, ma senza fondi e ordini istituzionali i lanciatori europei rischiano di essere sorpassati dai rivali stranieri, in testa la statunitense SpaceX.

L’APPELLO DI AVIO, ARIANEGROUP, ARIANEGROUP GERMANIA E ARIANESPACE

Il documento diffuso ieri è stato firmato da Giulio Ranzo, ceo Avio, André-Hubert Roussel, ceo ArianeGroup, Pierre Godart, ceo ArianeGroup Germania, Stéphane Israël, ceo Arianespace.“I nuovi vettori europei Ariane 6 e Vega C decolleranno il prossimo anno dal Centro spaziale europeo nella Guyana francese (Sud America)” evidenziano i 4 capi azienda. Si apre così un nuovo capitolo dell’epopea dei lanciatori europei, segnale del dinamismo del settore spaziale del Vecchio Continente. Ma sono necessarie commesse istituzionali, così come fanno le altre grandi nazioni “spaziali” – Stati Uniti, Cina e Russia – che utilizzano solo vettori domestici per i propri payload istituzionali o militari.

LA SFIDA CON SPACEX

Come aveva scritto Aurelio Giansiracusa su Startmag, SpaceX offre il lancio del Falcon 9 ai clienti commerciali a 62 milioni di dollari. Questi prezzi così bassi sono possibili grazie al consistente ricarico dei lanci di satelliti militari. La società fondata dal miliardario visionario Elon Musk può permettersi di essere così più economica, grazie al consistente ricarico dei lanci di satelliti militari. Secondo gli analisti Arianespace ha avuto finora un buon 2019, con un portafoglio ordini di 4,2 miliardi di euro. L’operatore di servizi di lancio numero uno al mondo è riuscito inoltre a implementare con successo un taglio di prezzo del 40% al razzo Ariane 5 per competere con SpaceX. Ha ottenuto una serie di nuovi contratti per i suoi altri lanciatori, Soyuz e Vega, di cui l’italiana Avio riveste il ruolo di primo contraente.

LA TABELLA DI MARCIA DI ARIANE 6

Sia Ariane 6 e Vega-C debutteranno a marzo del prossimo anno. Durante la fase di transizione 2020-2023 le le loro attività saranno potenziate dalle missioni istituzionali. Sono stati già firmati tre contatti istituzionali per i servizi di lancio di Ariane 6 e Vega-C e altri sono previsti nei prossimi mesi.  Come si ricorda nella missiva “dalla prima missione nel dicembre 1979, Ariane ha effettuato 247 lanci, portando in orbita 445 satelliti”. Il volo inaugurale di Ariane 6 è già stato assegnato per il lancio dei satelliti per le costellazioni di OneWeb.
Ariane 6 arriverà in due configurazioni a seconda delle esigenze della missione, Ariane 62 con due booster destinata ai clienti istituzionali e Ariane 64 con quattro booster per missioni commerciali, in grado di trasportare 20 tonnellate in orbita bassa e due satelliti fino a 12 tonnellate complessive in orbita di trasferimento geostazionario (GTO).
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“Ariane 6 e Vega-C sono perfettamente adattati per gestire missioni complesse e sono in grado di soddisfare ogni esigenza di missione in completa complementarietà”, aveva dichiarato lo scorso aprile Stephane Israel, numero uno di Arianespace.

E QUELLA DEL VEGA-C

Vega, il razzo per carichi leggeri della famiglia di vettori europei realizzato per il posizionamento di satelliti in orbita bassa (LEO), ha iniziato a operare nel 2012 realizzando il record mondiale di 14 voli consecutivi di successo portando in orbita 28 satelliti. Rispetto all’attuale Vega, lo sfruttamento di Vega-C consentirà più lanci all’anno per un aumento delle prestazioni a più orbite. In occasione della Satellite 2019 conference, che si è tenuta dal 6 al 9 maggio a Washington, il ceo di Avio ha spiegato come  l’Europa si sia impegnata a garantire una cadenza per Vega e Vega C di due missioni all’anno nella fase di transizione 2020-23.

DEBUTTO CON LARES

Il debutto della nuova configurazione del lanciatore Vega è previsto nel marzo 2020. A bordo ci sarà il satellite scientifico Lares-2 dell’Agenzia Spaziale Italiana. Nel frattempo, Avio ha testato il motore di secondo stadio, Zefiro 40, e procederà a una nuova prova per il motore di primo stadio P120C, valida anche per l’utilizzo con Ariane 6, nell’ottica di ridurre i costi con le economie di scala. Ma tutto questo rischia di non essere sufficiente.

L’IMPORTANZA DELLA POLITICA SPAZIALE PER L’EUROPA

Bruxelles deve impegnarsi dunque per preservare “l’industria europea dello spazio che conta oggi più di 40.000 persone qualificate”. È l’appello di Ranzo, Roussel, Godart e Israël. In modo da contrastare la concorrenza di Stati Uniti e Cina per esempio, le cui aziende possono beneficiare di bilanci civili e militari in continua crescita in un mercato spaziale che triplicherà nei prossimi vent’anni.

IN VISTA DELLA MINISTERIALE ESA 2019

“Perciò chiediamo ai futuri membri del Parlamento Europeo che dovranno approvare il budget spaziale europeo per il prossimo decennio e ai Paesi membri dell’ESA (che si incontreranno a Siviglia a fine anno) di decidere il percorso per i lanciatori Ariane e Vega”.